I prezzi dei negozi nel Regno Unito scendono dello 0,6% a settembre mentre i prezzi dei prodotti non alimentari registrano la deflazione più forte in 3 anni

I prezzi dei negozi nel Regno Unito scendono dello 0,6% a settembre mentre i prezzi dei prodotti non alimentari registrano la deflazione più forte in 3 anni
Diya Poddar
01 ott 2024, 19:19 PM
  • I prezzi dei beni non alimentari sono scesi del 2,1% a settembre, il calo più netto da marzo 2021.
  • L'inflazione dei prodotti alimentari freschi è aumentata all'1,5%, mentre l'inflazione ambientale dei prodotti alimentari è rallentata al 3,3%.
  • Il settore della vendita al dettaglio chiede un adeguamento del 20% delle tariffe in vista del bilancio del Regno Unito.

Nel Regno Unito i prezzi al dettaglio sono scesi dello 0,6% a settembre, segnando la deflazione più profonda degli ultimi tre anni, in quanto i prezzi dei beni non alimentari hanno registrato cali significativi, mentre quelli dei prodotti alimentari sono aumentati leggermente.

Secondo l'indice BRC-NielsenIQ, questo calo ha subito un'accelerazione rispetto al calo dello 0,3% registrato ad agosto, con i prodotti non alimentari in testa alla deflazione a causa dei grandi sconti e della forte concorrenza tra i rivenditori.

Nonostante il calo generale dei prezzi, l'inflazione alimentare è aumentata a causa dei cattivi raccolti, facendo aumentare i costi di ingredienti essenziali come oli da cucina e zucchero.

I prezzi dei beni non alimentari registrano il calo più netto da marzo 2021

La deflazione dei prezzi dei beni non alimentari ha raggiunto il 2,1% a settembre, con prezzi in calo più bruscamente rispetto al calo dell'1,5% del mese precedente.

Si è trattato del tasso di deflazione più elevato da marzo 2021. I rivenditori hanno tagliato i prezzi di mobili, abbigliamento e altri articoli non alimentari nel tentativo di attirare nuovamente gli acquirenti in un contesto di forte concorrenza.

Questi significativi cali dei prezzi si verificano in un momento in cui i rivenditori si trovano ad affrontare una pressione crescente dovuta alle sfide economiche e al cambiamento delle abitudini di spesa dei consumatori.

Il BRC ha segnalato che la concorrenza tra i rivenditori ha portato a forti sconti in diversi settori, contribuendo ad accelerare la deflazione nelle categorie non alimentari.

Tali riduzioni sono state particolarmente evidenti in settori quali l'abbigliamento e l'arredamento per la casa, dove i tagli dei prezzi erano volti a stimolare la domanda in un mercato relativamente stagnante.

L'inflazione alimentare sale al 2,3% a settembre

Mentre i prezzi dei beni non alimentari sono diminuiti, quelli dei beni alimentari hanno registrato un aumento, con l'inflazione salita al 2,3% a settembre, rispetto al 2,0% di agosto.

Questo aumento è stato attribuito ai cattivi raccolti nelle principali regioni agricole, che hanno portato a prezzi più elevati per gli oli da cucina, lo zucchero e i prodotti contenenti questi ingredienti.

Sebbene l'inflazione alimentare sia rimasta al di sopra della media trimestrale del 2,2%, continua a mantenersi sui livelli più bassi da novembre 2021.

In particolare, l'inflazione dei prodotti alimentari freschi è aumentata all'1,5% a settembre, dall'1,0% del mese precedente, a causa delle difficoltà della filiera di approvvigionamento e dell'aumento dei costi di input per i produttori.

Tuttavia, l'inflazione ambientale dei prodotti alimentari ha registrato una leggera flessione, attestandosi al 3,3%, in calo rispetto al 3,4% di agosto, offrendo un certo sollievo ai consumatori di queste categorie.

Le tendenze alla deflazione potrebbero invertirsi a causa di fattori geopolitici e normativi

Anche se la tendenza generale alla deflazione dei prezzi al dettaglio può essere accolta con favore dai consumatori, gli esperti del settore avvertono che questa tendenza potrebbe avere vita breve.

Helen Dickinson, direttrice generale della BRC, ha evidenziato diversi fattori che potrebbero invertire la tendenza all'allentamento dei prezzi nei negozi.

Le continue tensioni geopolitiche, i cambiamenti climatici e i costi normativi imposti dal governo potrebbero contribuire ad aumentare i costi per i rivenditori, il che potrebbe a sua volta determinare un aumento dei prezzi in futuro.

Il settore al dettaglio chiede un aiuto prima del bilancio del Regno Unito

In vista del bilancio del governo del Regno Unito, previsto per la fine di questo mese, i rivenditori stanno spingendo per cambiamenti nelle politiche per ridurre il loro carico fiscale.

Dickinson ha chiesto al cancelliere Rachel Reeves di introdurre un adeguamento del 20% alle imposte per tutti gli immobili commerciali, sostenendo che il settore della vendita al dettaglio deve far fronte a un onere fiscale sproporzionato rispetto ad altri settori.

Ritiene che questo adeguamento potrebbe contribuire a livellare il terreno di gioco, proteggere i posti di lavoro e incoraggiare gli investimenti nel settore.

Gli analisti, tra cui Clive Black, hanno ipotizzato che la recente tendenza alla deflazione potrebbe offrire un certo conforto alla Banca d'Inghilterra, che deve orientare la politica monetaria in un contesto economico volatile.

Black ha osservato che il settore della vendita al dettaglio potrebbe vivere un ottobre più tranquillo, in quanto sia le aziende sia i consumatori attendono gli annunci dell'attesissimo Bilancio Reeves.