Google promette di non utilizzare il "Double Irish Dutch Sandwich" dopo il 2019

Google promette di non utilizzare il "Double Irish Dutch Sandwich" dopo il 2019
Michael Harris
02 gen 2020, 15:46 PM
  • Google promette di non usare il Double Irish Dutch Sandwich dopo il 2019.
  • La strategia di minimizzazione fiscale internazionale permette a Google di ritardare il pagamento delle tasse negli Stati Uniti.
  • Google dichiara di pagare il 23% del proprio fatturato in tasse, di cui l'80% corrisposto negli Stati Uniti.
  • A causa della pressione dell'UE e degli Stati Uniti, l'Irlanda ha cessato il suo accordo di minimizzazione fiscale con Google nel 2014.

Alphabet, la società madre di Google, smetterà di utilizzare un sistema di licenze di proprietà intellettuale chiamato "Double Irish Dutch Sandwich" a partire dal 2020. Il sistema ha permesso al gigante della tecnologia di ritardare il pagamento delle tasse negli Stati Uniti.

Secondo un portavoce di Google, le modifiche apportate alla legge fiscale e alle regole internazionali hanno indotto la società a revocare l'uso di questo sistema di licenze. Fonti sostengono che nel 2018 Google ha trasferito alle Bermuda 24,5 miliardi di dollari da una holding olandese. L'anno precedente la cifra era stata di 19,9 miliardi di dollari.

Tuttavia, Google ha fermamente ribadito che non sfrutterà più questo sistema dopo il 2019.

Google sfrutta strategie per minimizzare le imposte a livello internazionale

Diverse multinazionali utilizzano strategie per ridurre al minimo il carico fiscale nel tentativo di aumentare la propria crescita. Google non è stato da meno in tal senso. L'azienda ha affermato che, a prescindere dall'utilizzo di strategie di minimizzazione fiscale, Google ha responsabilmente pagato tutte le imposte dovute.

Gli archivi olandesi indicano che, nonostante i funzionari di alto livello non abbiano ancora fissato una data limite per l'interruzione dell'uso di questo metodo, secondo le dichiarazioni, Google ha già smesso di utilizzare questa strategia a partire dal 31 dicembre o comunque dall'inizio del 2020.

Il portavoce di Google ha anche sottolineato che, poiché la società operava su una struttura aziendale semplificata, tutte le attività di concessione di licenze avrebbero avuto inizio dagli Stati Uniti e non dalle Bermuda. L'azienda ha aggiunto che, a livello globale, ha versato il 23% del fatturato in tasse, e che l'80% di questa somma è stato corrisposto negli Stati Uniti.

In passato la legge statunitense ha dato a Google un notevole vantaggio, limitando l'aliquota fiscale a una sola cifra per tutti i profitti generati all'estero. La legislazione fiscale olandese e irlandese consente lo stesso. Si tratta di circa il 25% di quanto Google paga in tasse negli altri Paesi.

La società affiliata di Google si trova alle Bermuda, dove non è tenuta a pagare l'imposta sul reddito

Google ha sfruttato la filiale olandese per trasferire gli utili non provenienti dagli Stati Uniti alla Google Ireland Holdings. La società affiliata si trova alle Bermuda, dove Google non è tenuta a pagare alcuna imposta sul reddito. Il trasferimento è legale e non vietato, difatti viene praticato da molte multinazionali.

Di conseguenza, Google non ha dovuto versare l'imposta sul reddito statunitense e l'imposta alla fonte europea, in quanto tali importi sono rilevanti solo ai fini degli utili che l'azienda realizza all'estero.

Nel 2014, l'Irlanda ha interrotto l'accordo a causa delle pressioni del governo statunitense e dell'Unione Europea. Pertanto, Google ora pagherà le tasse e le imposte statunitensi senza alcuna esenzione a partire dal 2020.

Ad ogni modo, il Tax Cuts and Job Acts del Presidente Trump assicura a Google l'immunità di cui necessita. Secondo la legge, le aziende che guadagnano profitti all'estero e che hanno pagato le tasse in questi paesi non devono pagare nuovamente le tasse negli Stati Uniti.