L'Italia blocca il chatbot AI DeepSeek della Cina: ecco perché

L'Italia blocca il chatbot AI DeepSeek della Cina: ecco perché
Srinibas Rout
04 feb 2025, 17:11 PM
  • I regolatori italiani non sono gli unici a nutrire preoccupazioni.
  • Anche le autorità di Francia e Irlanda stanno interrogando DeepSeek sulle sue politiche sulla privacy.
  • L'organismo di controllo dei dati italiano è stato uno dei più proattivi in Europa per quanto riguarda la regolamentazione dell'IA.

L'Italia ha bloccato il chatbot della startup cinese di intelligenza artificiale DeepSeek per motivi di privacy dei dati, segnando un altro caso in cui i regolatori europei hanno assunto una posizione ferma sull'intelligenza artificiale.

L'autorità per la protezione dei dati del Paese, il Garante, ha ordinato la sospensione dopo che l'azienda non ha saputo rispondere a domande chiave su come raccoglie, archivia ed elabora i dati personali.

La decisione sottolinea il crescente controllo sui servizi basati sull'intelligenza artificiale e evidenzia la posizione rigorosa dell'Europa sulla privacy digitale.

L'ente di controllo aveva chiesto a DeepSeek di chiarire quali dati personali raccoglie, da dove ottiene le informazioni, l'uso previsto e se i dati vengono archiviati in Cina. Tuttavia, la risposta dell'azienda è stata ritenuta "totalmente insufficiente", portando al blocco immediato.

DeepSeek, un concorrente emergente di ChatGPT di OpenAI, ha guadagnato popolarità a livello globale e di recente è diventata l'app gratuita più apprezzata sull'App Store di Apple negli Stati Uniti.

L'azienda afferma che i suoi modelli di intelligenza artificiale sono all'altezza o superano i principali concorrenti statunitensi a un costo inferiore, posizionandosi come un potenziale disruptor nel settore dell'intelligenza artificiale.

I regolatori italiani non sono gli unici a nutrire preoccupazioni

Anche le autorità di Francia e Irlanda stanno interrogando DeepSeek sulle sue politiche sulla privacy.

In risposta alle richieste dell'Italia, l'azienda ha rimosso il suo assistente AI dagli app store italiani, ma ha sostenuto che non è soggetto alla regolamentazione locale né alla giurisdizione del Garante.

Questa posizione ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni normative, spingendo alla sospensione immediata del chatbot in Italia.

Nonostante il divieto, alcuni utenti italiani che avevano precedentemente scaricato l'app hanno segnalato che continuava a funzionare sui loro dispositivi e che la versione web rimaneva accessibile.

Il membro del consiglio di Garante Agostino Ghiglia ha sottolineato che le normative europee in materia di dati impongono alle aziende di fornire politiche chiare e trasparenti in merito al consenso degli utenti e alla gestione dei dati.

Ha osservato che i dati memorizzati sui server cinesi non offrono le stesse garanzie di quelli europei, ha riferito Reuters.

L'organismo di controllo dei dati italiano è stato uno dei più proattivi in Europa per quanto riguarda la regolamentazione dell'IA. Nel 2023, ha brevemente vietato ChatGPT, sostenuto da Microsoft, per analoghe preoccupazioni sulla privacy.

Con l'evoluzione continua delle tecnologie AI, si prevede che il controllo normativo si intensificherà, con le autorità europee che spingono per una maggiore trasparenza e conformità da parte delle aziende tecnologiche che operano nella regione.