Il conflitto con l'UE si profila mentre l'Italia si avvia a dichiarare le riserve d'oro come proprietà statale

  • I legislatori italiani propongono di dichiarare le riserve d'oro della banca centrale da 300 miliardi di dollari come proprietà statale.
  • La BCE avverte che questa mossa potrebbe violare i trattati UE limitando l'autonomia delle banche centrali.
  • Il governo italiano consulterà la Banca d'Italia e la BCE prima di procedere.

I legislatori italiani stanno portando avanti una controversa affermazione secondo cui le riserve d'oro della banca centrale, per un valore di 300 miliardi di dollari, dovrebbero essere dichiarate proprietà statale, una mossa confermata giovedì da un senatore nonostante i timori che possa violare le normative dell'Unione Europea.

Lucio Malan, senatore del partito Fratelli d'Italia della Premier Ministro Giorgia Meloni, ha dichiarato a Radio 24 che lo scopo dell'iniziativa era garantire che le riserve d'oro non vengano usate in modo improprio in futuro, secondo un rapporto Reuters.

Malan ha detto:

Terzo magazzino più grande

La Banca d'Italia detiene una delle riserve nazionali d'oro più consistenti al mondo, classificandosi come il terzo più grande deposito a livello globale, superato solo da Stati Uniti e Germania.

Questa impressionante riserva ammonta a 2.452 tonnellate metriche d'oro.

Per mettere in prospettiva la sua importanza economica, questa quantità di oro equivale a circa il 13% della produzione nazionale italiana, sottolineandone l'importanza per la situazione finanziaria e la stabilità percepita della nazione.

Tuttavia, la proprietà legale e il controllo di questa vasta riserva aurifera sono recentemente diventati oggetto di dibattito politico all'interno del governo italiano.

È in corso una significativa mossa legislativa che mira a chiarire formalmente la proprietà dell'oro.

In particolare, il senatore Guido Quintino Malan, insieme a un gruppo di altri quattro membri del partito, ha presentato un emendamento al bilancio proposto per il 2026.

Questa modifica afferma un cambiamento fondamentale nello status giuridico delle riserve, affermando esplicitamente che "le riserve d'oro, gestite e detenute dalla Banca d'Italia, appartengono allo Stato, per conto del popolo italiano."

Questa modifica proposta mira a stabilire in modo definitivo che l'oro sia un bene nazionale, detenuto in trust dalla banca centrale a beneficio della nazione.

Prima di procedere con qualsiasi legislazione su questa questione controversa, il governo italiano ha indicato un approccio misurato e cauto.

Un funzionario governativo, parlando con Reuters, ha confermato che l'Italia intende raccogliere pareri formali da due istituzioni finanziarie chiave: la stessa Banca d'Italia, che attualmente detiene e gestisce l'oro, e la Banca Centrale Europea (BCE), data la posizione dell'Italia come membro dell'Eurozona.

Questo processo di consultazione è un passo fondamentale, garantendo che il governo abbia considerato le potenziali implicazioni finanziarie, legali e operative del trasferimento formale della proprietà prima di emanare qualsiasi nuova legge.

Incompatibilità

La proprietà delle riserve d'oro italiane è stata una questione politica controversa da due decenni, con vari partiti che suggeriscono una possibile vendita per ridurre il debito pubblico o finanziare spese e tagli fiscali.

Tuttavia, la Banca Centrale Europea (BCE) ha precedentemente avvertito che qualsiasi tentativo di limitare l'autonomia di una banca centrale, in particolare nella gestione delle sue riserve d'oro, violerebbe i trattati dell'UE.

Lo statuto del Sistema Europeo delle Banche Centrali (ESCB) vieta esplicitamente ai banchieri centrali di ricevere istruzioni da istituzioni UE o stati membri.

Nonostante ciò, Malan ha negato che l'attuale coalizione abbia intenzione di vendere l'oro.

Invece, sosteneva che l'obiettivo del suo partito fosse semplicemente "disinnescare il rischio" della vendita delle riserve, anche se non fornì ulteriori dettagli.

Secondo il sito web della Banca d'Italia, la riserva d'oro ha due possibili scopi: può essere utilizzata come garanzia per ottenere prestiti oppure, in uno scenario di ultima istanza, può essere venduta sul mercato per acquisire euro e rafforzare il valore della valuta.