Le autorità russe possono ora convertire i Bitcoin sequestrati in fondi statali.

Le autorità russe possono ora convertire i Bitcoin sequestrati in fondi statali.
Diya Poddar
03 apr 2025, 08:25 AM
  • Il Tesoro ha iniziato a trasferire le monete sequestrate nelle casse statali a gennaio.
  • La Camera Civica propone un fondo statale per i proventi delle criptovalute.
  • La divisione normativa rimane tra la Banca Centrale e i ministeri.

Le autorità russe stanno costruendo un quadro giuridico e operativo per convertire i Bitcoin (BTC) sequestrati in denaro contante per il tesoro statale, mentre il paese si confronta con l'incertezza normativa che circonda le criptovalute.

L'iniziativa, guidata dal Servizio Federale degli Ufficiali Giudiziari (FSSP), fa seguito alla confisca di 1.032 BTC all'ex investigatore Marat Tambiev, per un valore di circa 10 milioni di dollari, rappresentando un importante caso di prova per le politiche russe in materia di criptovalute in continua evoluzione.

In un video pubblicato sul canale RuTube del Consiglio della Federazione, il capo del FSSP, Dmitry Aristov, ha dichiarato che la Russia sta utilizzando questo precedente legale per esplorare meccanismi di trasformazione delle valute digitali confiscate in entrate statali.

Tuttavia, una soluzione legislativa completa è ancora in sospeso.

FSSP prepara la vendita di criptovalute

Dmitry Aristov, capo del FSSP, si è rivolto alla Commissione per la legislazione costituzionale e la costruzione dello Stato del Consiglio della Federazione, descrivendo Bitcoin come un "asset problematico" per le forze dell'ordine.

Ha confermato che gli ufficiali giudiziari hanno confiscato BTC in almeno un caso penale e stanno ora collaborando con altri organi statali per convertire le monete in fondi di proprietà dello Stato.

L'inchiesta del comitato si è concentrata sui protocolli per la confisca delle criptovalute, e si dice che Aristov abbia indicato il caso Tambiev come base giuridica.

Durante le indagini, le forze dell'ordine hanno sequestrato BTC all'ex investigatore senior, dichiarato colpevole di aver accettato tangenti in criptovaluta da membri del gruppo di hacker Infraud Organization. Tambiev è stato condannato a 16 anni di carcere.

Aristov ha osservato che, finché non verrà approvata una legge che definisca lo status giuridico di Bitcoin e altre criptovalute, un quadro solido per il sequestro e la conversione coerenti rimarrà irraggiungibile.

Il caso Tambiev crea un precedente.

Il caso di Marat Tambiev è diventato un punto di riferimento per le autorità giudiziarie e di polizia russe.

Nel 2024 è stato condannato per aver accettato tangenti in Bitcoin da un gruppo internazionale di cybercriminali in cambio dell'ostruzione di un'indagine penale.

Il FSSP ha sequestrato a Tambiev 1.032 BTC, una somma del valore di circa 10 milioni di dollari, rendendolo uno dei più grandi sequestri di criptovalute da parte di un organo statale russo.

Dopo il sequestro, il Tesoro russo ha iniziato a lavorare sulla monetizzazione dei BTC confiscati.

Nel gennaio 2025, le autorità hanno confermato di aver iniziato a trasferire le criptovalute sui conti statali e di aver pianificato di iniziare a venderle.

Anche la Camera Civica si è espressa, proponendo un nuovo fondo statale per la gestione delle criptovalute confiscate.

La Camera ha raccomandato che i proventi della vendita di valute digitali siano destinati al finanziamento di progetti pubblici, collegando ulteriormente la necessità di chiarezza legislativa a obiettivi di politica economica e sociale più ampi.

Le politiche sulle criptovalute rimangono divise.

Nonostante due importanti leggi approvate nel 2024 – una che riconosce il mining di criptovalute come attività legittima e un'altra che consente l'utilizzo di criptovalute nel commercio internazionale all'interno di una sandbox gestita dalla Banca Centrale – la posizione generale del paese sugli asset digitali rimane contrastante.

Una legge di lunga data vieta ancora l'utilizzo delle criptovalute per i pagamenti all'interno della Russia.

La Banca Centrale continua a sostenere controlli più rigorosi, proponendo divieti sugli investimenti in criptovalute al dettaglio e sulle exchange di criptovalute che operano al di fuori del suo ambiente di test.

Tuttavia, altri ministeri e le principali aziende minerarie industriali preferiscono la regolamentazione al divieto. Sostengono un approccio più aperto, che consentun exchange di criptovalutes regolamentati e standard legali più chiari per le transazioni.

Il risultato è una situazione di stallo politico che complica gli sforzi di applicazione della legge, come quelli del FSSP.

Piani per fondi e sandbox di criptovalute

La proposta della Camera Civica di un fondo centralizzato per le criptovalute sequestrate indica un tentativo di istituzionalizzare la gestione degli asset digitali all'interno del sistema statale.

Se adottata, formalizzerebbe la redistribuzione delle entrate derivanti dalle criptovalute nel welfare pubblico.

Nel frattempo, la sandbox della Banca Centrale continua a consentire agli investitori qualificati di negoziare criptovalute in un ambiente ristretto.

Sebbene questo offra una prospettiva limitata, è comunque necessario un quadro più ampio per supportare agenzie come la FSSP nella trasformazione dei sequestri di asset digitali in risultati finanziari concreti.