Dollaro vicino al minimo di 10 giorni mentre BOJ rialza i tassi e la Fed mette alla prova i mercati FX

Dollaro vicino al minimo di 10 giorni mentre BOJ rialza i tassi e la Fed mette alla prova i mercati FX
Devesh Kumar
16 giu 2026, 07:27 AM

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Invezz
Posizione lunga sullo yen vs USD (JPY)

Buy: posizione lunga su JPY (ad es., long sulla coppia USD/JPY o futures su JPY). La BOJ ha portato i tassi all'1% (livello più alto in 31 anni), il che dovrebbe infine far uscire USDJPY dalla soglia di ~160 se i mercati credono che il Giappone possa continuare a inasprire. L'articolo segnala il rischio di intervento, ma è proprio questo a rendere il movimento asimmetrico: se la BOJ resta ferma, le posizioni corte possono essere costrette alla chiusura.

Rischio chiave: La comunicazione della BOJ diventa accomodante o interrompe l'inasprimento, lasciando USDJPY ancorato vicino a 160 e prolungando il rischio di intervento e la persistenza delle posizioni corte.

Sell USD (DXY)

Buy: vendere allo scoperto il dollaro USA tramite futures/ETF sul DXY (ad es., Invesco DB US Dollar Index Bullish Fund come proxy, o semplicemente vendere allo scoperto il DXY). L'articolo segnala che il dollaro è vicino a un minimo di 10 giorni e i movimenti sono “misurati”, con il premio petrolio/inflazione in attenuazione per il sollievo derivante dalla pace. Con la riapertura di Hormuz e la durata del cessate il fuoco ancora incerte, il mercato FX rimane cauto — favorevole a un lento declino del dollaro USA piuttosto che a un forte rimbalzo.

Rischio chiave: Un rischio di escalation chiaro e duraturo (interruzione nello Stretto di Hormuz o un nuovo shock in Medio Oriente) che riporti il prezzo del petrolio al rialzo e re-prezzi il premio inflazionistico a favore del dollaro USA.

  • Il dollaro USA resta vicino ai minimi di 10 giorni mentre l'accordo USA-Iran aumenta l'appetito per il rischio.
  • Il rialzo dei tassi della BOJ lascia lo yen vicino a 160 mentre il rischio di intervento resta al centro dell'attenzione.
  • La pausa della RBA e la riunione della Fed mantengono i trader FX cauti dopo il sollievo sui prezzi del petrolio.

Il dollaro USA si è mantenuto vicino ai minimi di 10 giorni martedì, mentre i trader valutavano il sollievo derivante da un accordo preliminare di pace tra USA e Iran rispetto a una settimana densa di decisioni delle banche centrali.

L'accordo ha contribuito a calmare i mercati petroliferi e a migliorare l'appetito per il rischio, ma i movimenti valutari sono stati più misurati rispetto al rally di azioni e obbligazioni.

Gli investitori attendono ancora dettagli sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sul programma nucleare dell'Iran e sulla durata del cessate il fuoco.

Lo yen, nel frattempo, è rimasto vicino a 160 per dollaro dopo che la Bank of Japan ha aumentato i tassi al livello più alto degli ultimi tre decenni.

L'effetto pace indebolisce il dollaro, ma solo marginalmente

L'indice del dollaro si è mantenuto vicino a 99,66, vicino al suo livello più debole in 10 giorni, mentre i prezzi del petrolio più bassi hanno ridotto parte del premio inflazionistico incorporato nel dollaro durante il conflitto in Medio Oriente.

L'euro è scambiato intorno a $1,159, mentre la sterlina è vicino a $1,341. I movimenti sono stati modesti, a indicare che i trader sui cambi non sono ancora pronti a prezzare un ritorno netto alle condizioni pre-belliche.

Tony Sycamore, analista di mercato presso IG, ha detto a Reuters che i mercati energetici si erano mossi rapidamente per scontare il rischio immediato di una prolungata interruzione delle forniture, ma il ritorno a flussi normali rimane tutt'altro che scontato.

Quella cautela è importante. La riapertura di Hormuz allevierebbe la pressione sui prezzi dei carburanti, ma la fiducia nel trasporto marittimo, nelle assicurazioni e nelle catene di approvvigionamento potrebbe impiegare più tempo per normalizzarsi.

Il rialzo dei tassi della BOJ ha scarso effetto sullo yen

La Bank of Japan ha portato il tasso di riferimento all'1%, il livello più alto in 31 anni, in una mossa ampiamente attesa volta a contenere i rischi inflazionistici.

Lo yen, tuttavia, è rimasto vicino a 160 per dollaro, un livello che mantiene vivo il rischio di intervento.

I trader vogliono sapere se la BOJ è ancora pronta a stringere ulteriormente una volta attenuato lo shock petrolifero.

Gli analisti hanno osservato che qualsiasi lettura accomodante della comunicazione della BOJ potrebbe rivitalizzare le posizioni corte su yen e titoli di Stato giapponesi, rendendo più costosi gli sforzi di stabilizzazione.

RBA e Fed mantengono i trader cauti

Il dollaro australiano è stato scambiato vicino a $0,706 dopo che la Reserve Bank of Australia ha mantenuto i tassi al 4,35%, a seguito di tre aumenti all'inizio dell'anno.

La decisione mantiene l'attenzione sul fatto che i responsabili delle politiche siano più preoccupati per l'inflazione o per il rallentamento della crescita.

Gli analisti hanno aggiunto che il dollaro australiano potrebbe affrontare rischi al ribasso se la RBA evidenziasse preoccupazioni sulla crescita, sebbene una caduta più netta richiederebbe probabilmente il collasso dei colloqui USA-Iran.

La Federal Reserve e la Bank of England sono attese più tardi questa settimana. Per ora, la debolezza del dollaro si basa sul sollievo, non sulla convinzione.