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OPEC rivede al ribasso la crescita della domanda petrolifera 2026 per debolezza OCSE

OPEC rivede al ribasso la crescita della domanda petrolifera 2026 per debolezza OCSE
Sayantan Sarkar
13 mag 2026, 16:45 PM

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Oman greggio acido (buy)

Il greggio Oman è caduto bruscamente a causa di interruzioni nell'offerta di greggi acidi, e l'OPEC segnala che i greggi acidi sono i più colpiti dalle restrizioni regionali. Con le scorte di prodotti in calo e la volatilità elevata, i differenziali dei greggi acidi possono rimanere sostenuti anche se il greggio headline si indebolisce. Acquistare esposizione legata all'Oman sui greggi acidi (ad esempio posizioni long sugli spread del greggio acido rispetto a Brent/WTI).

Rischio chiave: Le interruzioni dell'offerta di greggi acidi si risolvono rapidamente (o nuove forniture le compensano), facendo collassare il differenziale del greggio acido nonostante il rallentamento della domanda.

WTI (sell)

L'OPEC ha tagliato la crescita della domanda per il 2026 e vede la domanda OCSE quasi piatta (l'Europa leggermente in calo). Questo colpisce direttamente la narrativa del compratore marginale, mentre la crescita dell'offerta non‑OPEC (+600k bpd) non può comunque essere assorbita dal più debole outlook della domanda. Ridurre l'esposizione al WTI (ad esempio aprendo posizioni short sui futures WTI o acquistando un ETF inverso sul petrolio) alla luce del più debole equilibrio 2026.

Rischio chiave: Un forte shock al rialzo della domanda (soprattutto nei paesi non OCSE) che costringe l'OPEC a rivedere al rialzo il taglio per il 2026 e a ridurre le scorte più rapidamente del previsto.

  • OPEC riduce la crescita della domanda per il 2026 a 1,2M bpd, per un totale di 106,3M bpd.
  • La domanda OCSE è piatta, l'Asia mostra segnali di moderazione.
  • Il paniere ORB scivola di $7,57 in aprile a $108,79/b.

L'OPEC ha ridotto la sua previsione di crescita della domanda petrolifera globale per il 2026, citando una domanda più debole nelle economie avanzate e segnali di moderazione in Asia, mentre le interruzioni dell'offerta e la volatilità dei prezzi continuano a destabilizzare i mercati. 

Nel suo Monthly Oil Market Report pubblicato mercoledì, il gruppo produttore ha detto che la domanda crescerà di 1,2 milioni di barili al giorno (bpd) quest'anno, in calo rispetto ai 1,4 milioni di bpd previsti in precedenza, portando il consumo totale a 106,3 milioni di bpd.

La revisione sottolinea le sfide che il mercato petrolifero deve affrontare, mentre tensioni geopolitiche, prezzi elevati e il rallentamento dell'attività industriale si combinano per frenare la domanda. 

La crescita della domanda petrolifera globale nel 2026 è stata rivista al ribasso, riflettendo una domanda più debole nei paesi OCSE e un outlook più tenue in Asia.

OPEC Monthly Oil Market Report - maggio

Prospettive della domanda

L'ultima valutazione dell'OPEC mostra la domanda OCSE sostanzialmente piatta, con una crescita di appena 100.000 bpd.

Le Americhe dovrebbero registrare un aumento modesto di 200.000 bpd, guidato da GPL e benzina, ma si prevede che l'Europa contragga leggermente di 30.000 bpd a causa di un'attività industriale e di una domanda dei consumatori più deboli. 

Nell'Asia-Pacifico la domanda è prevista in rallentamento di 80.000 bpd, trainata in larga misura dalla moderazione del Giappone.

I paesi non OCSE restano il principale motore della crescita, contribuendo per 1,1 milioni di barili al giorno (bpd).

Alla Cina ci si aspetta un incremento di 250.000 bpd, sostenuto dalla domanda di materie prime per la petrolchimica, mentre all'India si prevede una crescita di 200.000 bpd, sostenuta dalle forti vendite di veicoli e dall'attività infrastrutturale. 

Altre economie asiatiche, guidate dall'Indonesia, contribuiranno per 240.000 bpd, riflettendo l'espansione petrolchimica regionale.

