Il Partito Democratico della Corea (DPK) spinge per una tassa sulle criptovalute del 20% in Corea del Sud entro il 2025

Il Partito Democratico della Corea (DPK) spinge per una tassa sulle criptovalute del 20% in Corea del Sud entro il 2025
Rony Roy
20 nov 2024, 14:13 PM
  • Il DPK si oppone al rinvio dell'imposta del 20% sulle criptovalute in Corea del Sud.
  • Le modifiche proposte aumentano la soglia dei guadagni imponibili da $ 1.800 a $ 36.000.
  • Diversi paesi in tutto il mondo stanno valutando riforme fiscali sulle criptovalute.

Il Partito Democratico di Corea (DPK) della Corea del Sud sta spingendo per l'entrata in vigore della controversa tassa del 20% sulle criptovalute entro il 2025, contrastando i tentativi del Partito del Potere Popolare (PPP) al potere di rinviarla al 2028.

Il 20 novembre, i media locali hanno riferito che il DPK ha criticato la proposta del PPP definendola un "trucco politico" volto a influenzare le elezioni future.

Il DPK ribadisce il suo impegno affinché la tassa venga applicata a partire dal 1° gennaio 2025.

Il piano di cripto-tassazione della Corea del Sud ha dovuto affrontare molteplici ritardi sin dalla sua introduzione. Inizialmente programmato per l'implementazione nel 2021, il provvedimento è stato posticipato a causa della forte opposizione dei leader del settore e degli investitori.

In un primo momento i legislatori hanno rinviato l'imposta al 2023 e in seguito al 2025, a seguito della continua resistenza e della preoccupazione dell'opinione pubblica.

La tassa proposta imporrebbe un'imposta del 20% sui guadagni derivanti dalle criptovalute superiori a 2,5 milioni di won (circa 1.800 $), con un'ulteriore imposta locale sul reddito del 2% applicata ai profitti ammissibili.

Tuttavia, importanti exchange come Upbit e Bithumb hanno criticato questa politica, avvertendo che potrebbe ridurre significativamente i volumi di trading.

Un portavoce anonimo del settore ha avvertito che "molti exchange probabilmente chiuderanno" se la tassa verrà applicata.

Per rispondere a queste preoccupazioni, il DPK ha proposto di aumentare la soglia dei guadagni imponibili da 2,5 milioni di won a 50 milioni di won (circa 36.000 dollari).

Il partito sostiene che questa revisione riguarderebbe principalmente gli individui con un elevato patrimonio netto, lasciando inalterata la maggior parte degli investitori.

In questo quadro, le norme fiscali sulle criptovalute della Corea del Sud si allineerebbero maggiormente a quelle che regolano gli investimenti azionari.

La decisione finale sulla data di attuazione e sulla struttura dell'imposta dipenderà dai negoziati legislativi in corso tra il DPK e il PPP.

Tassazione delle criptovalute in altre giurisdizioni

Diverse nazioni in tutto il mondo stanno introducendo e rivedendo riforme fiscali per regolamentare questo settore in crescita.

La Russia ha emanato nuove linee guida che classificano le criptovalute come beni imponibili.

In base alla normativa, i profitti derivanti dall'attività mineraria saranno tassati in base al valore di mercato dei token al momento della ricezione, con un'aliquota IRPEF proposta pari al 15%.

Ai miner di criptovalute sarà inoltre consentito di dedurre le spese correlate dal loro reddito imponibile.

Il governo italiano sta valutando di ridurre un aumento fiscale pianificato sulle transazioni in criptovalute dal 42% al 28%, in seguito alle preoccupazioni che il tasso originale potrebbe danneggiare la competitività. I dirigenti del settore hanno sollecitato una riconsiderazione del forte aumento proposto in precedenza.

Altrove, la Danimarca ha proposto di tassare i guadagni e le perdite non realizzati sulle criptovalute a un'aliquota uniforme fino al 42%.

La misura classificherebbe tali guadagni come redditi da capitale, aggiungendo un ulteriore livello di tassazione per gli investitori.