Chiusura di Grangemouth: chiude l'unica raffineria di petrolio scozzese, 400 posti di lavoro a rischio

Chiusura di Grangemouth: chiude l'unica raffineria di petrolio scozzese, 400 posti di lavoro a rischio
Vatsala Gaur
12 set 2024, 15:37 PM
  • A causa del calo della domanda di carburante, la raffineria verrà trasformata in un terminal per l'importazione di carburante.
  • Il sito perdeva circa 500.000 dollari al giorno e si prevedeva che le perdite avrebbero raggiunto i 200 milioni di dollari entro la fine del 2024.
  • I lavoratori e i sindacati locali hanno espresso indignazione per la decisione.

Grangemouth, l'unica raffineria di petrolio della Scozia, chiuderà i battenti entro l'estate del 2025.

Ciò potrebbe comportare la perdita di circa 400 posti di lavoro.

La raffineria, di proprietà della Petroineos, sarà trasformata in un terminale per l'importazione e la distribuzione di carburante.

Questa decisione è dovuta alla concorrenza globale e al calo della domanda di carburante.

Petroineos ha dichiarato che la decisione salvaguarderà il futuro approvvigionamento di carburante della Scozia, ma ha espresso preoccupazioni circa l'economia locale e il mercato del lavoro.

La raffineria ha ricoperto un ruolo fondamentale nel panorama industriale scozzese fin dalla sua fondazione da parte della BP nel 1924.

Nel corso degli anni, l'azienda si è espansa nella produzione petrolchimica, diventando un fornitore chiave di carburante per l'aviazione per i principali aeroporti della Scozia e di benzina e gasolio per la Central Belt.

Tuttavia, i cambiamenti nel mercato energetico mondiale e l'incapacità della raffineria di competere con siti più moderni in Asia, Africa e Medio Oriente hanno portato alla sua imminente chiusura.

Motivo della chiusura di Grangemouth: calo della domanda di carburante

Petroineos ha citato la diminuzione della domanda dei principali combustibili prodotti a Grangemouth come uno dei fattori principali che hanno determinato la chiusura della raffineria.

L'avvento dei veicoli elettrici e delle fonti di energia rinnovabili ha ridotto la domanda di benzina e gasolio, con la previsione di un divieto totale di nuovi veicoli a benzina/diesel entro il prossimo decennio.

Frank Demay, CEO di Petroineos, ha affermato:

L'azienda ha inoltre sottolineato che la manutenzione della raffineria, che ha quasi un secolo di vita, era diventata economicamente impraticabile a causa dell'elevata spesa in conto capitale richiesta ogni anno.

Secondo Petroineos, il sito perdeva circa 500.000 dollari al giorno e si prevede che le perdite raggiungeranno i 200 milioni di dollari entro la fine del 2024.

La decisione di trasformare la raffineria in un terminal di importazione è vista come un modo per adattarsi a queste sfide, garantendo al contempo un approvvigionamento continuo di carburante per la Scozia.

Impatto sui posti di lavoro dovuto alla chiusura di Grangemouth

La chiusura comporterà notevoli perdite di posti di lavoro: si prevede che 400 dipendenti saranno licenziati.

Attualmente Grangemouth impiega 475 dipendenti, ma Petroineos ha confermato che il nuovo terminal di importazione richiederà una forza lavoro di meno di 100 persone.

Si prevede che i licenziamenti saranno graduali e che nei primi tre mesi successivi alla chiusura si verificheranno fino a 280 perdite di posti di lavoro.

I lavoratori e i sindacati locali hanno espresso indignazione per la decisione. Chris Hamilton, un operatore di stabilimento e funzionario sindacale che ha lavorato a Grangemouth per 11 anni, ha descritto l'annuncio come un "calcio nei denti". Ha affermato,

I lavoratori hanno espresso frustrazione per il fatto che non siano state esplorate appieno alternative per il sito, come le iniziative per l'energia verde, prima dell'annuncio della chiusura.

Anche i leader sindacali hanno criticato la risposta dei governi scozzese e britannico.

Derek Thompson, segretario scozzese del sindacato Unite, ha definito la chiusura una "terribile accusa" all'incapacità del governo di garantire un futuro al sito.

"Ciò a cui assisteremo di fatto è la fine di 400 lavoratori", ha affermato Thompson, mettendo in guardia dalle conseguenze devastanti per l'economia locale.

Risposta del governo e piani per il sito di Grangemouth

Il primo ministro John Swinney ha espresso il suo disappunto per la chiusura, affermando che il governo scozzese sta lavorando a stretto contatto con il governo del Regno Unito per realizzare un piano di investimenti per la regione.

I governi hanno presentato un piano congiunto in tre punti per sostenere il futuro del sito di Grangemouth, tra cui un investimento di 100 milioni di sterline in progetti energetici locali.

Uno studio di fattibilità, denominato Progetto Willow, esaminerà le potenziali industrie a lungo termine che potrebbero essere istituite nel sito della raffineria per agevolare la transizione.

Tuttavia, nonostante questi sforzi, una fonte vicina a Petroineos ha affermato che è improbabile che tali piani si concretizzino in tempo per impedire le perdite di posti di lavoro previste per il prossimo anno, ha riferito la BBC.

I lavoratori temono di rimanere senza opportunità di lavoro immediate e molti chiedono al governo misure più urgenti per proteggere i posti di lavoro.

La chiusura della raffineria solleva anche preoccupazioni circa il futuro dell'approvvigionamento di carburante della Scozia.

Sebbene Petroineos abbia assicurato che il nuovo terminal sarà in grado di importare carburanti essenziali come benzina, gasolio, carburante per aviazione e cherosene, resta da vedere se la transizione sarà agevole.

Si prevede che il terminal entrerà in funzione entro la metà del 2025, importando carburante attraverso il Firth of Forth.

Chiusura di Grangemouth: perdita per l'industria scozzese

La chiusura di Grangemouth segna la fine di un'era per la base industriale della Scozia.

Trattandosi di una delle sei raffinerie del Regno Unito e dell'unica in Scozia, la sua chiusura avrà conseguenze di vasta portata per l'economia e la forza lavoro locali.

Sebbene la transizione verso un terminale per l'importazione di carburante possa garantire l'approvvigionamento di carburante del Paese, non affronta in modo sufficientemente efficace gli impatti economici e sociali immediati sulla regione.

La perdita di 400 posti di lavoro rappresenta un duro colpo ed entrambi i governi si trovano ad affrontare crescenti pressioni per fornire alternative valide e sostegno ai lavoratori e alle comunità colpite.