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Perché l'oro scende nonostante le tensioni USA-Iran scuotano i mercati globali?

Perché l'oro scende nonostante le tensioni USA-Iran scuotano i mercati globali?
Devesh Kumar
09 lug 2026, 07:38 AM

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Il fattore dominante nell'articolo è il dollaro: un petrolio più alto alimenta i timori d'inflazione, spingendo i mercati verso una politica più restrittiva e persistente, a sostegno del USD. Acquistare Invesco DB US Dollar Index Bullish Fund (UUP) per cogliere l'effetto di secondo ordine della catena petrolio→inflazione→ansia sulla Fed.

Rischio chiave: La retorica della Fed diventa chiaramente accomodante (o i rendimenti calano rapidamente), per cui il dollaro perde il suo sostegno legato ai tassi e UUP si inverte.

Vendi oro (XAU/USD)

L'oro sta scendendo perché lo shock iraniano si sta trasformando in un problema di tassi: il petrolio sale, i timori d'inflazione si riaccendono e il tono della Fed è restrittivo. Questo rafforza il dollaro e aumenta i rendimenti — negativo per il metallo che non paga reddito. Vendere XAU/USD (o posizioni short sui futures sull'oro) con l'aspettativa che le attese sulla Fed e il legame dollaro/petrolio mantengano la pressione sull'oro nel breve termine.

Rischio chiave: Una netta de-escalation in Medio Oriente che faccia calare petrolio ed aspettative d'inflazione, indebolendo dollaro e rendimenti e riportando l'oro in modalità rifugio.

  • L'oro scivola mentre lo shock petrolifero legato all'Iran riaccende i timori sui rialzi dei tassi della Fed nei mercati.
  • Bank of America rivede al ribasso la view sull'oro mentre una Fed più restrittiva riduce le prospettive per il metallo.
  • L'argento rallenta mentre le restrizioni alle importazioni in India mantengono al centro le carenze locali.

L'oro fatica a comportarsi come un tradizionale bene rifugio perché l'ultimo shock geopolitico alimenta proprio il rischio che danneggia il metallo: inflazione più alta e politica monetaria più restrittiva.

I prezzi sono scivolati giovedì dopo che i nuovi scontri tra USA e Iran hanno spinto il petrolio al rialzo e hanno riacceso i timori che le banche centrali debbano mantenere una politica restrittiva più a lungo.

Il metallo continua a trovare sostegno dagli acquisti delle riserve e dall'incertezza globale, ma il movimento immediato è dominato dal dollaro, dal petrolio e dalle aspettative sulla Fed.

Lo shock petrolifero si trasforma in un problema di tassi

L'oro spot è sceso di circa lo 0,4% fino a circa $4,060 l'oncia nelle prime contrattazioni, dopo aver toccato il livello più basso da oltre una settimana.

Anche i futures sull'oro statunitensi con consegna ad agosto sono diminuiti, proseguendo la debolezza osservata dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che un accordo provvisorio per porre fine al conflitto in Iran era "over".

L'esercito statunitense ha dichiarato di aver lanciato nuovi raid sull'Iran per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, mentre l'ultima escalation ha spinto il petrolio al rialzo.

Questo è rilevante per l'oro perché un petrolio più caro può rapidamente aumentare le aspettative di inflazione, rafforzare il dollaro e spingere i rendimenti obbligazionari al rialzo.

L'oro è spesso descritto come una copertura contro l'inflazione, ma tale relazione si indebolisce quando l'inflazione costringe i mercati a prezzare tassi d'interesse più elevati.

Poiché il metallo non paga reddito, tende a soffrire quando liquidità e obbligazioni diventano più attraenti.

L'ansia sulla Fed mantiene cauti i rialzisti

I verbali più recenti della Fed hanno aumentato questa pressione.

I responsabili politici hanno espresso preoccupazioni più profonde sul fatto che gli aumenti dei prezzi stessero diventando più diffusi, con alcuni che vedevano il caso per costi di indebitamento più elevati prima che il comitato mantenesse i tassi fermi a giugno.

Questo orientamento restrittivo aiuta a spiegare perché Bank of America ha tagliato la sua previsione media per l'oro nel 2026 del 14%, portandola a $4,360 l'oncia.

La banca vede ancora margini di rialzo a lungo termine una volta terminato il ciclo di stretta, ma il messaggio a breve termine è più prudente: una Fed restrittiva può limitare l'oro anche quando la geopolitica è di supporto.

Anche il FMI ha rivisto al ribasso la sua previsione di crescita globale per il 2026 al 3,0%, citando rischi derivanti dalla guerra in Medio Oriente, dalla frammentazione del commercio e da potenziali correzioni di mercato legate all'IA.

Un contesto di crescita più lenta potrebbe alla fine sostenere l'oro, ma per ora è oscurato dai rischi di inflazione e tassi.

La domanda delle riserve offre un supporto

Restano ancora supporti strutturali.

La banca centrale della Tanzania ha acquistato circa 28 tonnellate metriche d'oro negli ultimi 18 mesi per rafforzare le riserve e sostenere lo scellino, a ricordare che la domanda del settore ufficiale resta attiva.

Altrove nei metalli, l'argento ha rallentato poiché le restrizioni alle importazioni dell'India hanno creato carenze e spinto i premi domestici ai massimi di sei mesi nonostante la domanda debole.

L'argento spot è sceso, mentre platino e palladio hanno guadagnato leggermente. La divergenza mostra che i metalli preziosi stanno scambiando meno come un blocco unico e più in base alle proprie dinamiche di politica, offerta e domanda.