Oro vicino a $4,505 mentre i trader ponderano colloqui di cessate il fuoco e dati sull'inflazione

Oro vicino a $4,505 mentre i trader ponderano colloqui di cessate il fuoco e dati sull'inflazione
Devesh Kumar
27 mag 2026, 06:26 AM

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Rendimenti reali USA (via TIPS)

Acquistare esposizione ai rendimenti reali USA (posizione long su TIPS a 5 anni / short su ETF TIPS come SCHP). Il fattore chiave nell'articolo è il percorso della Fed: un PCE più caldo sostiene rendimenti reali più elevati, che comprimono l'oro. Il posizionamento nei rendimenti reali consente di monetizzare lo scenario in cui i tassi restano più alti anche se l'oro oscilla per i titoli di cronaca.

Rischio chiave: Il PCE risulta debole e la comunicazione della Fed si ammorbidisce, spingendo i rendimenti reali verso il basso e sostenendo l'oro.

Oro (XAU/USD, future di giugno)

Vendere oro. L'articolo segnala una tendenza al ribasso con soltanto fasi di consolidamento caratterizzate da scarsa direzionalità e sottolinea che i trader non inseguiranno le richieste di rifugio senza evidenze più solide di una rinnovata escalation o di una svolta diplomatica. Con il PCE e gli interventi della Fed alle porte, lo scenario favorisce il rischio di tassi “più alti più a lungo” in caso di dato d'inflazione più caldo, il che tipicamente mette pressione sull'oro, che non rende. Obiettivo $3,800–$3,700 entro l'anno, come implica la tesi di trend.

Rischio chiave: Una chiara escalation USA-Iran che interrompa il traffico nello Stretto di Hormuz e generi una domanda di rifugio sostenuta per l'oro.

  • L'oro si mantiene vicino a $4,505 mentre i trader monitorano le tensioni USA-Iran.
  • Interventi Fed e i dati PCE di giovedì al centro per le prospettive sui tassi.
  • L'analista vede rischio al ribasso se l'attuale tendenza dell'oro dovesse persistere.

I prezzi dell'oro sono rimasti pressoché invariati mercoledì mentre i trader monitoravano gli sforzi per negoziare un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e attendevano nuovi segnali dai funzionari della Federal Reserve sulle prospettive dei tassi di interesse.

L'oro spot è stabile a $4,504.95 l'oncia alle 0215 GMT. Anche i futures sull'oro USA con consegna a giugno sono rimasti praticamente invariati a $4,503.90.

Il movimento contenuto è seguito a un periodo di scambi irregolari, con il bullione in fase di consolidamento mentre gli investitori cercavano indicazioni più chiare dagli sviluppi geopolitici e dalla politica monetaria statunitense.

Altri metalli preziosi hanno avuto andamenti misti. L'argento spot è scivolato dello 0,2% a $76.83 l'oncia, mentre il platino è calato dello 0,9% a $1,941.12. Il palladio è rimasto praticamente invariato a $1,379.44.

Al centro gli sforzi per un cessate il fuoco tra USA e Iran

La geopolitica è rimasta un fattore chiave per il mercato dopo che martedì l'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato un fragile cessate il fuoco lanciando attacchi vicino allo Stretto di Hormuz.

Il canale è una delle rotte marittime più importanti al mondo e qualsiasi interruzione nelle vicinanze dello stretto può rapidamente alimentare preoccupazioni più ampie sui flussi energetici, sull'inflazione e sull'appetito per il rischio.

Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha detto che potrebbero volerci “pochi giorni” per raggiungere un accordo per fermare le ostilità, dopo segnali precedenti di progressi verso un'intesa iniziale per porre fine ai combattimenti e riavviare il traffico marittimo.

L'oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio durante periodi di incertezza politica e militare, è stato sensibile ai titoli provenienti dalla regione.

Tuttavia, l'ultima dinamica dei prezzi suggeriva che i trader erano riluttanti a rincorrere il rialzo del bullione senza prove più concrete di una rinnovata escalation o di una svolta diplomatica.

Attesa per interventi Fed e dati PCE

Gli investitori cercano anche indicazioni dai responsabili della Federal Reserve su come l'inflazione stia plasmando il percorso dei tassi di interesse.

Ci si aspetta che i commenti del vicepresidente della Fed Philip Jefferson e della governatrice Lisa Cook siano seguiti con attenzione per indizi sul fatto che i funzionari rimangano cauti riguardo a un alleggerimento della politica.

La prossima importante pubblicazione economica è l'indice dei prezzi delle Spese per i Consumi Personali (PCE) degli Stati Uniti di giovedì, il principale indicatore di inflazione preferito dalla Fed.

Una lettura più calda potrebbe sostenere l'ipotesi di mantenere i tassi più alti più a lungo, mentre dati più deboli potrebbero rafforzare le aspettative di tagli dei tassi.

Tassi di interesse più elevati tendono a pesare sull'oro perché il metallo non offre rendimento. Al contrario, aspettative di tassi più bassi possono sostenere la domanda di bullione.

Analista vede rischio al ribasso

Gli analisti hanno affermato che l'oro sembra rimanere in una tendenza al ribasso, sebbene il mercato stesse attraversando lunghi periodi di consolidamento.

I trader erano sempre più concentrati sul fatto se ci sarebbe stato un punto di svolta nella vicenda USA-Iran, mentre i rischi di inflazione e i movimenti del mercato obbligazionario stavano anch'essi plasmando il sentiment.

Se l'attuale tendenza dovesse persistere, ha detto Spivak, l'oro potrebbe scendere a circa $3,700–$3,800 entro la fine dell'anno.

Per ora, il bullione rimane intrappolato tra forze contrastanti. I rischi geopolitici stanno contribuendo a sostenere la domanda di rifugio, mentre l'incertezza sui prossimi passi della Fed mantiene i trader cauti in vista dei nuovi dati sull'inflazione.