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Dollaro USA stabile in attesa del CPI; il petrolio mette sotto pressione le valute

Dollaro USA stabile in attesa del CPI; il petrolio mette sotto pressione le valute
Rivanshi Rakhrai
14 lug 2026, 09:58 AM

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Long su USD/INR

Acquistare USD/INR. Il petrolio è in forte salita (WTI vicino a $80) e l'India è un'economia importatrice di petrolio, quindi il rialzo del greggio indebolisce direttamente la rupia. L'articolo segnala anche l'aumento dei rendimenti dei Treasury USA, che sostiene ulteriormente la domanda di USD. Attesi ulteriori pressioni verso/oltre 96.13 finché il greggio rimane richiesto in vista del CPI.

Rischio chiave: Il CPI USA risulta molto più debole del previsto e i rendimenti dei Treasury scendono rapidamente, invertendo la forza del dollaro e alleviando la pressione sulla rupia indotta dal petrolio.

Short su NZD/USD

Vendere NZD/USD. Il NZD è in rialzo sull'ipotesi che la RBNZ possa dover adottare ulteriore allentamento se l'inflazione derivante dal Medio Oriente si dimostrasse persistente. È una configurazione ribassista per il NZD rispetto all'USD, soprattutto con il mercato ora concentrato sul CPI USA che potrebbe mantenere il dollaro sostenuto se l'inflazione non si raffredda come previsto. Lo shock petrolifero probabilmente manterrà debole la prospettiva sui tassi per il NZD.

Rischio chiave: Il CPI USA risulta più debole del previsto, spingendo l'USD al ribasso e portando il NZD a rafforzarsi nonostante la narrativa sull'allentamento.

  • Il dollaro USA resta saldo mentre gli investitori attendono i dati chiave sull'inflazione USA.
  • L'aumento dei prezzi del petrolio pesa sulla rupia indiana e sulle valute sensibili al rischio.
  • Le tensioni geopolitiche spingono i prezzi del greggio e sostengono la domanda per il dollaro come bene rifugio.

Il dollaro USA è rimasto sostenuto martedì dopo aver beneficiato di un contesto di avversione al rischio all'inizio della settimana.

Gli investitori hanno inoltre rivolto l'attenzione ai prossimi dati sull'inflazione negli USA, mentre l'aumento delle tensioni geopolitiche ha continuato a sostenere i prezzi del petrolio e a mettere sotto pressione diverse valute principali.

L'US Dollar Index (DXY), che ha chiuso in territorio positivo lunedì, ha scambiato in un range ristretto sopra il livello di 101.00 durante la sessione europea di martedì.

I partecipanti al mercato attendono ora la pubblicazione dei dati dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) USA.

L'inflazione annua misurata dal CPI è prevista in calo al 3.8% a giugno, rispetto al 4.2% registrato a maggio.

Euro e sterlina restano al centro dell'attenzione in vista del discorso di Lagarde e dei dati sul PIL del Regno Unito

L'euro è rimasto in fase di consolidamento dopo le perdite di lunedì.

EUR/USD ha scambiato sotto il livello di 1.1400 dopo un calo di circa lo 0.3% nella sessione precedente.

Gli investitori seguono anche i commenti della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che è prevista incontrare il segretario al Tesoro USA Scott Bessent più tardi nella giornata.

Lagarde dovrebbe inoltre tenere un discorso che potrebbe fornire ulteriori indizi sulle prospettive economiche.

La sterlina britannica si è stabilizzata rispetto al dollaro USA dopo essere stata sotto pressione lunedì.

GBP/USD ha scambiato vicino al livello di 1.3350 durante la sessione europea.

Gli investitori guardano ora ai dati mensili del prodotto interno lordo (PIL) del Regno Unito per maggio, che saranno pubblicati più tardi questa settimana dall'Office for National Statistics.

Lo yen scambia in laterale dopo i guadagni di lunedì

Lo yen giapponese è rimasto relativamente stabile dopo che USD/JPY è salito di circa lo 0.5% lunedì.

La coppia valutaria ha scambiato in laterale sopra il livello di 162.00 durante la sessione europea.

In precedenza, martedì, il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato che un cambiamento brusco nell'ambiente di gestione degli asset potrebbe rendere necessario rivedere il portafoglio del Government Pension Investment Fund.

Dollaro neozelandese in rialzo dopo commenti su possibile allentamento della politica monetaria

Il dollaro neozelandese ha sovraperformato diverse controparti dopo i commenti dell'economista capo della Reserve Bank of New Zealand, Paul Conway.

Conway ha dichiarato martedì che probabilmente sarà necessario un ulteriore allentamento dello stimolo monetario se l'inflazione derivante dal conflitto in Medio Oriente dovesse rivelarsi persistente.

A seguito delle osservazioni, NZD/USD ha acquistato momentum rialzista e ha scambiato vicino al livello di 0.5800, salendo di circa lo 0.8% nella giornata.

La rupia indiana si indebolisce con il balzo dei prezzi del petrolio

La rupia indiana ha ceduto nettamente terreno nei confronti del dollaro USA martedì, mentre i prezzi più elevati del petrolio greggio e l'aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi hanno ridotto la domanda per la valuta locale.

USD/INR è salito a un nuovo massimo a sette settimane vicino a 96.13.

La pressione sulla rupia è coincisa con un forte aumento dei future sul petrolio greggio domestico.

Durante la sessione di apertura, il contratto MCX Crude Oil con scadenza il July 20 ha aperto in rialzo del 4.24% a circa Rs. 7,673, segnando il suo livello più alto in quasi un mese.

Le valute di economie fortemente dipendenti dalle importazioni di petrolio, come l'India, subiscono tipicamente pressioni quando i prezzi del greggio aumentano, poiché i costi d'importazione più elevati pesano sui loro saldi esterni.

Le tensioni in Medio Oriente spingono i prezzi del petrolio al rialzo

Le tensioni geopolitiche sono rimaste un fattore chiave del sentiment di mercato.

L'esercito statunitense ha effettuato attacchi per il terzo giorno consecutivo lunedì.

I media iraniani hanno riportato esplosioni sulle isole di Kish, Qeshm e Abu Musa, nonché nella città portuale di Bandar Abbas.

Le tensioni in escalation hanno continuato a sostenere i prezzi del petrolio greggio.

Il West Texas Intermediate è salito di quasi il 9% lunedì ed è stato visto scambiare intorno a $80 al barile, estendendo i guadagni di un altro 2.5% durante la sessione di martedì.