I prezzi del petrolio tornano a salire: è in arrivo un nuovo shock di offerta?

Sentiment IA: 78/100 Rialzista
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Acquistare esposizione al Brent (ad es., posizioni long sui futures UKOIL o CFD su Brent). La tesi è quella di un reale shock di offerta: il transito attraverso Hormuz è molto più basso (4.9m bpd vs 21.6m bpd) e gli attacchi nel Bab el-Mandeb/Golfo dell'Oman stanno allargando la disruption oltre un singolo punto di strozzatura. L'EIA si aspetta inoltre che le scorte continuino a registrare draw in Q3 e che le chiusure nel Medio Oriente persistano fino ad agosto, quindi il movimento è sostenuto da una stretta fisica, non solo dalle notizie.
Rischio chiave: Una rapida svolta diplomatica che ripristina le rotte marittime e porta l'EIA a ridurre la durata prevista delle restrizioni ai flussi.
Vendere i raffinatori USA (ad es., short su PSX o sotto-pesare i titoli della raffinazione in XLF). Il petrolio sta salendo rapidamente mentre i segnali sulle scorte di benzina/distillati risultano contrastanti; se il greggio resta richiesto verso $90, i margini si comprimono a meno che i prezzi dei prodotti non rincarino immediatamente. La tesi è che il rischio geopolitico persistente renda il greggio volatile e faccia salire i costi di input più rapidamente di quanto la domanda possa riaggiustare i prezzi, penalizzando l'economia della raffinazione.
Rischio chiave: I prezzi dei prodotti (benzina/distillati) aumentano più rapidamente del greggio, espandendo gli crack spread e salvaguardando i margini.
- Il Brent si avvicina a $90 mentre gli attacchi alle navi riaccendono i timori di una stretta nelle forniture petrolifere.
- Il WTI supera $83 mentre i rischi legati a Hormuz e al Mar Rosso si intensificano per i mercati petroliferi.
- L'aumento delle scorte di greggio USA potrebbe limitare i rialzi mentre i trader attendono il rapporto ufficiale dell'EIA.
I prezzi del petrolio hanno ulteriormente esteso il loro rally mercoledì, mentre attacchi alle navi in due dei corridoi commerciali più importanti del Medio Oriente hanno alimentato il timore che le interruzioni dell'offerta possano durare più a lungo di quanto i mercati sperassero.
Il Brent è salito di 72 centesimi a $89,63 al barile, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato 71 centesimi a $83,91.
Entrambi i benchmark avevano già chiuso martedì oltre $1 in rialzo, dopo un balzo di circa il 5% lunedì.
L'aumento riflette un mercato che sta nuovamente pagando un premio per il rischio geopolitico, mentre i negoziati USA-Iran restano bloccati e il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz rimane fortemente limitato.
Gli attacchi alle navi trasformano la diplomazia in un problema di approvvigionamento
La mossa più recente è seguita ad attacchi distinti che hanno coinvolto le forze Houthi allineate all'Iran e i militari statunitensi, ampliando il rischio oltre lo stesso Hormuz.
Quattro membri dell'equipaggio sono stati uccisi quando la nave di proprietà egiziana Tihamah è stata colpita vicino allo Stretto di Bab el-Mandeb, mentre due soccorritori sono rimasti uccisi in un attacco successivo.
I militari statunitensi hanno inoltre neutralizzato la nave battente bandiera panamense Vela Nova nel Golfo dell'Oman, dopo aver affermato che la nave aveva tentato di violare un blocco sui porti iraniani.
Questi incidenti sono significativi perché le rotte marittime alternative stanno diventando meno sicure mentre Hormuz rimane compromesso.
La U.S. Energy Information Administration (EIA) stima che solo 4.9 million barrels a day of crude and petroleum liquids moved through Hormuz in the second quarter, down from 21.6 million barrels a day in the final quarter of 2025.
L'analista di Infinox Thadeu Dos Santos prevede che la volatilità del petrolio resterà elevata a meno che la diplomazia non produca una svolta netta, riflettendo il crescente scetticismo sul fatto che le sole dichiarazioni politiche possano ripristinare i flussi normali mentre le navi affrontano minacce dirette alla sicurezza.
La stretta fisica sostiene il Brent
Le ultime prospettive dell'EIA mostrano quanto l'interruzione abbia modificato il quadro dell'offerta.
Stima che 5.5 million barrels a day of Middle East production was shut in during July and assumes Hormuz traffic will remain severely constrained through August before improving gradually from September.
L'agenzia prevede che le scorte mondiali di petrolio diminuiranno in media di 3.8 million barrels a day in the third quarter.
Prevede che il Brent registrerà in media circa $85 in questo trimestre, $11 in più rispetto alle precedenti previsioni, per poi scendere a $78 nel quarto trimestre man mano che le rotte commerciali e la produzione si ristabiliranno.
Questo suggerisce che il rialzo non è guidato solo da un premio per il timore. La produzione persa e le scorte esaurite stanno fornendo a Brent e WTI un sostegno fisico più solido.
C'è ancora un freno nel breve termine. I dati dell'American Petroleum Institute hanno indicato un aumento inatteso di 9.1 million-barrel increase in US crude inventories last week.
Le scorte di benzina e di distillati sono però diminuite, lasciando i trader in attesa dei dati ufficiali dell'EIA.
Il rischio inflazione rende il greggio sensibile a ogni notizia
I trader del petrolio stanno inoltre monitorando i dati sui prezzi al consumo degli USA in arrivo mercoledì, perché un movimento sostenuto del Brent verso $90 potrebbe complicare le prospettive di inflazione della Federal Reserve.
Gli economisti si attendono che l'IPC (indice dei prezzi al consumo) di luglio aumenti dello 0,1% rispetto a giugno e del 3,4% su base annua. L'inflazione core è prevista allo 0,2% per il mese e al 2,5% su base annua.
L'ultima impennata del petrolio non sarà completamente riflessa in quel rapporto, ma i guadagni energetici persistenti potrebbero alzare le aspettative di inflazione e riaprire la prospettiva di una politica monetaria più restrittiva.
Questo crea un rischio a doppio senso per il greggio. Tassi più elevati potrebbero alla fine indebolire la domanda, mentre un ulteriore deterioramento della sicurezza a Hormuz o Bab el-Mandeb potrebbe restringere l'offerta più rapidamente di quanto la domanda possa reagire.
Per ora, il rischio di offerta prevale. Con gli attacchi alle navi che si stanno diffondendo su più rotte e l'EIA che non prevede più un rapido ritorno alla normalità, l'avvicinamento del Brent ai $90 sembra più una rivalutazione della durata possibile delle interruzioni che un breve picco geopolitico.

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