Inflazione giapponese al 2,8%, la BOJ sotto osservazione per possibili rialzi

Inflazione giapponese al 2,8%, la BOJ sotto osservazione per possibili rialzi
Devesh Kumar
26 mag 2026, 07:41 AM

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Long su rialzo tassi Giappone (JGB 2 anni)

Acquistare JGB a 2 anni (o andare long sui futures JGB) per beneficiare nel caso in cui la BoJ tenda verso un ulteriore inasprimento. L'inflazione sottostante oltre l'obiettivo secondo la misura della BoJ rafforza l'ipotesi che il passo successivo alla fine dei tassi negativi potrebbe essere una normalizzazione più rapida, soprattutto se l'inflazione dei servizi e le aspettative seguiranno.

Rischio chiave: L'inflazione si dimostra temporanea o limitata (prevalgono effetti da sussidi/fattori una tantum) e la BoJ posticipa ulteriori rialzi, facendo scendere nuovamente i rendimenti e penalizzando la posizione long.

Short su USD/JPY

Acquistare JPY vendendo USD/JPY intorno a 159. Il nuovo indicatore della BoJ sull'inflazione sottostante al 2.8% mantiene vivo il dibattito sui rialzi dopo la svolta storica di marzo che ha allontanato dalla politica ultra-accomodante. Anche se lo yen non ha ancora reagito, il mercato sta sottostimando la probabilità di ulteriori inasprimenti se l'inflazione sottostante rimane sopra il 2%.

Rischio chiave: La BoJ resta prudente perché altri indicatori d'inflazione (come il core al netto di alimentari/combustibili) e i dati sui salari non confermano una tendenza duratura oltre il 2%, mantenendo il Giappone in posizione accomodante e sostenendo USD/JPY.

  • Il nuovo indicatore dell'inflazione della BOJ è salito al 2.8% in aprile.
  • L'inflazione sottostante è rimasta al di sopra dell'obiettivo della banca centrale.
  • Il core CPI ha rallentato, evidenziando un quadro misto per i policymaker.

L'inflazione sottostante del Giappone è aumentata ad aprile secondo una nuova misura della Bank of Japan che esclude effetti di politica una tantum, alimentando il dibattito su quanto rapidamente la banca centrale potrebbe dover inasprire la politica dopo aver messo fine alla sua posizione ultra-accomodante a marzo.

Il nuovo indicatore della BoJ sull'inflazione è salito del 2.8% su base annua in aprile, accelerando rispetto al 2.5% di marzo e rimanendo al di sopra dell'obiettivo di prezzo del 2% della banca centrale.

La lettura contrasta con l'indice ufficiale core dei prezzi al consumo del Giappone, che si è attestato all'1.4%.

La divergenza riflette il tentativo della BoJ di separare la tendenza sottostante dei prezzi dalle distorsioni temporanee causate da sussidi governativi e altre misure politiche.

Un indice separato che esclude alimenti freschi e carburanti è sceso a 1.9% da 2.4% a marzo, sottolineando il quadro d'inflazione contrastante

Lo yen ha mostrato poca reazione ai dati. USD JPY era in rialzo dello 0.05% a 159.01 al momento della scrittura, lasciando la valuta giapponese vicina a livelli che tengono i trader all'erta sul rischio di intervento ufficiale.

Il nuovo indicatore intensifica il dibattito sulla politica monetaria

L'ultima rilevazione attirerà probabilmente attenzione perché la BoJ si è spostata solo di recente dal quadro di politica monetaria ultra-accomodante che ha caratterizzato i mercati giapponesi per anni.

A marzo, la banca centrale ha abbandonato la politica dei tassi negativi e ha posto fine a parti chiave del suo programma di controllo della curva dei rendimenti, segnando una svolta storica dopo anni di tentativi di generare un'inflazione stabile.

I dati di aprile forniscono ai responsabili politici nuove prove che l'inflazione potrebbe rivelarsi più persistente di quanto suggeriscano le letture headline.

Escludendo gli effetti di sussidi temporanei, il nuovo indicatore della BoJ è pensato per mostrare se la crescita dei prezzi sia sostenuta da una domanda più ampia e da tendenze salariali piuttosto che da un supporto governativo di breve periodo.

Questa distinzione è rilevante per la fase successiva della politica. Se l'inflazione sottostante rimane al di sopra del 2%, la pressione sulla BoJ per considerare ulteriori aumenti dei tassi potrebbe crescere.

Ma se la crescita dei prezzi è ancora guidata da fattori temporanei o ristretti, i responsabili potrebbero preferire procedere con cautela.

Lo yen non reagisce

La reazione contenuta dello yen suggerisce che i trader sono ancora riluttanti a scontare un ciclo di inasprimento aggressivo da parte della BoJ.

Anche con l'inflazione oltre l'obiettivo secondo la nuova misura, i tassi giapponesi restano molto al di sotto di quelli degli Stati Uniti e di altre grandi economie.

Questo divario continua a pesare sullo yen, soprattutto quando gli investitori possono ottenere rendimenti più elevati altrove.

Lo spostamento di USD JPY verso circa 159 mantiene anche il mercato valutario concentrato sulla possibilità di interventi da parte delle autorità giapponesi.

I funzionari hanno ripetutamente avvertito contro movimenti valutari eccessivi, anche se i trader generalmente cercano azioni dirette solo quando la volatilità diventa disordinata o lo yen si indebolisce rapidamente.

La mancanza di una reazione più forte dello yen riflette anche l'incertezza su quanto peso i mercati debbano attribuire alla nuova misura dell'inflazione.

Gli investitori stanno ancora valutando se diventerà una guida centrale per la politica della BoJ o resterà uno dei diversi indicatori utilizzati per giudicare il momentum dei prezzi.

Il segnale dell'inflazione resta misto

I dati sull'inflazione non forniscono un messaggio semplice.

Il nuovo indicatore della BoJ segnala una pressione sottostante in aumento, mentre un'altra misura core si è attenuata e il dato ufficiale del core CPI è rimasto molto più basso.

Questo quadro misto offre alla banca centrale margine per evitare di segnalare una mossa politica imminente, pur riconoscendo che l'inflazione resta sopra l'obiettivo su alcune misure.

Per le famiglie, un'inflazione sottostante più alta potrebbe mantenere la pressione sui redditi reali a meno che la crescita salariale non tenga il passo.

Per i mercati, solleva la domanda se il Giappone stia finalmente entrando in un regime di inflazione più duraturo dopo decenni di modesta crescita dei prezzi.

La BoJ probabilmente continuerà a concentrarsi sulle tendenze salariali, sull'inflazione dei servizi e sulle aspettative di inflazione prima di decidere se aumentare nuovamente i tassi.

Per ora, i dati di aprile rafforzano l'argomento a favore di uno scenario politico meno accomodante, ma la risposta tiepida dello yen mostra che gli investitori necessitano ancora di prove più chiare che la BoJ sia pronta a seguire il cambiamento di marzo con ulteriori inasprimenti.