Il divario salariale si allarga per le madri tedesche a causa del forte calo del reddito post-parto

Il divario salariale si allarga per le madri tedesche a causa del forte calo del reddito post-parto
Diya Poddar
24 ott 2025, 09:51 AM
  • Un nuovo studio di ZEW e Tilburg rileva che le madri guadagnano 30.000 euro in meno quattro anni dopo la nascita.
  • Le stime precedenti suggerivano una perdita di 20.000 euro, rivelando una maggiore disuguaglianza di reddito.
  • Le donne sotto i 30 anni affrontano una carriera più ripida a lungo termine e battute d'arresto salariali.

La perdita di reddito per le donne tedesche dopo il parto è molto più grave di quanto si pensasse in precedenza, secondo un rapporto di Reuters che ha pubblicato un nuovo studio del Leibniz Centre for European Economic Research (ZEW) e dell'Università di Tilburg.

Quattro anni dopo il parto, le madri guadagnano quasi 30.000 euro in meno rispetto alle donne senza figli, un dato che sottolinea come la maternità continui a influenzare la stabilità finanziaria e la crescita professionale delle donne.

Le stime precedenti avevano stimato la perdita a circa 20.000 euro, ma i nuovi dati rivelano che la penalizzazione salariale legata alla maternità è molto più profonda e complessa.

Le madri più giovani affrontano battute d'arresto più ripide nella carriera

Lo studio, che ha analizzato i dati di 186.000 madri, mostra che l'impatto economico del parto varia in modo significativo a seconda di quando una donna diventa madre.

Coloro che hanno il loro primo figlio prima di compiere 30 anni sperimentano i cali professionali e finanziari più bruschi. I ricercatori spiegano che le madri più giovani spesso perdono gli anni critici all'inizio della carriera, quando la crescita dei salari e le promozioni sono più rapide.

La mancanza di questa "fase formativa" non solo ritarda la loro progressione, ma ha anche effetti duraturi sui guadagni di una vita.

Al contrario, le donne che diventano madri più tardi nella vita hanno in genere carriere più consolidate, con stipendi più alti e un impiego più stabile prima di prendere il congedo di maternità.

Sebbene il loro reddito possa diminuire in termini assoluti a causa della riduzione dell'orario di lavoro, sono in una posizione migliore per tornare alla forza lavoro e recuperare professionalmente nel tempo.

La penalizzazione della maternità persiste nonostante il sostegno politico

La ricerca evidenzia una persistente penalizzazione della maternità che rimane profondamente radicata nel mercato del lavoro tedesco, nonostante le ampie politiche familiari come i benefici del congedo parentale e il sostegno all'infanzia.

Secondo i risultati, il divario retributivo di genere si amplia in modo significativo dopo il parto, con le madri che continuano a guadagnare molto meno dei padri o delle donne senza figli anni dopo il parto.

Parte del problema, osserva il rapporto, deriva dai modelli di lavoro part-time.

Molte madri, in particolare quelle con bambini piccoli, optano per lavori part-time o interruzioni di carriera per bilanciare i doveri familiari, una scelta che spesso si traduce in una crescita salariale più lenta e in limitate opportunità di avanzamento.

Anche quando tornano a lavorare a tempo pieno, i loro stipendi tendono a rimanere indietro rispetto a quelli dei loro colleghi maschi e dei colleghi senza figli.

I fattori strutturali e culturali aggravano le disuguaglianze

Anche le tradizioni di lunga data della Germania in materia di famiglia e lavoro giocano un ruolo nel perpetuare questo divario di reddito.

Sebbene la disponibilità di servizi di assistenza all'infanzia sia migliorata negli ultimi anni, le aspettative sociali spesso pongono ancora l'onere dell'assistenza sulle donne.

I risultati dello studio ZEW suggeriscono che le riforme strutturali da sole, come l'estensione dell'orario di assistenza all'infanzia o del congedo parentale, potrebbero non essere sufficienti a colmare il divario a meno che non siano accompagnate da cambiamenti culturali più ampi che normalizzino le responsabilità condivise di assistenza.

I ricercatori hanno anche scoperto che i datori di lavoro possono considerare le donne tra i 20 e i 30 anni come un "rischio materno" più elevato, influenzando le decisioni di assunzione e promozione. Questi pregiudizi possono limitare l'accesso delle donne a ruoli ben retribuiti anche prima di avere figli, amplificando la disuguaglianza nel tempo.

Implicazioni più ampie per l'uguaglianza della forza lavoro

I dati della ZEW e dell'Università di Tilburg si aggiungono alla crescente evidenza che la maternità rimane un fattore determinante nella disuguaglianza di genere.

Poiché i responsabili politici di tutta Europa spingono per una maggiore partecipazione femminile al lavoro per compensare l'invecchiamento della popolazione, sarà fondamentale comprendere e affrontare i costi economici nascosti della maternità.

Gli esperti suggeriscono che le aziende e i governi potrebbero contribuire a mitigare queste perdite creando opzioni di lavoro più flessibili, promuovendo la parità di congedo parentale tra uomini e donne e garantendo un reinserimento più agevole nella forza lavoro per le neomamme.

Senza tali misure, il divario salariale a lungo termine potrebbe scoraggiare le giovani donne dal mettere su famiglia o perseguire una carriera a tempo pieno, una sfida con conseguenze sia sociali che economiche.