I titoli azionari statunitensi aprono in sostanziale parità dopo il crollo di mercoledì: S&P in calo dello 0,1%
- Il Dow Jones Industrial Average ha registrato un leggero calo di 32 punti, ovvero lo 0,1%, mentre anche l'S&P 500 ha perso lo 0,1%.
- L'azione scarna arriva mentre le crescenti preoccupazioni per il deficit federale e l'impennata dei rendimenti obbligazionari pesano sul sentiment.
- Giovedì il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni è salito a circa il 5,1%.
I titoli azionari statunitensi sono rimasti pressoché invariati giovedì, stabilizzandosi dopo un forte calo nella sessione precedente, a causa delle crescenti preoccupazioni sul deficit federale e dell'impennata dei rendimenti obbligazionari, che hanno pesato sul sentiment di mercato.
Il Dow Jones Industrial Average ha registrato un leggero calo di 32 punti, ovvero lo 0,1%, mentre anche l'S&P 500 ha perso lo 0,1%.
Il Nasdaq Composite è riuscito a rimanere leggermente sopra la linea di parità.
L'azione sc淡a segue una sessione turbolenta di mercoledì, durante la quale il Dow Jones è crollato di oltre 800 punti e l'S&P 500 ha perso l'1,6%, movimenti causati da un'asta poco redditizia di titoli del Tesoro a 20 anni e da un'impennata dei rendimenti a lungo termine.
Giovedì il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni è salito a circa il 5,1%. Il rendimento delle obbligazioni benchmark a 10 anni si è attestato poco sotto il 4,6%.
Entrambe le mosse riflettono la crescente preoccupazione degli investitori riguardo al deficit statunitense in continua crescita e alle pressioni inflazionistiche derivanti dalle tariffe imposte di recente dal presidente Donald Trump.
A peggiorare le preoccupazioni fiscali, la Camera dei Rappresentanti ha approvato giovedì mattina, con una votazione di linea partitica, un pacchetto di misure fiscali e di spesa proposto dai repubblicani.
La legislazione prevede una riduzione delle tasse e un aumento sostanziale della spesa militare, elementi che, secondo gli analisti, potrebbero incrementare il debito pubblico di trilioni di dollari.
L'ufficio di bilancio del Congresso stima che il costo del disegno di legge ammonti a quasi 4 trilioni di dollari.
La proposta passa ora al Senato, dove potrebbe incontrare resistenza, ma rimane una priorità fondamentale per l'amministrazione Trump.
I partecipanti al mercato temono che, se il disegno di legge venisse approvato, potrebbe ulteriormente compromettere la domanda di obbligazioni.
Dato che gli investitori mostrano già segni di stanchezza nelle aste dei titoli del Tesoro, i rendimenti potrebbero dover aumentare ulteriormente per attrarre acquirenti, un risultato che aggraverebbe le condizioni finanziarie e potrebbe frenare la crescita economica.
Il disegno di legge fiscale del Presidente Trump
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato giovedì mattina la vasta riforma fiscale del Presidente Donald Trump, segnando una importante vittoria politica per la leadership repubblicana e portando avanti una delle principali priorità economiche dell'amministrazione.
Il disegno di legge è stato approvato dalla camera con un margine di voti ridotto, incontrando l'opposizione unanime dei Democratici.
Il conteggio finale ha sottolineato la profonda divisione ideologica sui cambiamenti fiscali proposti, che Trump ha definito la sua "grande e bellissima" riforma fiscale.
Dopo una maratona di 21 ore, la Commissione Regolamenti della Camera ha approvato la legge, rispettando la scadenza del Memorial Day che il presidente della Camera Mike Johnson si era imposto.
Un emendamento fondamentale che ha contribuito a unire diverse fazioni repubblicane prevedeva l'innalzamento del limite massimo per la detrazione fiscale sulle imposte statali e locali (SALT).
La legge aumenta la detrazione massima consentita da 10.000 a 40.000 dollari, un tentativo volto a placare i membri provenienti da stati con imposte elevate che in precedenza si erano opposti al limite imposto dalle riforme fiscali del 2017 di Trump.
Il disegno di legge passa ora al Senato, dove si prevede che dovrà affrontare ulteriori sfide, tra cui possibili opposizioni da parte dei moderati e ostacoli procedurali.
Tuttavia, Johnson ha ribadito il suo obiettivo di inviare il disegno di legge al Presidente Trump entro il 4 luglio.
I dati sui sussidi di disoccupazione dimostrano resilienza
La settimana scorsa le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono diminuite leggermente, a indicare una continua resilienza del mercato del lavoro, poiché i datori di lavoro sembrano riluttanti a ridurre il personale nonostante le incertezze economiche più ampie.
Secondo il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione, corrette per fattori stagionali, si sono attestate a 227.000 per la settimana conclusa il 17 maggio, con una diminuzione di 2.000 rispetto alla settimana precedente e leggermente al di sotto delle previsioni del Dow Jones di 230.000.
La media mobile a quattro settimane, che attenua la volatilità settimanale, è salita leggermente a 231.500.
Nel frattempo, le richieste di sussidio di disoccupazione in corso, che vengono comunicate con un ritardo di una settimana, sono aumentate di 36.000 unità, raggiungendo quota 1,9 milioni, un nuovo massimo non visto dalla fine del 2021.
La media settimanale su quattro settimane delle richieste di sussistenza è salita a 1,89 milioni, il valore più alto da quando è stato registrato l'ultimo picco il 27 novembre 2021.
I dati suggeriscono che, sebbene i licenziamenti rimangano contenuti, i lavoratori che hanno perso il lavoro stanno incontrando sempre maggiori difficoltà nel trovare un nuovo impiego, un possibile segnale di un raffreddamento della domanda in determinati segmenti del mercato del lavoro.
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