Il nuovo documento della Fed di Minneapolis spinge per il divieto o la tassazione di Bitcoin per affrontare i deficit primari

Il nuovo documento della Fed di Minneapolis spinge per il divieto o la tassazione di Bitcoin per affrontare i deficit primari
Srinibas Rout
21 ott 2024, 10:47 AM
  • Il documento afferma che tali misure sono necessarie per mantenere la responsabilità fiscale e un'efficace politica monetaria.
  • I disavanzi primari si verificano quando le spese di un governo superano le entrate fiscali e altre fonti di reddito.
  • Matthew Sigel, responsabile della ricerca sulle risorse digitali presso VanEck, lo ha descritto come un "attacco a Bitcoin".

In un recente documento di lavoro, la Federal Reserve Bank di Minneapolis ha acceso il dibattito raccomandando ai governi di valutare la possibilità di vietare o tassare Bitcoin per far fronte agli attuali deficit primari.

Pubblicato il 17 ottobre, il documento suggerisce che tali misure sono necessarie per mantenere la responsabilità fiscale e un'efficace politica monetaria.

Gli autori, Amol Amol ed Erzo GJ Luttmer, sostengono che un divieto legale o una tassa su Bitcoin potrebbero aiutare a ripristinare la capacità dei governi di implementare deficit primari permanenti. Secondo l'abstract del documento, intitolato "Unique Implementation of Permanent Primary Deficits?", la mossa consentirebbe alle autorità di gestire meglio le loro strategie fiscali.

"Un divieto legale contro Bitcoin può ripristinare l'implementazione unica di deficit primari permanenti, così come una tassa su Bitcoin alla stessa aliquota", affermano gli autori.

Nel documento di 40 pagine, Bitcoin viene descritto come una "trappola di bilancio in pareggio", in cui la natura decentralizzata della criptovaluta pone delle sfide ai decisori politici che mirano a sostenere i deficit di bilancio attraverso il debito nominale.

I ricercatori sostengono che Bitcoin opera come un "titolo del settore privato" a fornitura fissa, privo di reali rivendicazioni sulle risorse, il che li spinge a raccomandare il divieto o la tassazione della criptovaluta.

I disavanzi primari si verificano quando le spese di un governo superano le entrate fiscali e altre fonti di reddito.

L'espressione "deficit primario permanente" suggerisce l'intenzione deliberata di mantenere uno squilibrio di bilancio a lungo termine.

Matthew Sigel, responsabile della ricerca sulle risorse digitali presso VanEck, ha criticato il documento della Fed di Minneapolis, descrivendolo come un "attacco a Bitcoin".

Egli sostiene che il documento implica che i governi possono sostenere deficit permanenti solo se i consumatori non sono consapevoli e non adottano valute alternative come Bitcoin.

Sigel ha anche fatto riferimento all'analista di Bitcoin Tuur Demeester, che ha criticato un documento di ricerca del 12 ottobre della Banca centrale europea, che suggeriva che i vecchi detentori di Bitcoin traggono profitto a spese dei nuovi investitori.

I commenti di Demeester sottolineano la necessità di una regolamentazione o addirittura di un divieto assoluto per stabilizzare il prezzo di Bitcoin.

In un post del 21 ottobre su X, Sigel ha espresso le sue preoccupazioni, affermando: "[Il documento] fantastica su un 'divieto legale' e su tasse extra su BTC per garantire che il debito pubblico rimanga l''unico titolo privo di rischi'".

Questa discussione sottolinea le tensioni in corso tra la politica monetaria tradizionale e la crescente influenza delle criptovalute, sollevando importanti interrogativi sul futuro delle attività digitali in uno scenario economico in evoluzione.