Perché la BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse? Principali conclusioni dell'ultimo incontro

Perché la BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse? Principali conclusioni dell'ultimo incontro
Noris Soto
22 ago 2024, 22:00 PM
  • La BCE mantiene i tassi di interesse correnti a luglio 2024.
  • L'analisi rivela un allentamento dei vincoli sui prezzi e un rallentamento dell'economia.
  • La politica bilancia il contenimento dell'inflazione con una crescita economica sostenibile.

Il 18 luglio, la Banca centrale europea (BCE) ha deciso di mantenere invariati i suoi tassi di interesse chiave a fronte delle recenti fluttuazioni del mercato causate dalle incertezze politiche e dai dati sull'inflazione statunitense più deboli del previsto.

Dall'ultima riunione di politica monetaria della BCE, il panorama finanziario è stato caratterizzato da una notevole volatilità.

Questa turbolenza è stata inizialmente innescata dall'annuncio delle elezioni anticipate in Francia, che ha brevemente aumentato la volatilità del mercato senza però provocare stress sistemico.

Nonostante ciò, il tasso di cambio dell'euro si è rapidamente ripreso e le condizioni generali del mercato si sono stabilizzate, con solo lievi incrementi nei premi di rischio.

Il sentiment degli investitori ha subito una scossa temporanea a causa dell'incertezza politica, provocando un breve picco nella volatilità del mercato azionario della zona euro.

Tuttavia, questa volatilità si è attenuata e la volatilità implicita nei mercati obbligazionari dell'area dell'euro è rimasta bassa, a dimostrazione della forte fiducia degli investitori.

Sebbene gli spread dei titoli di Stato abbiano registrato un leggero rialzo, da allora si sono ridotti, escludendo i titoli francesi, che restano sotto pressione.

Sia i mercati azionari che quelli obbligazionari societari nell'area dell'euro hanno avuto solo impatti minori e transitori sulle valutazioni.

Impatto dei dati economici statunitensi e delle tendenze dell'inflazione

I dati economici statunitensi e le aspettative della Federal Reserve hanno svolto un ruolo cruciale nel definire le proiezioni sui tassi d'interesse della BCE.

Nonostante le persistenti incertezze politiche, le aspettative relative ai tagli dei tassi da parte della BCE sono rimaste relativamente stabili, con lievi aggiustamenti dovuti ai dati più deboli dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense.

Nell'area dell'euro, l'inflazione di fondo continua a superare le aspettative, influenzando le proiezioni dei tassi.

I tassi di interesse reali hanno mostrato variabilità, con i tassi decennali rimasti stabili e i tassi a breve termine in calo. L'assorbimento dei titoli di Stato, compresi quelli francesi, è stato regolare, sostenuto da una robusta domanda degli investitori.

A giugno 2024, l'inflazione dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) dell'area euro è scesa leggermente al 2,5% dal 2,6% di maggio. L'inflazione energetica è scesa allo 0,2%, mentre l'inflazione alimentare è scesa al 2,4%.

L'inflazione dei prezzi dei beni e dei servizi è rimasta stabile rispettivamente allo 0,7% e al 4,1%.

L'inflazione di fondo ha mostrato andamenti contrastanti, con la maggior parte delle misure stabili o in calo.

La crescita salariale è aumentata al 5,0% nel primo trimestre del 2024 grazie ai salari negoziati e agli effetti di recupero, sebbene si preveda un rallentamento della futura crescita salariale per il 2025.

Si prevede che le pressioni sui prezzi interni si attenueranno, con una crescita del deflatore del PIL in calo al 3,6% nel primo trimestre del 2024, trainata dal calo degli utili unitari.

Si prevede che l'inflazione complessiva rimarrà intorno ai livelli attuali per il resto del 2024, prima di scendere al 2%, obiettivo della BCE, entro la fine del 2025, influenzata dagli effetti dell'inflazione passata e dalla crescita più debole del costo del lavoro.

Tendenze economiche globali e dell'area euro

A livello globale, la crescita economica è in aumento, con il FMI che prevede una crescita del PIL reale del 3,2% nel 2024. Nell'area dell'euro, l'espansione economica continua, trainata principalmente dal settore dei servizi, sebbene il settore manifatturiero mostri segni di debolezza.

La crescita dell'occupazione rimane positiva, ma sta rallentando, con il tasso di disoccupazione stabile al 6,4%.

Il sostegno fiscale nell'area dell'euro rimane forte e, sebbene le condizioni finanziarie siano piuttosto volatili, le condizioni di offerta del credito si stanno stabilizzando, con un allentamento degli standard per i mutui e un moderato inasprimento del credito al consumo.

Il vicepresidente della BCE, Luis de Guindos, ha sottolineato che i dati recenti supportano un graduale allentamento delle prospettive di inflazione a medio termine.

Nonostante le persistenti pressioni sui prezzi interni e l'elevata inflazione dei servizi, l'indebolimento dei dati economici ha contenuto i rischi di inflazione.

Anche l'elevata crescita salariale e il calo dei profitti aziendali hanno moderato gli impatti inflazionistici. Di conseguenza, il Sig. Lane ha raccomandato di mantenere invariati i tassi di interesse chiave della BCE.

Guardando al futuro, la riunione di settembre del Consiglio direttivo esaminerà i nuovi dati, tra cui la crescita del PIL del secondo trimestre, la retribuzione, i margini di profitto, la produttività e ulteriori pubblicazioni dell'indice IPCA.

Durante la riunione verranno inoltre prese in considerazione le proiezioni macroeconomiche aggiornate e gli indicatori dell'attività economica e della fiducia dei consumatori.

La decisione del Consiglio direttivo sottolinea un approccio cauto nel contesto delle attuali incertezze riguardanti salari, produttività e dinamiche dell'inflazione.

Le decisioni politiche future saranno guidate da una strategia basata sui dati e la riunione di settembre costituirà un momento cruciale per rivalutare le politiche sulla base di dati aggiuntivi.

La flessibilità nella gestione del programma di acquisto per l'emergenza pandemica continuerà come parte della strategia più ampia della BCE.