La BCE mette in pausa i tagli dei tassi: cosa significa per la fragile ripresa dell'Europa?

La BCE mette in pausa i tagli dei tassi: cosa significa per la fragile ripresa dell'Europa?
Devesh Kumar
24 lug 2025, 15:07 PM
  • La BCE sospende i tagli dei tassi di interesse per la prima volta in oltre un anno, mantenendo il tasso sui depositi al 2%.
  • L'inflazione si allinea all'obiettivo del 2%, ma i funzionari citano i rischi del commercio globale e i dati contrastanti dell'Eurozona.
  • La crescita rimane quasi piatta poiché i timori sui dazi e la debole domanda di prestiti pesano sul sentiment delle imprese.

Giovedì la Banca Centrale Europea ha messo in pausa le modifiche dei tassi di interesse, mantenendo il suo tasso di deposito chiave al 2%, una mossa ampiamente prevista e la prima dopo oltre un anno di tagli costanti.

La decisione arriva mentre l'inflazione dell'Eurozona si allinea finalmente all'obiettivo a medio termine della BCE del 2%, una pietra miliare che coincide con la crescente incertezza sulle tensioni commerciali tra Stati Uniti e UE.

Nella sua dichiarazione post-riunione, la BCE ha riconosciuto che l'inflazione è ora al suo obiettivo, ma ha indicato un "contesto altamente incerto", soprattutto con l'aumento dei rischi commerciali globali.

Sebbene la tenuta fosse stata anticipata dai mercati, la banca centrale ha offerto poco in termini di forward guidance.

I funzionari si sono fermati prima di impegnarsi in un particolare percorso politico, sottolineando invece che le prossime decisioni dipenderanno fortemente da come evolverà la politica commerciale degli Stati Uniti e da come si svilupperanno le dinamiche geopolitiche più ampie nei prossimi mesi.

La fragile economia europea

I recenti dati economici hanno dipinto un quadro misto per l'Eurozona.

Il vicepresidente della BCE Luis de Guindos ha avvertito che la crescita rimarrà probabilmente "quasi piatta" nel secondo e terzo trimestre, poiché le precedenti scorte da parte delle aziende destinate a anticipare potenziali aumenti dei dazi sono ora svanite.

Il clima di fiducia delle imprese rimane cauto e la domanda di prestiti è ancora debole.

L'attenzione si sta ora spostando sul prossimo rapporto sul PIL, previsto per il 30 luglio, che potrebbe fornire maggiore chiarezza sulle prospettive a breve termine del blocco.

Tuttavia, non tutti i segnali sono negativi. Alcuni sondaggi recenti suggeriscono che l'attività del settore privato sta lentamente riprendendo, suggerendo le prime fasi di una ripresa.

Detto questo, lo slancio è fragile e tutt'altro che coerente in tutti i settori.

Come hanno reagito i mercati?

I mercati finanziari si sono in gran parte scrollati di dosso l'ultima dichiarazione politica della BCE. I rendimenti dei titoli tedeschi a 10 anni hanno mantenuto i guadagni precedenti, chiudendo la giornata vicino al 2,67%.

L'euro si è aggirato appena sopra 1,17 dollari, in leggero calo nel corso della giornata, anche se è ancora in rialzo di oltre il 13% rispetto al dollaro da gennaio.

Mentre un euro più forte aiuta ad alleviare l'inflazione importata, alcuni analisti avvertono che potrebbe spingere i prezzi al consumo troppo in basso nei prossimi mesi, un rischio che potrebbe complicare le future decisioni politiche della BCE.

La BCE mantiene un delicato equilibrio

All'interno della BCE, c'è un divario crescente. Alcuni funzionari, in particolare Isabel Schnabel, sostengono che l'economia dell'Eurozona sta reggendo abbastanza bene da non affrettare ulteriori tagli dei tassi.

A suo avviso, ci vorrebbe una soglia "molto alta" per giustificare un'altra mossa.

Altri non ne sono così sicuri. Temono che il recente aumento dei dati possa non durare, soprattutto se le tensioni commerciali con gli Stati Uniti peggioreranno o se gli investimenti pubblici previsti non si materializzeranno.

La presidente della BCE Christine Lagarde dovrebbe approfondire in una conferenza stampa a Francoforte, dove probabilmente camminerà sulla linea tra cauto ottimismo e flessibilità politica.

Ha ripetutamente sottolineato la volontà della banca di agire se necessario, un messaggio che ha un peso aggiunto man mano che i piani di spesa per le infrastrutture e la difesa su larga scala iniziano a prendere forma.

Nel frattempo, i mercati stanno cercando di leggere tra le righe. Molti trader vedono ora una discreta possibilità di un singolo taglio di 25 punti base prima della fine dell'anno, con settembre che è la finestra probabile.

Ma questa è tutt'altro che una cosa certa. Le prospettive dipendono fortemente dai dati in arrivo e dall'evolversi dei colloqui con Washington nelle prossime settimane.