Guardando avanti, l'OPEC proietta una crescita più sostenuta nel 2027, con la domanda in aumento di 1,5 milioni di bpd.

Il gruppo ha rivisto al rialzo la previsione per il 2027 di 200.000 bpd, citando aspettative di un contesto economico più solido e la continua espansione nei mercati non OCSE.

Prospettive dell'offerta

Sul lato dell'offerta, l'OPEC ha riportato che la propria produzione di greggio è scesa in aprile di 1,74 milioni di bpd, attestandosi in media a 33,2 milioni di bpd. 

Si prevede che la produzione di liquidi non appartenenti all'OPEC crescerà di 600.000 bpd nel 2026, trainata da Brasile, Stati Uniti, Canada e Argentina.

Il gruppo ha osservato che, sebbene la crescita dell'offerta non OCSE rimanga costante, essa è insufficiente per compensare il più ampio rallentamento della domanda.

L'OPEC ha sottolineato che i rischi geopolitici, in particolare in Medio Oriente, continuano a offuscare le prospettive dell'offerta.

“Le tensioni geopolitiche e le interruzioni commerciali restano rischi chiave per la ripresa della domanda e la stabilità dell'offerta,” recita il rapporto.

Movimenti dei prezzi

I prezzi del petrolio hanno rispecchiato i fondamentali in evoluzione.

Il paniere di riferimento OPEC (ORB) ha registrato una media di $108,79 al barile in aprile, in calo di $7,57 rispetto a marzo.

Il Brent ha fatto registrare una media di $102,46 al barile, mentre il WTI è salito a $98,67 al barile. 

Il greggio Oman è sceso bruscamente di $20,65 al barile, a $103,91 al barile, riflettendo interruzioni nell'offerta di greggi acidi.

L'OPEC ha osservato che la volatilità dei prezzi rimane elevata, con i greggi acidi particolarmente colpiti dalle restrizioni di offerta regionali.

I margini di raffinazione sono stati messi sotto pressione in Europa e negli Stati Uniti, mentre l'Asia ha mostrato resilienza a causa della limitata disponibilità di greggio.

Scorte e giacenze

Le scorte commerciali di petrolio dell'OCSE sono diminuite di 21,6 milioni di barili a marzo, attestandosi a 2,77 miliardi di barili.

Le scorte di greggio sono aumentate leggermente, mentre le scorte di prodotti sono diminuite drasticamente di 48,4 milioni di barili. 

Il gruppo ha avvertito che il calo delle scorte di prodotti potrebbe stringere ulteriormente i mercati se la domanda dovesse sorprendere al rialzo più avanti nell'anno.

“I noli delle petroliere restano volatili, con i tassi VLCC in calo rispetto ai massimi storici ma ancora elevati rispetto all'anno scorso,” ha aggiunto l'OPEC, evidenziando le interruzioni in corso nel trasporto marittimo globale.

Rischi e prospettive

Il rapporto dell'OPEC ha enfatizzato che l'equilibrio dei rischi rimane sbilanciato al ribasso.

La debole domanda OCSE, la moderazione della crescita asiatica e le persistenti tensioni geopolitiche pesano tutte sulle prospettive. 

Il gruppo ha inoltre segnalato potenziali venti contrari derivanti dall'inasprimento della politica monetaria e da una più lenta attività industriale in Europa.

Allo stesso tempo, l'OPEC ha indicato aree di resilienza.

La crescita della domanda in India rimane robusta, sostenuta dalla spesa per infrastrutture e dall'aumento delle vendite di veicoli. 

Il settore petrolchimico cinese continua a sostenere i consumi, anche se la crescita economica più ampia si attenua.

Ci si aspetta che l'Asia non OCSE resti un importante motore dell'espansione della domanda.

Il Monthly Oil Market Report di maggio delinea un mercato che affronta sfide sia strutturali sia cicliche. 

Con la crescita della domanda ridimensionata, le interruzioni dell'offerta in corso e le scorte in diminuzione, l'avvertimento dell'OPEC è chiaro: il mercato petrolifero globale rimane vulnerabile agli shock, e la ripresa dipenderà sia dall'impulso economico sia dalla stabilità geopolitica.