Trump potrebbe aggirare i tribunali statunitensi per portare avanti la sua agenda tariffaria, secondo ING.

  • Una sentenza di un tribunale statunitense ha annullato i dazi doganali imposti durante l'era Trump ai sensi dell'IEEPA.
  • I dazi tariffari specifici per settore relativi all'acciaio, all'alluminio e all'industria automobilistica rimangono in vigore.
  • Si prevede che il caso venga portato alla Corte Suprema, con la possibilità di ottenere rimborsi sui dazi doganali per un importo di 13,7 miliardi di dollari.

Un tribunale statunitense ha stabilito che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha superato i suoi poteri utilizzando l'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) del 1977 per imporre tariffe.

Questa decisione ha un impatto diretto sulle tariffe del 10-30% imposte sulle merci provenienti dalla Cina, dal Canada, dal Messico e da altri paesi.

Tuttavia, i dazi tariffari settoriali su acciaio, alluminio e prodotti automobilistici non sono interessati e rimangono in vigore.

Il tribunale ha stabilito che l'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) non autorizza il presidente a imporre autonomamente dazi all'importazione di ampia portata.

Questo è particolarmente vero quando le emergenze nazionali dichiarate – tra cui questioni come il traffico di droga, l'immigrazione e i deficit commerciali – non vengono risolte direttamente dai dazi imposti, secondo ING Group.

Criteri non soddisfatti

Il tribunale ha basato la sua decisione principalmente sul presupposto che un deficit commerciale continuo protrattosi per 49 anni non soddisfa i criteri di una "minaccia insolita ed eccezionale", hanno affermato gli analisti di ING Group.

La decisione della corte ha un impatto specifico sui dazi che vanno dal 10% al 30% sulle merci importate dalla Cina, dal Canada e dal Messico, che erano correlate a preoccupazioni relative al fentanyl e all'immigrazione, nonché sui dazi più ampi sulla sovrapproduzione commerciale globale del 10% o più, inclusi i dazi reciproci che erano stati temporaneamente sospesi.

Secondo quanto affermato dagli analisti di ING Group, il tribunale ha motivato la sua decisione sostenendo che l'IEEPA non conferisce al presidente il potere di stabilire autonomamente ampi dazi all'importazione, soprattutto quando le emergenze nazionali dichiarate non vengono affrontate direttamente da tali tariffe.

La sentenza ha sottolineato che un deficit commerciale di lunga data, come quello citato, che dura da 49 anni, non rientra nella definizione di "minaccia insolita ed eccezionale" ai sensi dell'IEEPA.

È importante notare che la decisione della corte non riguarda tutte le tariffe imposte durante l'amministrazione Trump.

I dazi tariffari specifici per settore relativi all'acciaio (25%), all'alluminio (25%) e ai prodotti automobilistici (25%), che sono stati introdotti in base a diverse normative giuridiche, rimangono in vigore.

Conseguenze

Il tribunale ha ordinato alla Casa Bianca di revocare le tariffe contestate entro dieci giorni.

Tuttavia, l'amministrazione ha già presentato ricorso contro la decisione presso la Corte d'Appello del Circuito Federale degli Stati Uniti.

Si prevede con grande probabilità che questo caso venga portato all'attenzione della Corte Suprema, che detiene l'autorità definitiva per determinare la legittimità delle tariffe imposte ai sensi dell'IEEPA.

Se la sentenza venisse confermata, il governo degli Stati Uniti potrebbe essere obbligato a rimborsare circa 13,7 miliardi di dollari in dazi doganali riscossi ai sensi dell'IEEPA fino al 30 aprile, come riportato dalla US Customs and Border Protection.

In particolare, secondo ING, 7,9 miliardi di dollari di questa somma sono stati pagati per merci provenienti dalla Cina e da Hong Kong.

Politica commerciale futura

Indipendentemente dall'esito, la recente sentenza probabilmente sposterà l'attenzione verso i dazi imposti ai sensi di altre leggi commerciali, in particolare la Sezione 232 (sicurezza nazionale) e la Sezione 301 (pratiche commerciali sleali), secondo gli analisti di ING.

Sebbene queste leggi richiedano indagini più approfondite, esse conferiscono comunque al presidente il potere di intraprendere azioni unilaterali.

Secondo ING, diverse indagini in corso potrebbero portare all'imposizione di nuove tariffe su settori come quello farmaceutico, dei semiconduttori, dei camion, dei minerali strategici, del pesce, delle gru, del rame, del legname, dell'aviazione e della cantieristica navale.

L'amministrazione mantiene inoltre la facoltà di avvalersi della Sezione 122 (bilancia dei pagamenti) e della Sezione 338 (tariffe di ritorsione), fornendo ulteriori meccanismi tariffari come precedentemente discusso.

Sfida legale e politica

La sentenza della corte rappresenta un notevole ostacolo legale e politico all'utilizzo dei poteri di emergenza nella politica commerciale, complicando ulteriormente il quadro generale della politica commerciale statunitense.

Gli analisti di ING hanno dichiarato:

Al 30 aprile, queste tariffe avevano generato 26,8 miliardi di dollari di entrate doganali per l'anno fiscale 2025.

"Ci aspettiamo che il ritmo delle sanzioni tariffarie basate sui settori si acceleri, e che ulteriori misure vengano annunciate a breve", hanno aggiunto gli analisti di ING.

Saranno cruciali i negoziati in corso con l'UE e la Cina, che hanno l'impatto più significativo sull'economia globale e sui mercati finanziari.

"A questo proposito, sconsigliamo di lasciarsi andare a un sollievo eccessivo o addirittura alla compiacenza in questo momento."

Le tariffe europee colpiscono principalmente il settore automobilistico e continueranno ad essere applicate.

Secondo ING, se l'amministrazione statunitense procedesse con le tariffe o le quote previste sui farmaci europei, la maggior parte delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti sarebbe comunque soggetta a tariffe superiori al 20%.