Oro +5% in settimana: i payroll USA possono spingere verso $4,600?

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L'oro è uscito al rialzo dalla zona di consolidamento intorno ai $4,000 mentre il calo del petrolio ha attenuato i timori d'inflazione e i rendimenti obbligazionari si sono raffreddati. Sfrutta il momentum in vista del dato sui payrolls: se le assunzioni sono deboli, i rendimenti scendono, la Fed diventa meno restrittiva e l'oro può estendersi verso $4,600.
Rischio chiave: I dati sull'occupazione risultano abbastanza forti da spingere in alto rendimenti e dollaro, rilanciando le aspettative di "più-alti-per-più-tempo" sui tassi e schiacciando la rottura.
L'argento partecipa allo stesso impulso 'risk-on' e da rendimenti più bassi come l'oro. Con l'oro in rottura, l'argento generalmente beneficia maggiormente del miglioramento del sentiment e delle aspettative sui tassi, offrendo leva al rialzo verso lo stesso motore macro.
Rischio chiave: Una sorpresa positiva nei payrolls colpirebbe l'intero complesso dei preziosi innalzando i rendimenti reali; la maggiore volatilità dell'argento rende la discesa più rapida e profonda.
- L'oro guadagna oltre il 5% questa settimana mentre il calo del petrolio attenua i timori d'inflazione.
- I dati sull'occupazione USA potrebbero rimodellare venerdì le aspettative sui tassi della Fed per settembre.
- L'oro resta sopra $4,250 mentre i rialzisti mirano a un possibile recupero verso $4,600.
Venerdì l'oro è salito dirigendosi verso il suo miglior rialzo settimanale da gennaio, mentre un marcato calo del petrolio nella settimana ha attenuato i timori d'inflazione e gli investitori si sono preparati ai dati sull'occupazione USA che potrebbero rimodellare le attese per la riunione della Federal Reserve di settembre.
L'oro spot è aumentato di circa lo 0,6% a $4,262.39 l'oncia nelle contrattazioni mattutine, portando il guadagno settimanale oltre il 5% dopo aver toccato giovedì un massimo di sette settimane.
I futures sull'oro USA hanno guadagnato lo 0,5%, arrivando a $4,321.50.
Il rally ha spinto il metallo prezioso decisamente lontano dall'area dei $4,000 che aveva ancorato la sua recente fase di consolidamento, ma il rapporto sull'occupazione di venerdì resta la prova immediata più importante per capire se il recupero potrà proseguire.
Il calo settimanale del petrolio ridefinisce il posizionamento sull'inflazione
Il recupero dell'oro riflette in parte un'inversione di uno dei fattori che avevano penalizzato il metallo all'inizio del conflitto in Medio Oriente: il forte aumento dei prezzi dell'energia.
Il Brent è rimbalzato di circa l'1% a $83.38 al barile venerdì con il ritorno delle tensioni geopolitiche, ma era comunque diretto a un calo settimanale di circa il 7,5%.
Questo ritracciamento più ampio ha ridotto i timori di un altro shock inflazionistico trainato dall'energia e ha alleviato parte della pressione sulle aspettative sui tassi d'interesse.
Per l'oro ciò conta perché un'inflazione attesa più bassa può ridurre la necessità di inasprimenti monetari aggressivi. Il metallo non rende interessi, pertanto il calo dei rendimenti obbligazionari e aspettative meno restrittive della Fed risultano particolarmente di supporto.
Matt Simpson, analista di mercato di StoneX, considera l'allentamento delle preoccupazioni legate al Medio Oriente e il calo dei prezzi dell'energia come motivi chiave per cui l'oro è uscito dal suo intervallo multi-settimanale sopra i $4,000.
Secondo la sua valutazione, il metallo sta iniziando a mostrare le basi di un recupero tecnico più significativo.
Tuttavia, il contesto geopolitico resta instabile.
I rinnovati attacchi degli Houthi e le proposte iraniane di limitare il passaggio di alcune navi attraverso lo Stretto di Hormuz significano che il petrolio potrebbe rimbalzare rapidamente, potenzialmente riaccendendo la pressione inflazionistica che aveva precedentemente pesato sul metallo prezioso.
I dati sull'occupazione potrebbero decidere se la rottura reggerà
L'attenzione ora si concentra sul rapporto sull'occupazione statunitense di luglio, atteso alle 8.30 ora di New York venerdì, secondo il Bureau of Labor Statistics.
Gli economisti prevedono che l'occupazione sia aumentata di circa 80.000 dopo un incremento di 57.000 a giugno, con il tasso di disoccupazione previsto stabile al 4,2%.
I mercati sono insolitiamente divisi sul prossimo passo della Fed, con i trader che assegnano circa il 55% di probabilità a un aumento dei tassi a settembre, in calo rispetto al circa 63% di una settimana prima.
Un rapporto occupazionale più debole potrebbe far scendere i rendimenti dei Treasury e ridurre ulteriormente le aspettative di una politica più restrittiva.
Una lettura più forte rischierebbe di rilanciare la scommessa dei tassi "più alti per più tempo" e di esercitare nuova pressione sull'oro.
Joseph Dahrieh, analista di Tickmill, vede il rapporto sull'occupazione come il catalizzatore immediato.
Secondo lui, un indebolimento delle assunzioni rafforzerebbe le aspettative per una Fed meno aggressiva e sosterrebbe il metallo prezioso attraverso rendimenti più bassi, mentre dati più forti potrebbero rafforzare il dollaro e limitare il rally.
La Fed resta l'ostacolo a una spinta verso $4,600
Il quadro tecnico è migliorato, ma la Fed resta un ostacolo per i rialzisti dell'oro.
Il presidente della Fed di St. Louis, Alberto Musalem, ha affermato che la banca centrale avrebbe dovuto aumentare i tassi di 25 punti base alla riunione di luglio.
Favorisce aumenti graduali e anticipati piuttosto che rischiare mosse più ampie e dirompenti in seguito se l'inflazione dovesse restare elevata.
Questo rende i dati occupazionali di venerdì particolarmente importanti.
L'ultimo avanzamento dell'oro dipende sempre più dal fatto che i dati economici consentano ai rendimenti di ritirarsi senza riaccendere preoccupazioni sull'inflazione.
Simpson considera i $4,000 come supporto consolidato e vede spazio per un recupero dell'oro verso $4,600 se gli acquirenti continueranno a intervenire sui ribassi.
Il massimo delle sette settimane rafforza questo scenario, ma una sorpresa positiva nei dati sull'occupazione potrebbe metterlo rapidamente in discussione.
Venerdì anche argento e platino sono saliti e si dirigevano verso guadagni settimanali, mentre il palladio ha leggermente ceduto nella giornata.

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