La crescita della forza lavoro in Cile porta il tasso di disoccupazione al minimo degli ultimi due anni, pari all'8,2%

La crescita della forza lavoro in Cile porta il tasso di disoccupazione al minimo degli ultimi due anni, pari all'8,2%
Noris Soto
30 dic 2024, 17:10 PM
  • Il tasso di disoccupazione in Cile è sceso dall'8,2% di settembre all'8,1% di novembre, registrando il livello più basso degli ultimi due anni.
  • Le persone autonome (-3,5%) e i lavoratori familiari non retribuiti (-9,3%) hanno dovuto affrontare notevoli difficoltà.
  • La diminuzione dell'occupazione informale ha riguardato principalmente gli uomini, il cui numero di lavori informali è diminuito del 2,0%.

Secondo l'indagine nazionale sull'occupazione (ENE) dell'Istituto nazionale di statistica (INE), il tasso di disoccupazione in Cile è sceso dall'8,2% a novembre 2024.

Si tratta di un calo di 0,5 punti percentuali rispetto all'anno scorso, dovuto in larga parte all'aumento dell'1,0% della forza lavoro, superato dall'aumento del 1,6% del numero di occupati.

Questo calo sottolinea la solidità del mercato del lavoro, nonostante le difficoltà riscontrate in diversi settori.

Tendenze occupazionali incoraggianti e meno persone in cerca di lavoro

Nello stesso periodo, il numero di persone senza lavoro in Cile è diminuito del 4,9%.

Questo calo è stato principalmente causato da chi era senza lavoro e da chi cercava il suo primo impiego.

È interessante notare che nel secondo gruppo si è registrato un calo dello 0,9%, il che potrebbe indicare un trend verso la volontà di mantenere più a lungo il lavoro o semplicemente un aumento delle opportunità lavorative.

Guardando indietro agli anni passati, il tasso di partecipazione è aumentato leggermente di 0,1 punti percentuali, arrivando al 61,6%, mentre il tasso di occupazione è aumentato di 0,4 punti percentuali, arrivando al 56,5%, indicando un generale aumento della partecipazione al mercato del lavoro.

Differenze di genere nei tassi di disoccupazione

Analizzando nel dettaglio i tassi di disoccupazione per genere, emergono alcune notevoli differenze.

Per le donne, il tasso di disoccupazione è stato del 9,1%, con un leggero aumento di 0,1 punti percentuali durante il periodo di studio.

Tale aumento è legato a un incremento maggiore della forza lavoro femminile (1,2%) rispetto all'aumento dell'occupazione femminile (1,1%).

Di conseguenza, la disoccupazione femminile è aumentata dello 0,8%.

La partecipazione e il tasso di occupazione delle donne sono stati del 52,4% e del 47,6%, mostrando un graduale aumento, anche se il numero di donne non attive è aumentato dello 0,6%.

Inoltre, il tasso di disoccupazione maschile è sceso al 7,5%, registrando un calo notevole di 1,0 punti percentuali rispetto all'anno precedente.

Questo calo è legato a un aumento più modesto della forza lavoro maschile, pari allo 0,9%, oscurato da un più sostanzioso incremento dell'occupazione maschile, pari al 2,0%.

Notare che il numero di uomini disoccupati è sceso drasticamente del 10,4%.

Tuttavia, il tasso di partecipazione al lavoro maschile è sceso leggermente al 71,1%, mentre il tasso di occupazione è salito al 65,8%, con un aumento di 0,7 punti percentuali.

I settori che alimentano la crescita dell'occupazione

L'aumento complessivo dell'occupazione dell'1,6% nell'ultimo anno è dovuto all'aumento sia dell'occupazione maschile (2,0%) sia di quella femminile (1,1%).

I settori che hanno contribuito maggiormente a questa crescita sono stati i servizi sanitari (9,0%), le attività professionali (8,7%) e l'istruzione (3,6%).

Si è registrato anche un notevole aumento delle posizioni retribuite formali (3,1%) e dei ruoli retribuiti informali (4,3%), il che suggerisce opportunità diverse in tutti gli ambiti lavorativi.

Sfide dell'impiego informale

Sebbene l'aumento dell'occupazione sia promettente, il tasso di occupazione informale rimane un punto critico.

Il tasso di occupazione informale è stato del 26,9%, con un leggero calo di 0,6 punti percentuali rispetto all'anno scorso.

La diminuzione dell'occupazione informale ha riguardato principalmente gli uomini, il cui numero di lavori informali è diminuito del 2,0%.

I settori più colpiti sono il commercio (in calo del 4,5%) e le altre attività di servizi (in calo dell'8,0%).

Inoltre, le categorie di lavoratori informali, in particolare i lavoratori autonomi (-3,5%) e i lavoratori familiari non retribuiti (-9,3%), hanno dovuto affrontare notevoli difficoltà.

Prospettive contrastanti per il mercato del lavoro cileno

Nel complesso, le ultime cifre sull'occupazione offrono uno spaccato misto ma incoraggiante del mercato del lavoro cileno, che sta navigando nelle difficili acque della ripresa economica.

Con un tasso di disoccupazione al minimo degli ultimi due anni e un graduale aumento della partecipazione alla forza lavoro, ci sono chiari segnali di resilienza.

Tuttavia, è fondamentale affrontare le sfide poste dalle disparità di genere e dalla persistenza del lavoro informale.

Per raggiungere una crescita sostenibile del lavoro in futuro, il Cile dovrà elaborare politiche mirate a rafforzare la sicurezza del lavoro e l'inclusione economica.