Qual è la strada giusta per le società nel 2020? IPO contro Direct Listing

Qual è la strada giusta per le società nel 2020? IPO contro Direct Listing
Damian Wood
23 dic 2019, 11:10 AM
  • L'Offerta Pubblica Iniziale avviene attraverso la vendita di titoli non collocati presso il pubblico.
  • Con una direct listing si ha una vendita "secondaria" di azioni rivolta ai primi azionisti tra cui fondatore, dipendenti interessati e investitori "in casa".
  • Sebbene le direct listing permettono di bypassare alcuni passaggi richiesti per una IPO, potrebbero causare problemi di liquidità e volatilità.

Negli scorsi anni, molte società hanno offerto al pubblico i propri titoli sfruttando un metodo comune: l’Offerta Pubblica Iniziale (IPO). Ciononostante, le aziende stanno prendendo in considerazione un’alternativa alla IPO chiamata Direct Listing.

Ora, sebbene la prima è già conosciuta dagli investitori, la seconda sta acquisendo sempre più popolarità, quindi bisogna spiegare la differenza tra le due.

Per farla semplice, l’Offerta Pubblica Iniziale avviene attraverso la vendita di titoli non collocati presso il pubblico tramite un intermediario finanziario detto underwriter. Con una direct listing, invece, si ha una vendita “secondaria” di azioni rivolta ai primi azionisti tra cui il fondatore, i dipendenti interessati e gli investitori “in casa”.

Offerta Pubblica Iniziale

I procedimenti per attuare una IPO sono i seguenti:

  • Compilare il modulo S-1 della Securities and Exchange Commission (negli Stati Uniti);
  • Stabilire la cifra che si vuole raggiungere con la IPO;
  • Stabilire un prezzo di vendita delle azioni;
  • Vendere le azioni a investitori istituzionali;
  • Cominciare a fare trading su una piattaforma pubblica come la Borsa di New York (NYSE) o la Borsa di Londra (LSE)

Gli investitori, di solito, fanno riferimento ai livelli di apertura e chiusura della società durante nella giornata d’apertura. È un buon segno se le azioni della società hanno un trend di prezzo superiore alla cifra dell’IPO, ma non di tanto dato che le compagnie appena entrate in borsa devono evitare di spendere se i guadagni non sono assicurati.

Direct Listing

Proprio come suggerito dal nome, si tratta di una vendita diretta che bypassa direttamente numerosi step da affrontare in caso di vendita tradizionale.

Le società che optano per una direct listing, tra le tante cose, sono esentate dallo stabilire la cifra da raggiungere con la IPO, dal presentare l’offerta agli investitori e dal dover stabilire il prezzo delle singole azioni.

Una direct listing è più adatta alle società che hanno già un brand stabilito, dato che, in tal caso, il mercato conoscerà già l’azienda in questione. Le società relativamente nuove dovrebbero optare per la tradizionale IPO.

Jay Heller della Nasdaq afferma che un’azienda che sceglie la vendita diretta deve essere già largamente conosciuta, deve avere un team di dirigenti con esperienza, non deve aver bisogno immediato di capitali e deve essere pronta a fornire agli azionisti tutti i dati rilevanti e le proiezioni finanziarie, ancor prima della vendita stessa.

Tuttavia, secondo Heller, sebbene le direct listing abbiano diversi punti a favore, tra cui una lista inferiore di requisiti di vendita, alcune società finiscono per riscontrare problemi di liquidità e potenziali problemi di volatilità.