WTI vicino a $92, Brent a $98: tensioni USA-Iran mantengono il petrolio nervoso

WTI vicino a $92, Brent a $98: tensioni USA-Iran mantengono il petrolio nervoso
Devesh Kumar
27 mag 2026, 07:35 AM

offerto da

Invezz
WTI (USO)

Acquista USO (o futures WTI) perché il mercato è bloccato tra “colloqui che potrebbero attenuare” e il “rischio dello Stretto di Hormuz”, e il downside è limitato dagli aggiornamenti continui sugli attacchi. Se le scorte scendono anche modestamente, il premio geopolitico si rivaluta rapidamente e il WTI tende solitamente a riallinearsi al Brent durante fasi di risk-off legate a timori sull'offerta.

Rischio chiave: Un cessate il fuoco stabile combinato con un aumento settimanale delle scorte che dimostri che la domanda non si sta irrigidendo, schiacciando il premio geopolitico.

Brent (BNO)

Acquista BNO perché il Brent è quotato a un livello superiore rispetto al WTI ed è più direttamente legato al rischio legato al trasporto marittimo. Qualsiasi rinnovata escalation vicino a Hormuz dovrebbe far salire prima il Brent per timori relativi a noli/trasporti, per poi trascinare il WTI verso l'alto tramite l'allineamento dei prezzi del greggio a livello globale.

Rischio chiave: La diplomazia accelera e il rischio per il trasporto marittimo si attenua rapidamente, portando a una vendita generalizzata del greggio e ad aumenti delle scorte.

  • Il WTI si è aggirato intorno a $92 mentre i trader hanno ponderato i colloqui rispetto alle tensioni.
  • Le speranze di un cessate il fuoco USA-Iran hanno attenuato i timori di una grave interruzione dell'offerta.
  • Nuovi attacchi vicino a Hormuz hanno mantenuto saldamente al centro i rischi geopolitici.

I prezzi del petrolio hanno arretrato mercoledì, mentre i trader hanno messo in bilico le speranze di progressi nei negoziati USA-Iran e il rinnovato aumento delle tensioni militari vicino allo Stretto di Hormuz.

Il West Texas Intermediate è scambiato intorno a $92 al barile, mentre il Brent si aggirava intorno a $98,16, con gli investitori che valutano se la diplomazia possa ridurre i rischi di offerta o se nuovi scontri possano mantenere elevati i premi geopolitici.

Il benchmark statunitense sul greggio è rimasto sostanzialmente invariato dopo il calo delle sedute precedenti, quando segnali di movimento diplomatico tra Washington e Teheran avevano contribuito ad attenuare parte del premio geopolitico nei prezzi del petrolio.

Tuttavia, il downside è stato limitato da rapporti su nuovi raid statunitensi contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane, che hanno rinnovato i dubbi sulla tenuta di un cessate il fuoco.

Il mercato guarda anche ai dati settimanali sulle scorte statunitensi per avere un quadro più chiaro di domanda e offerta nel più grande consumatore di petrolio al mondo.

Colloqui e attacchi condizionano il sentiment

I trader petroliferi si sono concentrati sul fatto se i negoziati USA-Iran possano portare a un cessate il fuoco più duraturo e ridurre i rischi legati ai flussi energetici.

Il presidente USA Donald Trump ha detto all'inizio della settimana che i colloqui per estendere un cessate il fuoco e riaprire una via d'acqua chiave stavano facendo progressi.

Questo ha contribuito ad attenuare i timori di uno shock di offerta più profondo e ha pesato sul greggio nelle negoziazioni precedenti.

Tuttavia, il sentiment è rimasto fragile dopo i rinnovati scambi tra le due parti.

La sicurezza nello Stretto di Hormuz, rotta chiave per le spedizioni energetiche globali, è rimasta incerta dopo gli ultimi attacchi.

Il Comando Centrale USA ha inoltre smentito rapporti che suggerivano che i militari stessero scortando navi attraverso l'area, mantenendo alta l'attenzione sui rischi per la navigazione e sulla potenziale ulteriore interruzione.

L'Iran ha segnalato che potrebbe rispondere in caso di nuova escalation. L'esercito iraniano ha dichiarato martedì di riservarsi il diritto “legittimo e definitivo” di ritorsione contro qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte degli USA.

Dati sulle scorte al centro dell'attenzione

Il prossimo catalizzatore per i mercati petroliferi potrebbe arrivare dal rapporto settimanale sulle scorte dell'American Petroleum Institute, previsto più tardi mercoledì.

Un calo delle scorte di greggio più ampio del previsto indicherebbe una domanda più forte o un'offerta più ristretta, potenzialmente a sostegno dei prezzi.

Al contrario, un aumento delle scorte potrebbe indicare una domanda più debole o un'eccesso di offerta e pesare sul mercato.

Il rapporto API di solito esce un giorno prima che la US Energy Information Administration pubblichi i suoi dati ufficiali sulle scorte.

I trader spesso utilizzano il rapporto privato come segnale anticipato, sebbene le cifre governative siano normalmente considerate più autorevoli.

I numeri sulle scorte sono particolarmente importanti quando i rischi geopolitici sono elevati, poiché aiutano gli investitori a valutare se le preoccupazioni sull'offerta trovino riscontro nella domanda sottostante.

La geopolitica mantiene il petrolio volatile

I prezzi WTI sono sensibili sia alle condizioni di offerta fisica sia al più ampio sentiment di rischio.

Il benchmark riflette il greggio statunitense consegnato a Cushing, Oklahoma, un hub chiave per lo stoccaggio e gli oleodotti.

Ma il suo prezzo è comunque influenzato dalla domanda globale, dalle decisioni di offerta di OPEC+, dalle sanzioni, dalle guerre e dalle oscillazioni valutarie.

Poiché il petrolio è largamente scambiato in dollari, le variazioni della valuta USA possono anche influenzare l'accessibilità per gli acquirenti che usano altre valute.

Per ora, il greggio resta intrappolato tra forze concorrenti. La diplomazia tra Washington e Teheran potrebbe attenuare i timori sull'offerta e contenere i prezzi.

Un'ulteriore escalation militare, in particolare nei pressi dello Stretto di Hormuz, potrebbe rapidamente riaccendere le preoccupazioni per interruzioni e spingere il WTI più in alto.

L'andamento dei prezzi nel breve termine dipenderà probabilmente dal fatto che i colloqui per il cessate il fuoco mostrino progressi concreti, se i rischi per la sicurezza regionale si intensifichino e se i dati sulle scorte USA indichino un irrigidimento o un indebolimento della domanda.