Gli accordi del Senato argentino danno un colpo all'agenda di austerità di Milei con un aumento del budget universitario

Gli accordi del Senato argentino danno un colpo all'agenda di austerità di Milei con un aumento del budget universitario
Noris Soto
22 ago 2025, 16:15 PM
  • Il Senato argentino respinge i decreti di Milei, approva più fondi per le università, sfidando l'austerità.
  • Milei subisce sconfitte in entrambe le camere mentre i legislatori espandono i finanziamenti per l'istruzione e la sanità.
  • La crescente opposizione al Congresso minaccia l'agenda di austerità di Milei e la dipendenza dai decreti esecutivi.

L'amministrazione del presidente argentino Milei ha subito un duro colpo legislativo dopo che il Senato ha respinto una dozzina di decreti presidenziali in una sola volta e ha approvato aumenti di spesa per le università pubbliche, evidenziando le difficoltà che il governo di austerità di Milei dovrà affrontare.

Da quando ha assunto l'incarico nel dicembre 2023 e ha promesso di ridurre drasticamente la spesa statale e di frenare l'inflazione dilagante, Milei ha mantenuto uno stretto controllo sul bilancio e ha combattuto qualsiasi iniziativa per aumentare la spesa pubblica.

Tuttavia, l'ultima sconfitta sottolinea i limiti dell'autorità esecutiva in un Congresso in cui il presidente libertino non detiene la maggioranza.

Le università ottengono maggiori finanziamenti

I legislatori hanno approvato un pacchetto finanziario per i college nazionali, che includeva un aumento dei compensi per il loro personale.

Molti senatori hanno caratterizzato lo sforzo come una difesa della lunga tradizione argentina di istruzione superiore pubblica gratuita, che è ampiamente considerata una pietra miliare dell'identità nazionale.

Oltre ai finanziamenti universitari, la camera ha esplorato l'espansione delle risorse sanitarie dichiarando un'emergenza pediatrica di due anni.

Le misure contraddicono il piano di aggiustamento fiscale di Milei, che dà priorità a forti tagli nel settore pubblico per pareggiare i conti pubblici.

L'amministrazione sostiene che l'aumento della spesa mette a repentaglio i tentativi di stabilizzare l'economia, ma i legislatori dell'opposizione si sono coalizzati intorno all'istruzione e alla sanità come priorità sacrosante, provocando una crisi politica.

Il Senato respinge i decreti presidenziali

I senatori hanno anche annullato cinque decreti presidenziali riguardanti la riduzione della burocrazia statale, in tandem con i voti sul bilancio.

Sono stati tra i primi passi del programma economico di Milei, volto a ridurre il settore pubblico argentino e a riorientare le risorse verso l'equilibrio fiscale.

Questo rifiuto segna uno dei rimproveri istituzionali più espliciti alla strategia di Milei di governare per decreto. Da quando è entrato in carica a gennaio, il presidente si è ripetutamente rivolto al potere esecutivo, sperando di evitare un parlamento diviso e dominato dall'opposizione.

Il risultato suggerisce che il Senato, dove il blocco di Milei è ancora in minoranza, cercherà di limitare la portata dell'azione unilaterale dell'esecutivo.

La sentenza pone anche la questione di quanto del più ampio programma di austerità del presidente possa essere portato avanti legislativamente senza compromessi.

Precedente battuta d'arresto nella camera bassa

Il voto della camera alta è arrivato dopo una battuta d'arresto simile nella camera bassa all'inizio di questa settimana. Mercoledì, i parlamentari dell'opposizione hanno ribaltato con successo il veto di Milei su un disegno di legge che raddoppiava il sostegno alle persone disabili.

Quella decisione è stata un raro esempio di schieramento del Congresso contro il presidente, dimostrando che le forze opposte possono radunare i numeri per ribaltare le decisioni esecutive quando sono in gioco questioni politicamente sensibili.

Le sconfitte consecutive dimostrano il limitato spazio di manovra di Milei e le ripercussioni politiche della sua posizione ostile nei confronti del Congresso.

Dipingendo i parlamentari come ostruzionisti e alleati con gli interessi peronisti dell'opposizione, il presidente rischia di rafforzare l'opposizione ai suoi piani.

Il confronto di Milei con il Congresso

Il presidente ha costantemente indicato che porrà il veto a qualsiasi legislazione che espanda gli stanziamenti di bilancio, adottando una linea dura sulla disciplina fiscale.

Tuttavia, i ripetuti scavalcamenti dei suoi veti rendono questa minaccia meno potente e diminuiscono il suo potere contrattuale nei colloqui con i legislatori.

Sebbene Milei abbia avuto il sostegno di imprenditori e settori dell'elettorato che sostengono la sua promessa di cambiare radicalmente l'economia, il suo stile aggressivo con il Congresso rende difficile governare.

Ma le votazioni più recenti indicano che le forze di opposizione stanno diventando sempre più audaci nel sfidare l'estensione del potere esecutivo.

Le nuove richieste di spesa sociale si aggiunsero alla pressione per aumentare il bilancio militare, ma con l'inflazione che continuava a erodere il potere d'acquisto delle famiglie, lo scontro politico sull'allocazione dei fondi governativi era destinato ad aumentare.

In particolare, le università e i programmi sanitari, a cui l'opinione pubblica è largamente favorevole, stanno diventando luoghi chiave di opposizione all'austerità.

Qual è il prossimo passo?

Il rifiuto dei decreti presidenziali e l'autorizzazione di nuove misure di bilancio rappresentano un duro colpo politico per Milei, che ora deve superare decine di ostacoli legislativi al suo programma di riforme.

Il presidente non controlla più nessuna delle due camere e deve scegliere tra percorsi di compromesso e ulteriori perdite che potrebbero rovinare il suo piano economico più ampio.

L'Argentina ha a che fare con la tensione fiscale, l'inflazione dilagante e le pressioni sociali che i Boomer e altri funzionari di destra di nuova generazione portano al potere, e lo scontro tra l'esecutivo e il Congresso è destinato a intensificarsi.

Gli ultimi contraccolpi sono un assaggio di ciò che un pacchetto di austerità, quindi dipendente dalla prudenza fiscale ma di fronte a venti contrari politici in un congresso dominato dall'opposizione, è per Milei.