La Turchia taglia le previsioni del PIL per il 2025 al 3,3%, mentre l'inflazione è vista al 28,5%

La Turchia taglia le previsioni del PIL per il 2025 al 3,3%, mentre l'inflazione è vista al 28,5%
Diya Poddar
08 set 2025, 10:09 AM
  • La banca centrale ha iniziato i tagli dei tassi a luglio, ma rimane cauta.
  • Il disavanzo di bilancio è previsto al 3,6% del PIL, superiore alle stime passate.
  • Introdotte nuove tasse per finanziare gli sforzi di ricostruzione post-terremoto.

Bloomberg riferisce che la Turchia ha rivisto bruscamente la sua economia, segnalando un cambiamento di politica che pone la stabilità dei prezzi davanti a una rapida crescita.

Il nuovo programma a medio termine del governo, presentato domenica, prevede che il prodotto interno lordo (PIL) si espanderà del 3,3% nel 2025, inferiore all'obiettivo di crescita del 4% fissato un anno prima.

Anche le previsioni per il 2026 sono state ridotte al 3,8%, rispetto al precedente 4,5%.

Gli aggiustamenti arrivano mentre i responsabili politici sono alle prese con un'inflazione più di sei volte superiore all'obiettivo ufficiale del 5%, costringendo a un equilibrio tra il raffreddamento dei prezzi e il mantenimento dell'economia da 1,4 trilioni di dollari fuori dalla recessione.

Le aspettative di crescita scendono al di sotto della media di lungo periodo

L'espansione rivista del 3,3% per il 2025 è inferiore al ritmo medio del 5% registrato dalla Turchia negli ultimi due decenni.

Sebbene questa stima sia leggermente superiore al 3,5%, secondo gli esperti, sottolinea un allontanamento significativo dalle ambizioni precedenti.

Il governo sembra ora disposto a sacrificare un po' di slancio della crescita per frenare l'inflazione. Ciò segnala un cambiamento rispetto alle politiche che in precedenza si basavano su una forte domanda dei consumatori e sul credito a basso costo per guidare l'espansione.

La banca centrale turca ha iniziato a tagliare i tassi di interesse a luglio, una mossa che dovrebbe continuare gradualmente, ma qualsiasi allentamento rimarrà cauto per evitare un peggioramento della pressione inflazionistica.

Inflazione prevista al 28,5% nel 2025

Il Programma a Medio Termine ha apportato un importante aggiustamento alle aspettative di inflazione. Si prevede che i prezzi al consumo chiuderanno il 2025 al 28,5%, rispetto alla stima del 17,5% fatta lo scorso anno.

Guardando al futuro, l'inflazione dovrebbe scendere al 16% nel 2026, rivisto al rialzo rispetto alla precedente previsione del 9,7%.

La nuova guidance è sostanzialmente in linea con le proiezioni di agosto della banca centrale, che collocavano l'inflazione di fine 2025 nell'intervallo tra il 25% e il 29%.

Se da un lato ciò indica che i responsabili politici sono allineati, dall'altro evidenzia quanto sia stata persistente la crescita dei prezzi nonostante le rigide misure monetarie e fiscali.

Le aspettative delle famiglie rimangono elevate e il comportamento di spesa non è rallentato tanto quanto previsto dalle autorità.

Aumento del disavanzo di bilancio e dei costi di ricostruzione

Oltre alle revisioni della crescita e dell'inflazione, la Turchia ha alzato le sue previsioni per il disavanzo di bilancio. Il deficit dovrebbe ora essere del 3,6% del PIL nel 2025, mezzo punto percentuale in più rispetto alle previsioni precedenti.

L'ampliamento del divario riflette l'aumento della spesa pubblica, in particolare per gli sforzi di ricostruzione nel sud-est dopo i devastanti terremoti del 2023.

Il ministro del Tesoro e delle Finanze Mehmet Simsek ha introdotto nuove tasse su famiglie e imprese per soddisfare le maggiori richieste fiscali.

Se da un lato queste misure mirano a stabilizzare le finanze pubbliche, dall'altro aumentano la pressione sui consumatori e sulle imprese già alle prese con costi di finanziamento più elevati.

Imprese e famiglie sotto pressione

La strategia del governo per ristabilire l'equilibrio economico ha messo le imprese e le famiglie in condizioni difficili. Le aziende riferiscono che gli alti tassi di interesse hanno eroso in modo significativo i profitti, limitando la capacità di investimento.

Allo stesso tempo, le famiglie continuano ad aspettarsi un'inflazione elevata, che sostiene consumi più alti del previsto e complica il compito dei responsabili politici di rallentare la domanda.

Questo ciclo illustra la sfida per Ankara: un allentamento troppo rapido delle condizioni monetarie potrebbe riaccendere la crescita dei prezzi, ma mantenere alti i costi di finanziamento rischia di soffocare gli investimenti e alimentare il malcontento.

Con gli obiettivi di crescita ridimensionati e le previsioni di inflazione più elevate, la Turchia sta entrando in un periodo in cui la politica si concentra fermamente sulla stabilizzazione, anche se ciò significa rompere con anni di espansione più rapida.