Perché l'Estonia propone una tassa sulle navi per finanziare la protezione del cavo del Mar Baltico?

  • Il ministro della difesa estone propone una tassa per le navi che utilizzano il Mar Baltico per coprire i costi di protezione dei cavi.
  • La NATO aumenta la sua presenza nel Mar Baltico dopo i danni ai cavi sottomarini, probabilmente causati dalle ancore delle navi.
  • I Paesi stanno prendendo in considerazione misure di protezione aggiuntive, tra cui sensori e barriere fisiche per i cavi.

Il ministro della Difesa estone ha proposto mercoledì che le compagnie di navigazione potrebbero dover pagare una tassa per utilizzare il Mar Baltico, una delle rotte marittime più trafficate al mondo, per coprire gli alti costi della protezione dei cavi sottomarini dopo una serie di violazioni, ha riferito mercoledì Reuters.

La NATO, l'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, aveva annunciato la scorsa settimana la sua decisione di aumentare la sua presenza nel Mar Baltico.

Questa iniziativa arriva dopo una serie di incidenti preoccupanti in cui le navi hanno causato danni involontari a cruciali cavi sottomarini di alimentazione e comunicazione a causa delle loro ancore.

Questi incidenti hanno sollevato sospetti di sabotaggio, spingendo la NATO a prendere misure proattive per salvaguardare le infrastrutture critiche e mantenere la sicurezza nella regione.

Misure aggiuntive

Secondo il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur, i Paesi stanno prendendo in considerazione misure aggiuntive per proteggere i cavi.

Tra queste misure rientrano l'installazione di sensori per rilevare gli ormeggi che si trascinano lungo il fondale marino e la costruzione di involucri o muri attorno ai cavi, ha riferito Reuters.

Le spese saranno alla fine trasferite ai consumatori, attraverso un aumento delle tasse o dei costi delle utenze, indipendentemente dal fatto che siano i governi o le compagnie via cavo a sostenere il costo iniziale.

Inoltre, il dispiegamento della NATO comprenderà una serie di asset navali, tra cui fregate dotate di capacità avanzate di sorveglianza e rilevamento, aerei da pattuglia per il monitoraggio aereo e droni per una maggiore consapevolezza della situazione.

Queste risorse lavoreranno in sinergia per contrastare eventuali minacce, indagare sulle attività sospette e rispondere rapidamente a qualsiasi incidente che possa verificarsi.

L'intensificazione della presenza della NATO nel Mar Baltico mira a rassicurare gli alleati e i partner della regione, dimostrando l'impegno dell'organizzazione alla difesa collettiva e la sua determinazione a proteggere le infrastrutture vitali.

Rafforzando le capacità di sorveglianza e risposta, la NATO cerca di prevenire ulteriori danni ai cavi sottomarini, essenziali per la comunicazione, la trasmissione di energia e l'attività economica.

Imposizione di tasse sulle navi

Nel frattempo, Pevkur ha suggerito un'altra opzione: l'introduzione di una tassa sulle navi che navigano nel Mar Baltico, che confina con otto paesi membri della NATO e la Russia.

"Supponiamo che quando vai all'aeroporto devi pagare la tassa di atterraggio, la tassa aeroportuale e questa viene pagata nel biglietto", ha detto Pevkur a Reuters.

Pevkur ha affermato che erano disponibili diverse opzioni e che i Paesi avrebbero dovuto concordare una soluzione.

Il Comitato internazionale per la protezione dei cavi, con sede nel Regno Unito, segnala che ogni anno nel mondo vengono danneggiati circa 150 cavi sottomarini.

Il Mar Baltico, con le sue acque poco profonde che ospitano cavi di telecomunicazioni, linee elettriche e gasdotti, è considerato particolarmente vulnerabile ai danni a causa del suo elevato volume di traffico.

Secondo Reuters, alcune stime indicano che ogni giorno attraversano il Mar Baltico fino a 4.000 navi.

Lunedì le autorità svedesi hanno sequestrato una nave battente bandiera maltese a causa del suo coinvolgimento nei danni causati a un cavo sottomarino tra Lettonia e Svezia.

Questo incidente è uno dei quattro casi simili verificatisi in poco più di un anno e che hanno interessato anche le linee elettriche e di telecomunicazioni tra Estonia e Finlandia.

Pevkur ha dichiarato a Reuters che, sebbene le indagini ufficiali siano ancora in corso, la serie di incidenti suggerisce un'attività coordinata da parte di navi che fanno parte della "flotta fantasma" russa.