Previsioni argento: XAG/USD può mantenere il rimbalzo con i timori per l'Iran?
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Comprare XAG/USD intorno a $64, puntando a un nuovo test dei massimi raggiunti nel recente rimbalzo, mentre la copertura delle posizioni corte e la domanda di bene rifugio contrastano l'ostacolo rappresentato da una prospettiva di tassi 'più alti a lungo'. Il doppio ruolo dell'argento (difensivo + input industriale) significa che può resistere meglio dell'oro quando i mercati temono un'escalation, soprattutto se l'inflazione trainata dall'energia resta al centro dell'attenzione.
Rischio chiave: Un ricalcolo sostenuto della prospettiva 'più alti a lungo' derivante da dati più caldi su inflazione/occupazione che spinge i rendimenti reali verso l'alto e annulla l'attrattiva dell'argento come attività priva di rendimento.
Vendere USOIL (future sul greggio WTI) poiché il premio per il rischio iniziale legato all'Iran nel mercato probabilmente si attenuerà se il conflitto non dovesse allargarsi ulteriormente. Un calo del petrolio in seguito ridurrebbe lo spavento inflazionistico, il che dovrebbe alleviare la pressione restrittiva della Fed che limita il rialzo dell'argento.
Rischio chiave: Il petrolio continua a salire in modo costante a causa di un'escalation credibile o di una più ampia interruzione, spingendo verso l'alto le aspettative di inflazione e sostenendo tassi restrittivi (danneggiando l'argento).
- L'argento è rimbalzato da un minimo di 11 settimane con il ritorno della domanda di bene rifugio.
- I raid USA sull'Iran hanno mantenuto elevati i rischi in Medio Oriente e i timori sull'inflazione.
- I trader ora attendono i dati PPI USA e le richieste di sussidio di disoccupazione per indizi sui tassi Fed.
L'argento si è ripreso giovedì dopo essere scivolato a un minimo di 11 settimane, poiché la domanda di bene rifugio e gli acquisti a scopo industriale hanno aiutato il metallo a riguadagnare terreno, anche se gli investitori sono rimasti cauti per l'aumento delle tensioni in Medio Oriente e le prospettive sui tassi di interesse USA.
Il prezzo dell'argento, o XAG/USD, è stato intorno a $64.00 per oncia troy durante le ore asiatiche, recuperando da un minimo intraday di $61.50.
Il rimbalzo è seguito a due sedute consecutive di perdite e riflette l'insolita posizione del metallo nei mercati globali: è sia un bene difensivo nei periodi di tensione sia un input fondamentale per settori industriali come l'elettronica, i pannelli solari e i veicoli elettrici.
Il recupero, tuttavia, è rimasto fragile.
Un nuovo ciclo di raid aerei statunitensi sull'Iran ha aumentato il rischio di un conflitto più prolungato in Medio Oriente, turbando i mercati più ampi e alimentando i timori che costi energetici più elevati possano mantenere l'inflazione alta.
L'argento trova supporto dopo il forte calo
Il rimbalzo dell'argento è avvenuto dopo un forte calo che ha spinto i prezzi verso livelli che hanno indotto alcuni trader a coprire posizioni corte e altri a ricostituire esposizione.
A differenza dell'oro, l'argento spesso trae supporto da due lati del mercato.
Può beneficiare della domanda di bene rifugio quando i rischi geopolitici aumentano, mentre il suo utilizzo industriale lo collega anche alle attese sulla produzione manifatturiera e sulla domanda di energie pulite.
Quel duplice ruolo ha contribuito a stabilizzare i prezzi dopo il calo a $61.50.
Tuttavia, il rialzo sembrava limitato mentre gli investitori valutavano se i rischi geopolitici avrebbero aumentato la domanda di asset difensivi o invece aggravato le pressioni inflazionistiche tanto da mantenere le banche centrali in atteggiamento restrittivo più a lungo.
Una prospettiva di tassi più forte può danneggiare l'argento perché il metallo non offre rendimento.
Quando i rendimenti obbligazionari salgono, gli investitori spesso sono meno disposti a detenere metalli preziosi a meno che il contesto di rischio non sia sufficientemente grave da giustificare posizioni difensive.
Il conflitto in Iran mantiene i mercati in allerta
Le preoccupazioni geopolitiche sono rimaste centrali per il movimento dopo che il Comando Centrale USA ha confermato che gli Stati Uniti avevano iniziato raid aerei in Iran mercoledì.
Washington ha descritto l'azione come risposta a un'aggressione continuata dopo che un elicottero americano sarebbe stato abbattuto, scatenando ritorsioni iraniane contro strutture militari statunitensi in Bahrein, Giordania e Kuwait.
Il presidente Donald Trump ha avvertito che l'Iran sarebbe stato colpito «molto duramente» se un accordo di pace provvisorio non fosse stato finalizzato, accusando Teheran di ritardare intenzionalmente i negoziati.
I funzionari iraniani hanno dichiarato che non si ritireranno, suscitando preoccupazioni che il conflitto possa ampliarsi.
Per le materie prime, il rischio principale è l'energia. Qualsiasi interruzione prolungata in Medio Oriente potrebbe spingere i prezzi del petrolio più in alto, alimentando i costi di trasporto e produzione e complicando le prospettive sull'inflazione.
Questa prospettiva ha mantenuto i trader cauti, nonostante la domanda di bene rifugio abbia sostenuto i metalli preziosi.
Le prospettive della Fed dipendono dai nuovi dati
Lo sfondo dell'inflazione è diventato più difficile per i mercati dopo a maggio i prezzi al consumo statunitensi sono aumentati al ritmo più veloce in oltre tre anni.
L'aumento è stato dovuto principalmente ai maggiori costi energetici legati al conflitto in Medio Oriente, sebbene i dati siano stati generalmente in linea con le attese.
I mercati ora aspettano l'indice dei prezzi alla produzione di maggio e le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione, entrambi potenzialmente in grado di influenzare le aspettative sulla prossima mossa di politica monetaria della Federal Reserve.
I trader hanno ridotto modestamente alcune aspettative di aumento dei tassi, ma un rialzo di un quarto di punto entro dicembre rimane pienamente prezzato.
Questo lascia l'argento intrappolato tra due forze: lo stress geopolitico che sostiene la domanda di beni rifugio e la prospettiva di tassi più alti a lungo che limita l'attrattiva delle attività prive di rendimento.
Per ora, il rimbalzo dell'argento suggerisce che gli acquirenti sono disposti a difendere i livelli più bassi, ma la prossima mossa potrebbe dipendere dal fatto che i dati sull'inflazione USA rafforzino l'argomentazione per una politica Fed più restrittiva o offrano ai metalli preziosi spazio per proseguire il recupero.
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