Fitch conferma il rating del credito degli Stati Uniti a "AA+" tra debito crescente e polarizzazione politica

Fitch conferma il rating del credito degli Stati Uniti a "AA+" tra debito crescente e polarizzazione politica
Vatsala Gaur
29 ago 2024, 21:36 PM
  • Gli Stati Uniti traggono vantaggio dal loro ruolo di maggiore economia mondiale e dal predominio del dollaro.
  • La polarizzazione politica e le sfide fiscali continuano a limitare la valutazione.
  • Fitch prevede che la crescita economica rallenterà nel 2024, con un tasso di crescita medio annuo del 2,1%.

Fitch Ratings ha riconfermato il rating creditizio degli Stati Uniti a "AA+" con outlook stabile, citando la forza strutturale dell'economia statunitense e l'impareggiabile flessibilità di finanziamento garantita dallo status del dollaro USA come principale valuta di riserva mondiale.

Tuttavia, l'agenzia di rating ha anche evidenziato le crescenti preoccupazioni per gli elevati deficit fiscali del Paese, l'aumento del debito e la crescente polarizzazione politica, tutti fattori che pongono rischi per la stabilità economica a lungo termine.

Aumento del deficit e del peso del debito

Fitch ha espresso notevole preoccupazione per la salute finanziaria degli Stati Uniti, in particolare per gli elevati deficit fiscali e gli ingenti livelli di debito pubblico.

Nel 2023, il disavanzo della Pubblica amministrazione (AP) è salito all'8,8% del PIL, rispetto al 4,1% del 2022.

Questo divario crescente è stato causato principalmente dal calo delle entrate, dall'aumento degli interessi passivi e dal peggioramento delle finanze degli enti statali e locali.

L'agenzia di rating ha osservato: "Il governo non è riuscito ad affrontare in modo significativo i grandi deficit fiscali, il crescente onere del debito e gli imminenti aumenti della spesa associati all'invecchiamento della popolazione".

Guardando al futuro, Fitch prevede che il deficit del PIL si ridurrà leggermente all'8,1% del PIL nel 2024, ma è probabile che l'onere degli interessi continui ad aumentare a causa dei maggiori livelli di debito e dei tassi di interesse elevati.

Entro il 2026, Fitch prevede che il rapporto debito/PIL del GG potrebbe raggiungere il 124,4%, rispetto al 114% di fine 2023. Senza cambiamenti significativi nella politica fiscale, questo rapporto potrebbe salire al 131% entro il 2028.

Polarizzazione politica e sfide di governance

Fitch ha inoltre evidenziato le sfide poste dal contesto politico sempre più polarizzato degli Stati Uniti.

L'agenzia ha sottolineato i frequenti scontri sul tetto del debito e le minacce di chiusura dei governi come prova di problemi di governance che limitano il rating creditizio degli Stati Uniti.

Queste sfide, unite all'incapacità di affrontare gli ingenti deficit fiscali, complicano ulteriormente le prospettive economiche del Paese.

Si prevede che le elezioni presidenziali e congressuali del novembre 2024 svolgeranno un ruolo cruciale nel definire le politiche economiche e fiscali degli Stati Uniti.

Tuttavia, Fitch non prevede un cambiamento significativo nella situazione fiscale sottostante, indipendentemente dall'esito delle elezioni.

L'agenzia prevede che i candidati principali, la vicepresidente Kamala Harris e l'ex presidente Donald Trump, manterranno probabilmente politiche che estenderanno la maggior parte dei tagli fiscali del 2017, perpetuando l'attuale traiettoria fiscale.

Fitch prevede che la crescita economica degli Stati Uniti rallenterà nel 2024, con un tasso di crescita medio annuo del 2,1%, in calo rispetto al 2,5% del 2023.

L'agenzia attribuisce questo rallentamento alla riduzione del deficit, che dovrebbe ridurre la spesa pubblica e, di conseguenza, contribuire meno alla crescita economica complessiva.

Inoltre, si prevede che un crescente deficit commerciale avrà un impatto negativo sulle esportazioni nette.

Si prevede che la Federal Reserve, che ha mantenuto stabili i tassi di interesse da luglio 2023, avvierà un ciclo di tagli dei tassi a settembre 2024.

Fitch prevede un taglio di 25 punti base a settembre, seguito da un altro a dicembre, con probabili ulteriori riduzioni nel 2025.