La Cina cerca di rafforzare i legami dell'ASEAN al vertice della Malesia tra le tensioni tariffarie degli Stati Uniti
- L'espansione del RCEP emerge come la risposta di Pechino alla pressione commerciale occidentale.
- L'Europa e il Giappone si confrontano con la Cina sui limiti all'esportazione di terre rare.
- Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale complicano la spinta diplomatica della Cina.
La Cina ha intensificato la sua spinta per la cooperazione commerciale regionale in un vertice della Malesia oscurato dai forti dazi statunitensi, cercando di posizionarsi come forza stabilizzatrice per le economie asiatiche che navigano tra venti contrari protezionistici.
Mentre Washington ha riaffermato la sua posizione sui dazi durante il tour di cinque giorni in Asia del presidente Donald Trump, Pechino ha lavorato per espandere la sua influenza attraverso la diplomazia multilaterale e le partnership commerciali strategiche.
Gli incontri hanno segnato un momento cruciale negli sforzi della Cina per rafforzare i legami con l'Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN) e le economie alleate, sottolineando la sua ambizione di plasmare un ordine commerciale regionale più integrato e meno dipendente dagli Stati Uniti.
La strategia regionale della Cina guadagna slancio
Al vertice della Malesia, a cui hanno partecipato i leader dell'ASEAN, del Brasile, del Canada, del Giappone e del Consiglio europeo, Reuters riferisce che la Cina ha invitato gli Stati membri a mantenere il libero scambio e a respingere il protezionismo.
Il premier Li Qiang ha esortato i paesi a salvaguardare la stabilità in Asia orientale attraverso l'impegno multilaterale e l'adesione ai principi dell'Organizzazione mondiale del commercio, in linea con l'obiettivo a lungo termine della Cina di guidare la resilienza della catena di approvvigionamento in tutta la regione.
Nel frattempo, durante la sua visita, il presidente Trump ha supervisionato quattro accordi quadro commerciali regionali e un patto di cessate il fuoco allargato tra Cambogia e Thailandia.
Tuttavia, nessuno di questi accordi ha allentato le tariffe sulle merci provenienti da Cambogia, Malesia, Thailandia o Vietnam. Reuters afferma che la Casa Bianca ha confermato che le tariffe rimarranno in vigore nonostante i rinnovati sforzi di cooperazione.
Pechino ha capitalizzato il vuoto lasciato dalla politica protezionistica di Washington, portando avanti le discussioni sui corridoi commerciali senza dazi e sui legami di produzione regionali.
Con i negoziatori statunitensi in partenza anticipata per il Giappone, i funzionari cinesi hanno colto l'opportunità per consolidare il terreno diplomatico e rafforzare la loro influenza economica all'interno dell'ASEAN.
Il RCEP guida l'influenza della Cina in Asia
Il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP) – un patto commerciale sostenuto dalla Cina che comprende 10 nazioni dell'ASEAN insieme ad Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud – è emerso come punto focale del vertice.
Rappresentando circa il 30% del PIL globale, il RCEP rimane il più grande blocco commerciale del mondo e un pilastro centrale della strategia regionale della Cina.
I partecipanti hanno evidenziato i piani per accelerare l'inclusione di nuovi membri e migliorare la cooperazione nelle catene di approvvigionamento, nel commercio digitale e nella logistica.
Gli esperti hanno osservato che il RCEP potrebbe fungere da contrappeso all'agenda commerciale di Washington basata sui dazi, offrendo alle economie dell'Asia-Pacifico una piattaforma per l'integrazione del mercato e la contrattazione collettiva.
Secondo il rapporto di Reuters, anche il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva si è impegnato in colloqui commerciali con Trump, rivelando in seguito che le discussioni hanno aperto la porta a un accordo più favorevole sulle esportazioni brasiliane che attualmente devono affrontare tariffe fino al 50%.
I suoi commenti hanno sottolineato il contesto più ampio del vertice: le economie in via di sviluppo cercano flessibilità da entrambe le grandi potenze in mezzo all'intensificarsi dei riallineamenti commerciali.
I partner occidentali sollevano preoccupazioni sul controllo delle esportazioni
Il vertice ha anche messo in luce le crescenti tensioni tra la Cina e gli alleati occidentali sulle catene di approvvigionamento di minerali critici.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha incontrato il premier Li Qiang per esprimere preoccupazione per l'espansione dei controlli sulle esportazioni di materie prime chiave utilizzate nei veicoli elettrici e nelle tecnologie rinnovabili.
Costa ha esortato il ripristino di flussi commerciali prevedibili per salvaguardare la stabilità industriale e la transizione energetica dell'Europa.
Il Giappone ha fatto eco a queste preoccupazioni, sottolineando che la Cina controlla oltre il 90% della produzione globale di terre rare . Tokyo ha criticato le restrizioni alle esportazioni di Pechino, avvertendo che tali misure minacciano le catene di approvvigionamento globali e contraddicono le richieste della Cina per un commercio aperto.
Queste discussioni riflettevano un crescente scollamento tra la retorica cinese del libero scambio e la sua gestione strategica delle risorse essenziali.
Le tensioni nel Mar Cinese Meridionale mettono in ombra gli sforzi commerciali
Nonostante i progressi nella diplomazia commerciale, le tensioni territoriali persistevano. Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr ha condannato le attività della Cina nel Mar Cinese Meridionale, citando ripetuti incidenti che hanno messo in pericolo le navi e il personale filippino.
Il ministero degli Esteri di Pechino ha risposto che le Filippine hanno violato i diritti marittimi e provocato scontri.
La disputa ha evidenziato il delicato equilibrio che Pechino deve affrontare tra la proiezione della leadership economica e l'affrontare le preoccupazioni per la sicurezza regionale.
Mentre iniziative come il RCEP promuovono la cooperazione, le controversie marittime in corso continuano a minare la fiducia e complicano la candidatura della Cina per un'influenza regionale incontrastata.
Alla conclusione del vertice, il contrasto tra il tono collaborativo della Cina e la sua assertiva posizione regionale è diventato chiaro.
Con i dazi statunitensi che continuano a mettere a dura prova gli esportatori asiatici e gli alleati occidentali diffidenti nei confronti delle politiche di Pechino sulle risorse, l'approccio della Cina ora si basa sul mantenimento della credibilità commerciale mentre naviga nella profonda sfiducia geopolitica.
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