L'impegno di investimento della Corea del Sud da 350 miliardi di dollari negli Stati Uniti affronta nuove tensioni dopo il raid sull'immigrazione

L'impegno di investimento della Corea del Sud da 350 miliardi di dollari negli Stati Uniti affronta nuove tensioni dopo il raid sull'immigrazione
Diya Poddar
17 set 2025, 09:04 AM
  • Il raid dell'immigrazione in Georgia ha arrestato oltre 300 lavoratori coreani.
  • I lavoratori sono tornati a Seoul, suscitando preoccupazioni politiche.
  • I tagli tariffari al 15% attendono ancora l'ordine esecutivo di Trump.

L'impegno multimiliardario di investimenti della Corea del Sud agli Stati Uniti è entrato in una fase tesa, mentre i negoziati continuano a Washington a seguito di un raid sull'immigrazione senza precedenti che ha sollevato preoccupazioni sul trattamento dei lavoratori coreani.

L'impegno di 350 miliardi di dollari, annunciato per la prima volta a luglio, aveva lo scopo di rafforzare le relazioni commerciali e garantire riduzioni tariffarie sulle automobili e sui componenti sudcoreani.

Ma la detenzione di oltre 300 lavoratori coreani in uno stabilimento Hyundai Motor Co.-LG Energy Solution Ltd. in Georgia ha scatenato un dibattito a Seoul sulla fattibilità dell'esborso, soprattutto perché persiste l'incertezza tariffaria.

Il raid sull'immigrazione sposta l'attenzione nei negoziati commerciali

Il raid sull'immigrazione in Georgia, che ha temporaneamente arrestato centinaia di lavoratori coreani, ha gettato un'ombra sui colloqui.

Mentre i lavoratori sono stati successivamente rilasciati e riportati a Seoul, l'incidente ha spinto i negoziatori commerciali della Corea del Sud a rivalutare il modo in cui gli Stati Uniti gestiscono la manodopera straniera nei principali siti di investimento.

Il ministro del Commercio Yeo Han-koo ha discusso con il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer martedì, giorni dopo l'incontro del ministro dell'Industria Kim Jung-kwan con il segretario al Commercio Howard Lutnick.

Entrambi gli incontri hanno seguito il volo di ritorno dei lavoratori detenuti, con Seoul che ha segnalato che avrebbe affrontato con fermezza la questione durante i negoziati in corso.

Il presidente Lee Jae Myung ha avvertito la scorsa settimana che l'incidente dell'immigrazione potrebbe influenzare i futuri investimenti diretti coreani negli Stati Uniti.

Yeo ha sottolineato che la gestione del raid è stata eccessiva, aggiungendo che Seoul avrebbe fatto pressioni per una maggiore protezione per le aziende coreane che operano all'estero.

L'incertezza tariffaria al centro dei negoziati

Al centro dei negoziati c'è l'accordo tariffario del 15% sulle merci sudcoreane, riaffermato in un vertice della Casa Bianca il mese scorso.

Tuttavia, la mancanza di un ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump per formalizzare la riduzione delle tariffe automobilistiche ha lasciato i funzionari coreani cauti.

Attualmente, le esportazioni di auto sudcoreane devono affrontare tariffe più elevate rispetto al Giappone, ponendo Seoul in una posizione di svantaggio competitivo nel mercato statunitense.

Gli Stati Uniti hanno fatto pressioni per un accordo in stile giapponese, simile all'impegno di investimento di 550 miliardi di dollari fatto dal Giappone.

Seoul ha resistito, con i funzionari che hanno notato la disparità economica tra i due paesi e il potenziale impatto sul mercato dei cambi della Corea del Sud.

Kim Yong-beom, direttore della politica nazionale presso l'ufficio presidenziale, ha sottolineato che la Corea del Sud non può accettare condizioni identiche, evidenziando le differenze strutturali tra le due economie.

Impatto economico dell'esborso di 350 miliardi di dollari

Mentre gli Stati Uniti vedono l'impegno come un percorso per cementare legami economici bilaterali più forti, i critici di Seoul sostengono che l'impegno di 350 miliardi di dollari supera i benefici.

Secondo Bloomberg, alcuni funzionari ed economisti ritengono che l'entità dell'esborso potrebbe gravare sull'economia della Corea del Sud più del costo potenziale dei dazi statunitensi.

Dean Baker, economista senior presso il Center for Economic and Policy Research, ha affermato che pagare tariffe più elevate potrebbe in definitiva essere meno costoso che soddisfare la domanda degli Stati Uniti.

Ha stimato che una tariffa del 25% ridurrebbe il PIL della Corea del Sud di appena lo 0,7% a causa delle esportazioni perse, rispetto al costo molto più elevato del pacchetto di investimenti proposto.

Questo calcolo economico ha intensificato il dibattito in Corea del Sud sull'opportunità di procedere con l'accordo.

Alcuni responsabili politici temono che un deflusso così elevato di fondi possa sconvolgere l'economia nazionale e limitare la flessibilità del governo nel sostenere le industrie locali.

L'equilibrio di Seoul tra commercio e politica

Gli incontri consecutivi a Washington evidenziano la determinazione della Corea del Sud a finalizzare l'accordo, ma sottolineano anche la sua posizione cauta.

Il ministro del Commercio Yeo Han-koo dovrebbe tornare a Seoul questa settimana dopo aver insistito per ottenere garanzie che gli interessi delle aziende sudcoreane saranno protetti.

La gestione del raid in Georgia è diventata un punto critico, con i funzionari di Seoul che sottolineano che giocherà sulla fiducia che possono riporre negli Stati Uniti come partner di investimento a lungo termine.

Mentre i negoziati continuano, la Corea del Sud si trova di fronte a un complesso atto di equilibrio.

Il paese sta valutando l'importanza strategica di approfondire i suoi legami economici con gli Stati Uniti rispetto al rischio di impegnare fondi che potrebbero non fornire rendimenti proporzionali.

Con l'applicazione dei dazi irrisolta e le sensibilità politiche in aumento dopo il raid sull'immigrazione, l'impegno di 350 miliardi di dollari rimane un test fondamentale della strategia commerciale di Seoul.