L'India pianifica partnership con i vicini per espandere il sistema di pagamento transfrontaliero; colloqui in corso con gli Emirati Arabi Uniti

L'India pianifica partnership con i vicini per espandere il sistema di pagamento transfrontaliero; colloqui in corso con gli Emirati Arabi Uniti
Rony Roy
25 nov 2024, 13:16 PM
  • L'India sta lavorando a un sistema di pagamento transfrontaliero che offra pagamenti in tempo reale.
  • La Banca centrale indiana (RBI) ha stretto partnership con i paesi limitrofi per promuovere tali sforzi.
  • L'India sta adottando un approccio cauto riguardo al lancio al dettaglio della rupia digitale.

L'India sta unendo le forze con le nazioni vicine per sviluppare il suo sistema di pagamento transfrontaliero. Secondo un rapporto di Bloomberg, il vice governatore della Reserve Bank of India (RBI) T. Rabi Sankar ha rivelato i piani per integrare l'infrastruttura di pagamento mobile dell'India con altri paesi durante una conferenza a Cebu, nelle Filippine.

Nell'ambito di questo sforzo, l'India sta collaborando con le nazioni vicine come Sri Lanka, Bhutan, Nepal e alcune altre nazioni, mentre sono in corso discussioni per la possibile inclusione degli Emirati Arabi Uniti.

La RBI sta inoltre collaborando con le banche centrali della regione ASEAN, che comprende paesi del Sud-Est asiatico come il Vietnam, per sviluppare una piattaforma regionale di pagamento istantaneo.

Secondo il rapporto, la piattaforma di pagamento transfrontaliera probabilmente dipenderà dallo sfruttamento della sua CBDC, la rupia digitale.

La RBI considera le CBDC uno strumento trasformativo per i pagamenti transfrontalieri, in grado di ridurre costi e tempi.

L'attenzione dell'India sulle CBDC

L'India si è posizionata come leader mondiale nello sviluppo di CBDC, conducendo programmi pilota dal 2022.

L'impegno del Paese per una piattaforma di pagamenti transfrontalieri ha acquisito slancio durante la presidenza del G20, durante la quale è stata data priorità al miglioramento dell'infrastruttura di pagamento globale.

Inizialmente lanciata come soluzione da banca a banca, la RBI sta attualmente valutando le implicazioni di sicurezza di tale tecnologia, incluso il suo potenziale impatto sui depositi bancari e persino sulla trasmissione della politica monetaria.

La RBI ha costituito un Comitato sui pagamenti e le infrastrutture di mercato per affrontare questioni quali la conformità alle normative antiriciclaggio e antifinanziamento del terrorismo, che sono essenziali per l'implementazione sicura delle CBDC.

Entro agosto 2024, il programma pilota Digital Rupee era riuscito a raccogliere cinque milioni di utenti e la RBI punta a raggiungere il traguardo di un milione di transazioni giornaliere entro dicembre 2024.

Sono in corso progetti per rendere le CBDC interoperabili con i sistemi globali, con un modello “plug-and-play” proposto, concepito per facilitare transazioni transfrontaliere senza soluzione di continuità, come precedentemente suggerito da Das.

Das ha inoltre sottolineato la necessità di sviluppare soluzioni offline per estendere la portata della rupia digitale nelle aree con accesso limitato a Internet; sono già in corso iniziative in tal senso.

Inoltre, la RBI intende integrare la criptovaluta statale con l'Unified Payments Infrastructure (UPI) del Paese, un sistema di pagamento in tempo reale che elabora oltre 500 milioni di transazioni nazionali al giorno.

Tuttavia, alcuni funzionari hanno anche sottolineato i rischi associati alle CBDC. All'inizio di quest'anno, il vice governatore Michael Debabrata Patra ha avvertito che le CBDC potrebbero essere interpretate erroneamente come "rifugi sicuri" durante le crisi finanziarie, portando potenzialmente a corse agli sportelli e influendo sulla stabilità bancaria.

In linea con questo approccio cauto, Sankar ha chiarito che l'India non prevede di accelerare il lancio della CBDC per gli utenti al dettaglio, citando la necessità di valutare l'impatto della tecnologia prima di stabilire una tempistica.

Nessuna chiarezza per le criptovalute

Mentre l'India porta avanti lo sviluppo delle CBDC, la nazione ha mostrato scarso interesse nel promuovere l'uso delle criptovalute private, nonostante le reazioni negative del settore per la rigida imposta del 30% e la norma TDS dell'1%.

Alcuni funzionari hanno addirittura ipotizzato la possibilità di un divieto totale, mentre altri hanno sostenuto un approccio regolamentato anziché un divieto assoluto.

Il mese scorso, sono emerse notizie secondo cui i legislatori stavano addirittura valutando di vietare le criptovalute private a causa delle preoccupazioni relative al loro uso improprio, innescando un dialogo nazionale sul futuro delle transazioni digitali in India.

Rapporti precedenti suggerivano che anche l'India sta lavorando a un documento di discussione sulla politica in materia di criptovalute, dopo aver discusso con i principali attori del settore.

Inizialmente la pubblicazione dell'articolo era prevista per settembre, ma non è ancora stato reso pubblico.