Thailandia in subbuglio: il tribunale rimuove il primo ministro Paetongtarn Shinawatra per violazione dell'etica

Thailandia in subbuglio: il tribunale rimuove il primo ministro Paetongtarn Shinawatra per violazione dell'etica
Vatsala Gaur
29 ago 2025, 12:27 PM
  • Il tribunale thailandese estromette il primo ministro Paetongtarn Shinawatra per una telefonata trapelata con il presidente della Cambogia Hun Sen.
  • La fragile coalizione del Pheu Thai rischia il collasso mentre il parlamento cerca un nuovo leader.
  • Quinto premier thailandese in 17 anni rimosso dalla Corte costituzionale.

Venerdì la Corte costituzionale della Thailandia ha rimosso dall'incarico il primo ministro Paetongtarn Shinawatra, scoprendo che una controversa telefonata trapelata con l'ex leader della Cambogia Hun Sen aveva violato le regole etiche.

La sentenza getta la nazione del sud-est asiatico in un altro periodo di instabilità politica, appena un anno dopo che Paetongtarn è entrato in carica.

Nel suo verdetto, la corte ha affermato che la telefonata del 15 giugno di Paetongtarn con Hun Sen, durante la quale è apparsa deferente nei confronti dell'ex primo ministro della Cambogia in un momento di crescenti tensioni di confine, equivaleva a una violazione etica.

Settimane dopo la conversazione, sono scoppiati combattimenti tra le forze armate dei due paesi, lasciando soldati morti e degenerando in cinque giorni di scontri.

Di cosa si è discusso nella telefonata trapelata?

Nella registrazione, si può sentire Paetongtarn rivolgersi a Hun Sen chiamandolo "zio", criticando le azioni del suo stesso esercito nel conflitto di confine e suggerendo che avrebbe soddisfatto le sue richieste.

"Se vuoi qualcosa, dimmelo e me ne occuperò io", ha detto, osservazioni che sono diventate rapidamente al centro di un esame legale e politico.

Paetongtarn in seguito si è scusata, dicendo che stava cercando di prevenire una guerra. Ma per la corte, i commenti riflettevano una violazione dell'etica richiesta a un primo ministro.

La leader 39enne, figlia dell'ex premier Thaksin Shinawatra, era al potere da solo un anno, dopo essere intervenuta dopo che lo stesso tribunale aveva rimosso il suo predecessore Srettha Thavisin nel 2024.

La fragile coalizione affronta più incertezza

La sentenza ora apre la strada al parlamento per eleggere un nuovo primo ministro.

Tuttavia, con il partito Pheu Thai di Paetongtarn che già fatica a mantenere una maggioranza risicata nella sua coalizione, il processo potrebbe rivelarsi prolungato e controverso.

Il partito ha visto erodere il sostegno a causa delle divisioni interne, di un lancio balbettante delle politiche economiche e del malcontento per l'appello trapelato.

Il vice primo ministro Phumtham Wechayachai guiderà il governo ad interim fino a quando non verrà scelto un successore, ma non è stata fissata alcuna tempistica per il voto parlamentare.

L'incertezza politica arriva in un momento difficile per l'economia thailandese, che ha rallentato a causa della debolezza delle esportazioni e della domanda interna contenuta. Gli analisti avvertono che la continua instabilità potrebbe intaccare ulteriormente la fiducia degli investitori.

Il quinto premier di Paetongtarn ad essere rimosso dalla Corte Costituzionale in 17 anni

La rimozione di Paetongtarn evidenzia ancora una volta il potere esercitato dalla magistratura thailandese nel plasmare i risultati politici.

È il quinto premier in 17 anni ad essere cacciato dalla Corte Costituzionale, che ha costantemente svolto un ruolo centrale nella lotta duratura del paese tra governi eletti e élite conservatrici radicate allineate con la monarchia e l'esercito.

Negli ultimi due decenni, la Thailandia ha visto diversi colpi di stato, scioglimenti di partiti e sentenze giudiziarie che hanno destituito i leader, da Thaksin Shinawatra nel 2006 ai nove anni di governo di Prayut Chan-o-cha dopo il suo colpo di stato del 2014.

Solo negli ultimi tre anni, due primi ministri sono stati estromessi e un partito vincitore delle elezioni si è sciolto, sottolineando la volatilità del panorama politico thailandese.

La sentenza è una battuta d'arresto per la dinastia Shinawatra

La sentenza è anche una grave battuta d'arresto per la famiglia Shinawatra, che ha dominato la politica thailandese per più di due decenni, ma si è ripetutamente scontrata con l'establishment conservatore.

La scorsa settimana, il padre di Paetongtarn, Thaksin, è sopravvissuto a un caso di lesa maestà che avrebbe potuto comportare una condanna a 15 anni di carcere, ma l'influenza della famiglia rimane una questione divisiva nella società thailandese.

Con la rimozione di Paetongtarn, l'attenzione si sposta ora sul ruolo di Thaksin nei negoziati con i partner della coalizione e i mediatori di potere per mantenere il Pheu Thai al governo.

Gli analisti dicono che la sua influenza potrebbe rivelarsi decisiva nel determinare se il partito manterrà il potere o cederà terreno ai rivali.

La Thailandia affronta un altro capitolo incerto

La rimozione di Paetongtarn segna l'ennesimo brusco cambiamento nella leadership della Thailandia, approfondendo le preoccupazioni sulla stabilità politica e sulla governance.

Per molti thailandesi, la sentenza rafforza uno schema familiare: leader eletti dal campo Shinawatra che salgono al potere, solo per essere controllati o rimossi da istituzioni allineate con l'establishment conservatore.

Mentre il parlamento si prepara a scegliere il prossimo leader del paese, la Thailandia si trova ancora una volta a un bivio, con l'equilibrio di potere tra elettori, tribunali ed élite ancora irrisolto.