Nikkei 225, S&P/ASX 200, rendimento a 10 anni, oro, USD/EUR/JPY: come stanno andando

Nikkei 225, S&P/ASX 200, rendimento a 10 anni, oro, USD/EUR/JPY: come stanno andando
Srinibas Rout
22 ott 2024, 07:27 AM
  • L'indice Nikkei giapponese è sceso dell'1,1% nelle contrattazioni mattutine, segnando il livello più basso dall'inizio di ottobre.
  • In Australia, l'indice S&P/ASX 200 era in calo dell'1,3% a metà mattina.
  • In Cina, i mercati sono rimasti sottotono, in quanto gli operatori economici attendevano ulteriori stimoli governativi.

Martedì le azioni asiatiche sono scese, mentre il dollaro USA si è attestato vicino ai massimi plurimensili, con una forte svendita di obbligazioni e un'impennata dei prezzi dell'oro, a indicare una crescente cautela degli investitori in vista delle imminenti elezioni statunitensi.

I rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni sono saliti di 11 punti base durante la notte e hanno continuato a salire di 1 punto base nelle prime contrattazioni asiatiche, raggiungendo il 4,19%.

Nel frattempo, lunedì l'oro ha raggiunto il massimo storico di oltre 2.740 dollari l'oncia, per poi attestarsi a 2.725 dollari martedì mattina.

L'indice Nikkei giapponese è sceso dell'1,1% nelle contrattazioni mattutine, segnando il livello più basso dall'inizio di ottobre.

L'indice MSCI Asia-Pacific, escluso il Giappone, è sceso dello 0,8%.

Anche gli indici di Wall Street sono scesi durante la notte e i futures hanno seguito l'esempio nelle contrattazioni asiatiche.

Secondo Jack Chambers, stratega di ANZ, l'aumento dei prezzi del petrolio, influenzato dal conflitto in corso in Medio Oriente e dalla recente morte del leader di Hamas Yahya Sinwar, ha contribuito alla volatilità dei mercati obbligazionari.

I future sul greggio Brent hanno guadagnato l'1,7% lunedì prima di stabilizzarsi a 73,89 dollari al barile in Asia.

L'agenzia di stampa Reuters ha citato Chambers affermando che le preoccupazioni relative alle imminenti elezioni statunitensi, a sole due settimane di distanza, stanno contribuendo all'instabilità del mercato.

Ha aggiunto: "Un focus sulle elezioni statunitensi e sulle dinamiche fiscali sta probabilmente pesando sul sentiment. Indipendentemente dall'esito delle elezioni, il consolidamento fiscale sembra improbabile".

In Australia, l'indice S&P/ASX 200 è sceso dell'1,3% a metà mattina, con le azioni del commerciante di generi alimentari indipendente Metcash crollate del 6% dopo che Goldman Sachs ha rivisto il suo obiettivo di prezzo per le azioni, citando preoccupazioni per una potenziale perdita di quote di mercato.

In Cina, i mercati sono rimasti sottotono, in quanto gli operatori sono in attesa di ulteriori stimoli governativi a sostegno del rallentamento dell'economia.

L'indice Hang Seng di Hong Kong e lo Shanghai Composite sono rimasti sostanzialmente invariati.

I mercati valutari hanno rispecchiato l'andamento dei titoli del Tesoro, spingendo il dollaro al rialzo.

L'euro è rimasto vicino al minimo degli ultimi due mesi a 1,0819 dollari, mentre lo yen si è attestato intorno a 150,67 per dollaro.

Anche il dollaro australiano e quello neozelandese si sono attestati sui minimi plurimensili, scambiati rispettivamente a 0,6655 e 0,6021 dollari.

Gli analisti di mercato hanno ipotizzato che il recente rialzo del dollaro rifletta l'attesa del mercato per una vittoria di Donald Trump nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti, che dovrebbe far salire l'inflazione e i rendimenti obbligazionari a causa delle sue politiche commerciali e fiscali.

Joe Capurso, stratega della Commonwealth Bank of Australia, ha osservato che "Con il presidente Trump ormai incassato nei mercati valutari, l'AUD/USD affronta modesti rischi di ribasso, mentre una vittoria di Kamala Harris potrebbe innescare una reazione di mercato più ampia".

Considerati i dati economici limitati in calendario, l'attenzione degli investitori sarà rivolta ai principali utili aziendali statunitensi, tra cui i risultati di General Motors, Texas Instruments, Verizon, Lockheed Martin e 3M, previsti più avanti nel corso della giornata.