Dow crolla di 380 punti mentre il conflitto con l’Iran alza il petrolio e i timori su nuovi rialzi dei tassi

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Il petrolio è salito di circa il 3% a seguito del rinnovarsi delle ostilità tra USA e Iran e il mercato è esplicitamente preoccupato per il rischio di interruzioni nello Stretto di Hormuz. Questo mantiene domanda per il greggio e sostiene gli utili delle società integrate e dei fornitori di servizi. Acquistare Energy Select Sector SPDR (XLE) o aumentare l'esposizione su Valero (VLO) / Halliburton (HAL) per un'esposizione diretta al rialzo del greggio e dell'attività.
Rischio chiave: Una rapida de‑escalation che faccia crollare il petrolio sotto il recente intervallo, eliminando la pressione su inflazione e rendimenti che attualmente sostiene i multipli del settore energetico.
Il rialzo del petrolio alimenta rendimenti dei Treasury a più lunga scadenza e il messaggio restrittivo di Warsh sta riportando in auge le probabilità di un rialzo a settembre. Questa combinazione è un ostacolo diretto per i titoli growth a lunga durata. Vendere Invesco QQQ Trust (QQQ) e ruotare dalle aziende tecnologiche ad elevati multipli verso aree con flussi di cassa più stabili.
Rischio chiave: L'inflazione si raffredda rapidamente e i rendimenti scendono bruscamente (o la Fed assume una posizione chiaramente meno restrittiva), invertendo la pressione derivante dal tasso di sconto sui titoli growth.
- Dow in calo mentre il conflitto con l'Iran spinge al rialzo petrolio e timori inflazionistici.
- I mercati USA archiviano guadagni ad agosto nonostante la forte svendita di lunedì.
- Aumentano le scommesse su un rialzo dei tassi della Fed in attesa dei dati sull'occupazione di agosto.
I mercati azionari statunitensi hanno chiuso in calo lunedì, dopo che il rinnovo delle ostilità militari tra Stati Uniti e Iran ha spinto i prezzi del petrolio al rialzo e ha riacceso i timori su inflazione e politica monetaria.
Il calo è arrivato mentre gli investitori si preparavano a chiudere un agosto volatile, con tutti e tre i principali indici comunque in corsa per chiudere il mese in rialzo.
Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 380,22 punti, pari allo 0,71%, a 53.179,77.
Lo S&P 500 ha perso lo 0,36% a 7.684,37, mentre il Nasdaq Composite è calato dello 0,16% a 26.360,91.
La nuova debolezza è arrivata dopo il primo scambio diretto di fuoco tra Stati Uniti e Iran in un mese.
I prezzi del greggio più elevati e l’aumento dei rendimenti dei Treasury hanno aumentato la pressione sulle azioni, mentre gli investitori continuano a valutare i recenti commenti dal tono più restrittivo di Kevin Warsh sulla questione dell’inflazione.
I prezzi del petrolio salgono mentre le tensioni Usa-Iran si intensificano
Lo US Central Command ha confermato che gli Stati Uniti hanno colpito domenica due lanciatori di razzi sull'isola di Larak, in Iran.
Il raid è stato il primo attacco statunitense pubblicamente riconosciuto contro posizioni iraniane dalla fine di luglio. I media statali iraniani hanno riferito che Teheran ha risposto attaccando basi statunitensi in Giordania.
Il rinnovarsi delle ostilità ha aumentato i timori sull’offerta di petrolio, poiché il conflitto ha interessato le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz.
Il West Texas Intermediate è salito di quasi il 3% a $85.76 al barile, mentre i futures sul Brent hanno guadagnato quasi il 3% a $90.49.
I titoli energetici hanno beneficiato dell’aumento del greggio. Halliburton e Valero Energy sono salite, mentre il settore energia dello S&P 500 ha registrato robusti guadagni.
L’aumento dei prezzi del petrolio ha inoltre contribuito all'incremento dei rendimenti dei Treasury a più lunga scadenza, aumentando la pressione sulle azioni.
Gli investitori sono rimasti concentrati sulla possibilità che costi energetici sostenuti possano alimentare un’inflazione più ampia e influenzare le decisioni sui tassi della Federal Reserve.
Aumentano le scommesse su un rialzo dei tassi della Fed
I mercati stanno sempre più prezzando la possibilità di un aumento dei tassi a settembre, dopo i commenti di Warsh al simposio di Jackson Hole.
Warsh ha detto che le recenti letture sull’inflazione, pur essendo state migliori del previsto, non hanno dimostrato un miglioramento significativo nelle tendenze sottostanti.
I suoi commenti sono arrivati dopo dati economici misti: l'inflazione al consumo di luglio ha mostrato pressioni sui prezzi relativamente contenute, mentre la lettura dei Personal Consumption Expenditures è stata più calda del previsto.
I mercati finanziari prezzavano una probabilità superiore al 65% di un aumento dei tassi di 25 punti base alla fine di settembre, secondo lo strumento CME FedWatch.
Gli investitori riceveranno altri dati economici questa settimana, incluso il rapporto sull’occupazione di agosto previsto per venerdì. Sono in agenda anche i dati su manifattura e servizi, che potrebbero fornire ulteriori indizi sull’economia e sulle prospettive di politica della Federal Reserve.
Le azioni chiudono agosto con guadagni mensili
Nonostante i cali di lunedì, i principali indici hanno chiuso agosto in positivo. Il Dow è salito di oltre l'1% nel mese, registrando il quinto avanzamento mensile consecutivo.
Lo S&P 500 e il Nasdaq sono saliti rispettivamente di circa il 2% e il 3%.
I titoli tecnologici hanno guidato i guadagni mensili, con il settore tecnologia dello S&P 500 in rialzo di quasi il 6%.
Nvidia è salita di oltre il 9%, mentre Microsoft e Micron Technology hanno guadagnato rispettivamente il 10% e il 15%.
Il mese è stato comunque segnato dalla volatilità, poiché i timori sull’inflazione hanno spinto i rendimenti dei Treasury ai massimi pluriennali.
Il Dipartimento del Tesoro ha annunciato piani per aumentare i riacquisti di debito, ma i rendimenti a lungo termine sono rimasti elevati.
Altrove, le azioni di GameStop sono salite dopo che la società ha dichiarato che utilizzerà liquidità per finanziare circa il 27% di uno scambio di debito da $1.4 billion precedentemente annunciato, evitando ulteriore diluizione azionaria.

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