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L'indice del dollaro sale con l'escalation delle tensioni USA-Iran

L'indice del dollaro sale con l'escalation delle tensioni USA-Iran
Rivanshi Rakhrai
28 mag 2026, 06:23 AM

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Long su DXY

Acquistare esposizione al dollaro USA tramite posizioni long su DXY (o comprare USD/JPY). L'articolo evidenzia una chiara domanda di rifugio derivante dall'escalation USA-Iran e un aumento del petrolio che innalza il rischio d'inflazione, mantenendo la politica della Fed restrittiva. Tale combinazione tende a sostenere il dollaro sia rispetto agli asset rischiosi sia rispetto alle valute sensibili ai tassi.

Rischio chiave: Un titolo di de-escalation che inverta rapidamente la domanda di rifugio e l'effetto inflazionistico del petrolio.

Short duration contro l'inflazione

Vendere titoli del Tesoro USA a lunga scadenza (ad es. short su TLT). Il rischio d'inflazione guidato dal rialzo del petrolio e lo spostamento verso uno scenario “niente tagli / possibili aumenti” aumentano la pressione sui tassi reali, penalizzando maggiormente i bond a lunga duration.

Rischio chiave: I dati sull'inflazione USA (PCE) risultano più freddi del previsto, costringendo i mercati a tornare verso tagli dei tassi e a far rally i Treasuries a lunga scadenza.

  • Il dollaro si rafforza dopo la reazione dell'Iran ai recenti attacchi militari statunitensi.
  • Il rialzo del petrolio alimenta i timori d'inflazione e le attese più aggressive sulla Fed.
  • I mercati attendono i dati PCE USA chiave per ulteriori indicazioni sulla politica.

Il dollaro USA (USD) ha registrato un deciso rialzo durante la sessione asiatica di giovedì dopo che l'Iran ha reagito ai recenti attacchi statunitensi vicino all'aeroporto di Bandar Abbas, secondo i resoconti dell'agenzia Tasnim.

Al momento della stesura, l'US Dollar Index (DXY), che misura il dollaro USA rispetto a sei valute principali, era scambiato in rialzo dello 0.25% vicino al livello di 99.50.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran (IRGC) ha confermato di aver preso di mira basi militari statunitensi e ha avvertito che eventuali ulteriori attacchi da parte degli Stati Uniti riceveranno «una risposta più decisa» dall'esercito iraniano.

L'ultima escalation segue le precedenti azioni militari del Comando Centrale degli Stati Uniti di mercoledì.

Quelle operazioni sono state descritte come «colpi difensivi» e sarebbero state dirette verso imbarcazioni iraniane impegnate nel piazzamento di mine.

Le tensioni geopolitiche aumentano la domanda per il dollaro rifugio

Lo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran ha indebolito l'ottimismo del mercato sulla possibilità di un accordo di pace duraturo.

Le rinnovate tensioni geopolitiche hanno spinto gli investitori verso asset rifugio, contribuendo a forti acquisti sul dollaro USA durante le ore di contrattazione asiatiche.

I partecipanti al mercato hanno inoltre reagito all'impatto del conflitto sui mercati energetici.

La ritorsione iraniana ha innescato un forte rialzo dei prezzi del petrolio, aumentando i timori che le pressioni inflazionistiche possano intensificarsi nei prossimi mesi.

Prezzi del petrolio più elevati sono spesso considerati inflazionistici perché aumentano i costi di trasporto e produzione in tutta l'economia globale.

I trader ora si aspettano che i rischi inflazionistici persistenti possano costringere la Federal Reserve (Fed) a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo di quanto previsto in precedenza.

Le attese sui tassi della Fed cambiano drasticamente

Le aspettative sulla politica dei tassi della Federal Reserve sono cambiate in modo significativo dall'intensificarsi del conflitto.

Secondo lo strumento CME FedWatch, la probabilità che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati per il resto dell'anno è attualmente del 43.1%.

Gli altri partecipanti al mercato si aspettano almeno un rialzo dei tassi prima della fine dell'anno.

Questo rappresenta un'inversione significativa del sentimento di mercato.

Prima che iniziasse il conflitto, i trader avevano in gran parte previsto due tagli dei tassi quest'anno.

Il repentino cambiamento delle aspettative riflette il crescente timore che l'aumento dei prezzi energetici e l'instabilità geopolitica possano complicare gli sforzi della Federal Reserve per contenere l'inflazione.

Gli investitori attendono i dati chiave sull'inflazione USA

In prospettiva, l'attenzione degli investitori si sposterà sui prossimi dati dell'indice dei prezzi PCE (Personal Consumption Expenditures) degli Stati Uniti per aprile, la cui pubblicazione è prevista alle 12:30 GMT.

L'indice dei prezzi PCE è considerato la misura d'inflazione preferita dalla Federal Reserve ed è seguito da vicino dai responsabili politici e dai mercati finanziari.

Gli economisti prevedono che la lettura annuale dell'inflazione PCE USA salga a un ritmo più rapido del 3.8%, rispetto alla precedente rilevazione del 3.5%.

Un rapporto sull'inflazione più forte del previsto potrebbe rafforzare le aspettative che la Federal Reserve debba mantenere tassi d'interesse più elevati per un periodo più lungo.

Nel frattempo, i trader dovrebbero rimanere altamente sensibili a ulteriori sviluppi geopolitici che coinvolgono Stati Uniti e Iran, poiché qualsiasi ulteriore escalation potrebbe continuare a influenzare i mercati valutari, i prezzi del petrolio e il sentimento degli investitori più in generale.