Fiserv: azioni in rialzo dopo indiscrezione su banche USA interessate a rete carte
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Acquisto FI. La notizia è un segnale credibile di “acquirente strategico”: banche di primo piano che valutano l'acquisizione delle reti di debito di Fiserv (STAR/Accel) mirano direttamente al valore esente dal Durbin derivante dalla proprietà dell'infrastruttura. Dopo un ribasso di ~70%, il titolo ha margine per rivalutarsi se le trattative progrediscono, e anche l'interesse “esplorato” può attirare acquirenti disposti a pagare un premio da transazione e l'attenzione degli attivisti.
Rischio chiave: Le banche decidono che il rischio di contraccolpi da parte di regolatori/legislatori e gruppi di esercenti è troppo alto e interrompono le trattative, lasciando FI a essere scambiata come un titolo di pagamenti autonomo e sotto pressione.
Vendere Visa (V) e Mastercard (MA). Se le banche ottengono maggiore controllo possedendo le reti di debito, si indebolisce il potere contrattuale a lungo termine delle reti di carte e si spostano i flussi economici verso infrastrutture di pagamento di proprietà bancaria. L'angolo Durbin rende questo più di una generica “concorrenza nei pagamenti”: è una minaccia diretta ai flussi di commissioni e alla leva delle reti.
Rischio chiave: I regolatori bloccano o limitano qualsiasi vantaggio derivante da reti di proprietà bancaria, così le reti di carte mantengono la loro economia e la narrativa del “binario bancario” svanisce.
- Le azioni Fiserv sono salite di oltre il 6% dopo un rapporto secondo cui grandi banche USA hanno valutato l'acquisto della sua rete di carte.
- JPMorgan, Bank of America, Wells Fargo e PNC avrebbero tenuto discussioni preliminari.
- Le banche cercano un vantaggio nei pagamenti nell'ambito della disruption fintech e dell'evoluzione delle regole sulle commissioni per le carte di debito.
Le azioni di Fiserv sono salite di oltre il 6% nel premarket di martedì dopo che un rapporto ha riferito che alcune delle maggiori banche statunitensi avevano valutato l'acquisizione di una delle reti di carte di debito della fintech, sottolineando l'importanza strategica crescente delle infrastrutture di pagamento mentre le banche si confrontano con società fintech e operatori crypto.
Secondo il Wall Street Journal, JPMorgan Chase, Bank of America, Wells Fargo e PNC Financial Services Group hanno negli ultimi mesi tenuto discussioni preliminari su una possibile acquisizione di una rete di pagamento di proprietà di Fiserv.
Le discussioni restano tentative e non vi è certezza che una transazione si concretizzerà.
Il rapporto ha affermato che diverse banche che hanno valutato l'opportunità hanno già deciso che probabilmente non procederanno.
Reuters ha inoltre riferito che alcune istituzioni hanno espresso timori che un'operazione del genere potrebbe suscitare opposizione da parte di legislatori, regolatori e gruppi di esercenti.
La corsa ai pagamenti spinge l'interesse
Le discussioni riferite evidenziano quanto aggressivamente le banche tradizionali stiano cercando nuovi modi per rafforzare la propria posizione in un settore dei pagamenti in rapida evoluzione.
Il settore ha affrontato una crescente concorrenza da parte di società fintech e asset digitali, mentre l'amministrazione Trump ha assunto un atteggiamento più favorevole verso l'innovazione finanziaria e le criptovalute.
Possedere l'infrastruttura di pagamento potrebbe fornire alle banche un maggiore controllo sull'elaborazione delle transazioni, creando al contempo nuove potenziali opportunità di ricavo.
L'emendamento Durbin è al centro del dibattito
L'interesse per la rete di Fiserv è inoltre legato ai dibattiti di lunga data sulle commissioni di interscambio delle carte di debito.
Ai sensi dell'emendamento Durbin, una disposizione del Dodd-Frank Act del 2010, le grandi banche sono soggette a limiti sulle commissioni delle carte di debito che possono riscuotere dai commercianti quando le transazioni vengono instradate tramite reti di pagamento esterne.
Tuttavia, le banche che possiedono una rete di pagamento sono esenti da tali limiti, rendendo la proprietà di tale infrastruttura strategicamente preziosa.
Le commissioni di interscambio sono pagate dai commercianti ogni volta che i consumatori usano carte di debito e fluiscono in gran parte verso le istituzioni finanziarie che emettono tali carte.
La Federal Reserve regola queste commissioni per le banche con più di $10 billioni di attivi.
Le banche sostengono da tempo che la riduzione dei proventi da interscambio le ha costrette a ridurre i conti correnti gratuiti e i programmi di ricompense sulle carte di debito dopo l'entrata in vigore delle regole Durbin.
I gruppi di esercenti, nel frattempo, sostengono che commissioni più basse hanno contribuito a ridurre i costi per le imprese e, in ultima analisi, avvantaggiato i consumatori attraverso prezzi più bassi.
Fiserv gestisce importanti reti di carte di debito
Fiserv possiede le reti di pagamento per carte di debito STAR e Accel, che elaborano transazioni con carte di debito negli Stati Uniti.
Secondo il sito web della società, la STAR Network instrada transazioni con carte di debito, prelievi ATM e transazioni e-commerce tra consumatori, esercenti e istituzioni finanziarie.
La rete serve oltre 115 milioni di titolari di carte di debito attraverso più di 2.800 istituzioni finanziarie.
L'infrastruttura di pagamento è diventata sempre più preziosa mentre le banche cercano di rafforzare la propria posizione competitiva nei pagamenti digitali.
L'interesse per un'acquisizione riportato arriva in un periodo difficile per Fiserv.
La società ha subito pressioni significative nell'ultimo anno, con le sue azioni in calo di circa il 70% rispetto ai livelli di un anno fa prima del rimbalzo di martedì.
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