Inflazione UK al massimo da quattro mesi: bollette energetiche riaccendono il rischio tassi

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Acquistare GBP a breve termine solo se è possibile esprimerlo tramite uno spread sui tassi: andare long su GBP vs JPY (ad es. GBPJPY) o comprare GBP su un riprezzamento più restrittivo. L'articolo riapre la possibilità di un altro rialzo della BoE mentre il mercato del lavoro si raffredda, creando un'impostazione a due vie in cui la narrativa sui tassi a breve termine domina l'FX nel breve periodo.
Rischio chiave: Un chiaro rallentamento della crescita o stress del credito costringe la BoE a tagliare prima di quanto il mercato si aspetti, e la GBP si deprezza nonostante il dato sull'inflazione.
Vendere il rischio tassi UK: posizioni corte sui Gilts UK a 2 anni (ad es. tramite futures come TY/2Y o un ETF che replica i titoli di stato britannici a 2 anni). Il CPI di luglio è trainato dall'energia ma mantiene aperta l'ipotesi di un rialzo dei tassi, e la BoE avverte esplicitamente che l'inflazione potrebbe superare il 3% più avanti quest'anno. Il mercato riprezzerebbe la propensione a una politica più restrittiva nel breve termine, facendo salire i rendimenti sul fronte corto.
Rischio chiave: L'inflazione energetica svanisce rapidamente e non si manifestano effetti di secondo giro su salari/servizi, costringendo la BoE a tornare verso tagli e annientando la posizione corta.
- L'inflazione nel Regno Unito sale al 2,9% mentre le bollette di luglio mettono nuovamente sotto pressione le famiglie.
- Il rialzo del 13% del price cap di Ofgem alimenta la pressione più marcata sull'inflazione britannica.
- Dati sul lavoro più deboli nel Regno Unito complicano il caso per un rialzo dei tassi della Banca d'Inghilterra.
L'inflazione nel Regno Unito è accelerata a luglio, poiché un forte aumento dei costi energetici per le famiglie ha spinto il tasso headline oltre l'obiettivo della Banca d'Inghilterra, riaprendo il dubbio se i responsabili di politica monetaria dovranno alla fine rialzare i tassi di interesse.
L'indice dei prezzi al consumo è salito del 2,9% rispetto a un anno prima, da 2,6% a giugno e in linea con le attese degli economisti. L'aumento porta l'inflazione al livello più alto da marzo.
Gli ultimi dati sottolineano quanto rapidamente sia cambiato il quadro dell'inflazione britannica.
Le pressioni sui prezzi si erano allentate all'inizio dell'anno, ma i maggiori costi energetici legati al conflitto in Medio Oriente hanno ora iniziato a riflettersi più visibilmente sulle bollette delle famiglie.
Le bollette energetiche guidano il rimbalzo di luglio
La maggiore pressione è venuta dall'energia domestica. Ofgem ha aumentato il suo price cap del 13% a partire dal 1° luglio dopo che i prezzi all'ingrosso del gas sono aumentati a causa del conflitto in Medio Oriente.
I costi del gas hanno subito l'impatto maggiore.
Ofgem ha dichiarato che le bollette del gas sotto il price cap sono aumentate di circa il 24%, rispetto a circa il 5% per l'elettricità.
La sua misura pubblicata della bolletta annua tipica è salita a £1.862 da £1.641 secondo il precedente benchmark di consumo.
Questo è rilevante per la Banca d'Inghilterra perché la politica monetaria non può impedire lo shock iniziale dei prezzi dell'energia importata.
La preoccupazione maggiore è se tali costi inizieranno a trasmettersi ai salari, ai prezzi dei servizi e alle aspettative di inflazione, trasformando uno shock esterno in un'inflazione domestica più persistente.
La Banca d'Inghilterra affronta una scelta sui tassi più difficile
La Banca ha mantenuto il tasso di politica monetaria al 3,75% a luglio con un voto di 6-3, con tre membri del Comitato di politica monetaria a favore di un aumento.
Ha avvertito che l'inflazione probabilmente supererà il 3% più avanti nell'anno, man mano che i maggiori costi energetici si trasmetteranno all'economia.
La lettura di luglio quindi mantiene aperta l'ipotesi di un nuovo rialzo dei tassi, anche se non risolve il dibattito.
La Banca deve bilanciare il rischio che l'inflazione si radichi con i segnali che la domanda interna sottostante e il mercato del lavoro stanno perdendo slancio.
La tensione si è accentuata perché l'ultimo aumento dell'inflazione è in gran parte guidato dall'energia, e non prova a una più ampia ripresa delle pressioni sui prezzi.
Gli economisti si aspettano ancora, in linea generale, che la Banca resti cauta a meno che i maggiori costi energetici non comincino a generare effetti di secondo giro più forti.
Un mercato del lavoro in raffreddamento potrebbe frenare la Banca
I nuovi dati sull'occupazione pubblicati martedì hanno dato ai responsabili di politica monetaria un motivo per aspettare.
La disoccupazione nel Regno Unito si è attestata al 4,9% nei tre mesi fino a giugno, mentre i posti vacanti sono scesi a 707.000 nei tre mesi fino a luglio.
La crescita della retribuzione regolare nel settore privato è rallentata al 2,8%, il ritmo più debole dal 2020. La crescita dei salari del settore pubblico è rimasta molto più sostenuta al 6,1%, in parte a causa del calendario degli aumenti salariali del NHS.
Questi numeri complicano il caso per un immediato rialzo dei tassi.
Un mercato del lavoro più debole dovrebbe gradualmente ridurre l'inflazione generata internamente, anche se le famiglie affrontano una nuova stretta legata all'energia.
Per i consumatori, tuttavia, il quadro immediato è meno confortevole. L'inflazione si sta allontanando ulteriormente dall'obiettivo del 2% della Banca proprio mentre i costi delle utenze aumentano di nuovo.
I prossimi mesi determineranno se luglio sarà un temporaneo contraccolpo trainato dall'energia o l'inizio di un problema d'inflazione più persistente.

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