Dimissioni di Keir Starmer scuotono sterlina e gilts; FTSE resta impassibile
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Acquistare azioni a rischio-energy globali tramite ETF quotati negli USA (ad es., XLE) e/o comprare titoli legati al petrolio. L'articolo indica che la calma del FTSE deriva dal fatto che i mercati attribuiscono maggiore peso ai negoziati USA-Iran rispetto alla politica britannica; se i colloqui progredissero, i timori su offerta di petrolio e inflazione si attenuerebbero e i flussi di cassa del settore energetico migliorerebbero, sostenendo il sentimento di rischio complessivo anche mentre il trambusto politico nel Regno Unito continua.
Rischio chiave: I colloqui falliscono o le tensioni aumentano, spingendo il petrolio più in alto e riportando i timori d'inflazione che comprimono i multipli azionari.
Vendere GBP contro USD (ad es., posizioni short su GBPUSD). Le dimissioni confermano che gli investitori stanno rivedendo il prezzo del rischio politico e della coerenza fiscale del Regno Unito; la sterlina è scivolata sotto $1.32 e il mercato continua a trattare la prossima fase di leadership come fonte di incertezza. Il mantenimento dei gilts vicino ai massimi post-2008 (10Y ~4.85%) rafforza l'idea che il premio per il rischio non scomparirà rapidamente.
Rischio chiave: Un impegno chiaro e credibile del prossimo leader laburista al quadro fiscale di Reeves che stabilizzi rapidamente la sterlina e abbassi i rendimenti dei gilts.
- La sterlina si avvicina a un minimo di tre mesi dopo la conferma delle dimissioni di Starmer.
- I rendimenti dei gilt restano elevati mentre il premio per il rischio politico britannico si approfondisce.
- Il FTSE 100 resta stabile grazie ai ricavi esteri che attenuano lo shock domestico.
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che si dimetterà lunedì, ponendo fine a un mandato di poco meno di due anni e avviando la Gran Bretagna verso il suo settimo premier in un decennio.
Per i mercati, l'annuncio non è stata una sorpresa.
Le pressioni su Starmer si erano accumulate per mesi, e il ritorno di Andy Burnham a Westminster aveva già spinto gli investitori a prezzare un cambiamento al vertice.
La storia più netta è stata la reazione divergente: la sterlina si è indebolita, i gilts sono rimasti sotto pressione e il FTSE 100 si è mosso di poco.
Una dimissione in parte prevista dai mercati, ma comunque avvertita
La sterlina è scivolata sotto $1.32 per la prima volta in tre mesi, mentre i trader si sono mossi rapidamente per prezzare la fase successiva della battaglia per la leadership laburista.
La sterlina era in calo di circa lo 0,3% intorno a $1.319, mentre il rendimento del gilt britannico a 10 anni si aggirava intorno al 4,85%, ancora vicino ai massimi post-2008 e al di sopra dei costi di indebitamento comparabili del G7.
Questa combinazione dice molto. Le dimissioni erano in gran parte attese, ma la conferma ha cristallizzato il premio per il rischio che gli investitori stavano attribuendo agli asset britannici.
Un cambio di primo ministro pone nuove domande sulla politica fiscale, sulla spesa pubblica e se il prossimo leader resterà all'interno del rigido quadro di bilancio imposto dal cancelliere Rachel Reeves.
«Questo livello di turbolenza politica sta rendendo gli investitori sempre più nervosi sulla coerenza della politica economica», ha detto Susannah Streeter di Wealth Club in una nota di mercato.
Il FTSE 100 aveva già perso circa l'1% la settimana scorsa mentre gli investitori si preparavano alla turbolenza. Lunedì, tuttavia, l'indice blue-chip è rimasto quasi invariato intorno a 10.358.
Questa calma non va confusa con fiducia a Westminster. Riflette la struttura insolita del mercato azionario di riferimento britannico.
Perché il FTSE 100 resta immobile
Il FTSE 100 non è un'operazione puramente legata all'economia britannica. Molte delle sue maggiori società realizzano la maggior parte dei ricavi all'estero, in particolare nei settori dell'energia, minerario, farmaceutico, dei beni di consumo e dei servizi finanziari.
Una sterlina più debole può perfino gonfiare quei profitti denominati in dollari quando vengono riconvertiti in sterline.
Questo spiega perché le azioni britanniche non reagiscono come i gilts o la sterlina. Il mercato obbligazionario è concentrato sulla credibilità fiscale interna.
La sterlina reagisce all'incertezza politica. Il FTSE guarda all'esterno.
Andreas Lipkow, chief market analyst di CMC Markets, ha detto che gli investitori «continuano ad attribuire maggiore peso agli sviluppi nei negoziati USA-Iran che al rumore politico interno», secondo Investing.com.
Ha aggiunto che i mercati rimangono più concentrati sui prezzi dell'energia e sul sentimento di rischio globale che sull'incertezza a breve termine a Westminster.
Questa distinzione è importante: se i progressi nei colloqui USA-Iran riducessero i timori sull'offerta di petrolio e sull'inflazione, potrebbero sostenere le azioni globali anche mentre la politica britannica si fa più confusa.
Il FTSE 250, con maggiore esposizione domestica, è più vulnerabile a costi di indebitamento più elevati, a una domanda dei consumatori più debole e a qualsiasi rallentamento della crescita britannica.
Tecnicamente, il FTSE 100 è anche in una fase di trading laterale piuttosto che in sofferenza.
Gli analisti di AskTraders hanno segnalato l'area dei 10.570 come livello chiave che dovrebbe essere violato prima che l'indice possa recuperare slancio rialzista.
L'incertezza politica potrebbe non essere sufficiente a scatenare una vendita di panico, ma continua a contenere l'appetito per il rischio.
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