Brent scende dopo la sospensione dell'attacco all'Iran da parte di Trump

Brent scende dopo la sospensione dell'attacco all'Iran da parte di Trump
Devesh Kumar
19 mag 2026, 05:39 AM

offerto da

Invezz
Brent greggio (buy dips)

Comprare i futures sul Brent (luglio) o i CFD UKOIL/Brent sui ribassi. La notizia riduce la probabilità di uno shock immediato alle forniture, quindi il mercato tenderà a vendere il panico mediatico per poi rimbalzare man mano che i trader riprezzano il rischio. Il Brent è ancora sopra i $109, il che indica che il premio per il rischio geopolitico persiste — pertanto i ribassi vanno comprati, non inseguiti. Rischio chiave: i colloqui Trump/Iran collassano e un attacco diventa imminente, riportando rapidamente il Brent a massimi plurimensili e rompendo i supporti.

Rischio chiave: Una minaccia credibile e rinnovata di un attacco USA-Iran che fa impennare subito i prezzi da shock di offerta.

USOIL (sell rallies)

Vendere i rialzi del WTI (luglio) rispetto al Brent — andare short sui futures WTI o acquistare lo spread Brent/WTI. Il WTI è più sensibile alla domanda statunitense nel breve termine e al posizionamento, e l'articolo mostra che il movimento è principalmente guidato dal sollievo, non da una de-escalation duratura. Se il mercato resta in stallo, il potenziale rialzista del WTI dovrebbe essere limitato per primo mentre il Brent mantiene un premio geopolitico più alto. Rischio chiave: uno shock più ampio della domanda o delle scorte che stringe il mercato USA e spinge il WTI più del Brent.

Rischio chiave: Un reale irrigidimento dell'equilibrio domanda/offerta negli USA (scorte o domanda) che fa salire il WTI indipendentemente dalla geopolitica.

  • Il Brent è sceso dopo che Trump ha sospeso un attacco pianificato all'Iran.
  • I mercati si sono temporaneamente calmati mentre le speranze di diplomazia hanno ridotto i timori di interruzioni nelle forniture.
  • Gli analisti avvertono che la volatilità del petrolio potrebbe tornare se le tensioni USA-Iran dovessero riescalare.

I prezzi del petrolio sono scesi martedì dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver sospeso un attacco militare pianificato all'Iran, offrendo ai mercati un breve sollievo dopo giorni di intensa ansia geopolitica.

I contratti futures sul Brent con consegna a luglio sono scesi di oltre il 2% a circa $109.09 al barile nelle prime contrattazioni asiatiche, mentre il contratto WTI statunitense front-month è scivolato a circa $107.28.

Il contratto WTI di luglio, più scambiato, è calato fino a circa $102.32.

Il calo è seguito a un forte rally nelle sessioni precedenti che aveva spinto i parametri del petrolio a massimi plurimensili, mentre i trader temevano un'escalation diretta tra Washington e Teheran.

I trader si allontanano dai timori peggiori

La reazione del mercato ha riflesso un riequilibrio geopolitico: gli investitori che avevano passato giorni a prezzare il rischio di una interruzione immediata delle forniture hanno rapidamente smobilitato parte di quelle posizioni dopo il segnale di Trump che negoziati con l'Iran sono ancora possibili.

Trump ha detto che c'è una "molto buona probabilità" di raggiungere un accordo e ha indicato di aver rinviato l'azione militare dopo richieste di alcuni leader del Golfo.

Le dichiarazioni hanno attenuato le preoccupazioni immediate che una escalation improvvisa potesse colpire infrastrutture energetiche o interrompere i flussi di greggio dal Medio Oriente.

Tuttavia, i trader sono stati cauti a interpretare il passo come una de-escalation duratura.

I mercati petroliferi sono diventati altamente reattivi a ogni titolo legato alle tensioni USA-Iran, e il calo di martedì è sembrato guidato più dal sollievo che dalla convinzione che la crisi fosse risolta.

Questa cautela era evidente nel livello relativamente elevato dei prezzi del greggio anche dopo la vendita.

Il Brent è rimasto sopra i $109 al barile, segnale che i trader vedono ancora un premio per il rischio geopolitico significativo incorporato nel mercato.

Gli analisti hanno detto che il recente ritracciamento riflette semplicemente una riduzione della probabilità di uno strike militare immediato piuttosto che un miglioramento più ampio della stabilità regionale.

Gli analisti avvertono che la volatilità è tutt'altro che finita

Gli analisti di mercato hanno affermato che il calo dei prezzi del greggio di martedì riflette un temporaneo allentamento delle paure geopolitiche immediate piuttosto che uno spostamento decisivo delle prospettive petrolifere complessive.

Diversi strategist energetici hanno osservato che i trader restano divisi tra la speranza di una rinnovata diplomazia e il timore che il conflitto possa riescalare rapidamente e senza preavviso.

Reuters ha citato John Kilduff, partner di Again Capital, secondo cui il mercato si trova effettivamente "in stallo", con gli investitori incerti se i negoziati siano vicini a una svolta o a una nuova fase di confronto.

Quell'incertezza ha mantenuto il trading del petrolio molto reattivo alle notizie politiche.

Nelle ultime settimane il Brent ha oscillato ripetutamente tra forti rialzi e altrettanto bruschi ritracciamenti, mentre commenti provenienti da Washington e Teheran hanno modificato le aspettative su sanzioni, azioni militari e stabilità regionale.

Gli analisti hanno anche avvertito che il mercato resta fondamentalmente teso nonostante la vendita di martedì.

L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha recentemente affermato che l'offerta mondiale di petrolio potrebbe scendere al di sotto della domanda quest'anno, mentre il conflitto con l'Iran continua a comprimere le esportazioni e a prosciugare le scorte a un ritmo insolitamente rapido.

Gli investitori si preparano a un'altra settimana volatile

Per ora, il mercato petrolifero sembra diviso tra due narrative concorrenti.

Da un lato c'è l'alleggerimento delle paure immediate dopo il rinvio dell'attacco da parte di Trump.

Dall'altro lato c'è il riconoscimento che i negoziati restano incerti e che qualsiasi rottura diplomatica potrebbe rapidamente spingere di nuovo al rialzo i prezzi del greggio.

Secondo quanto riportato, l'Iran avrebbe comunicato la sua ultima posizione tramite il Pakistan, sebbene non ci sia conferma di una svolta nei colloqui.

Nel frattempo, un funzionario statunitense ha smentito notizie secondo cui Washington si stesse preparando ad allentare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano, sottolineando la complessità delle trattative.