Perché gli analisti consigliano pazienza con Nike, nonostante le vendite in Cina siano crollate le azioni

  • Nike ha superato le stime di ricavi e utili ma ha registrato un calo del 32% del profitto trimestrale.
  • Le vendite in Cina sono diminuite del 17%, aumentando le preoccupazioni degli investitori per la ristrutturazione.
  • Tariffe più alte e vendite dirette al consumatore più deboli hanno ridotto i margini.

Il colosso dell'abbigliamento sportivo Nike ha riportato venerdì un forte calo degli utili del secondo trimestre, oscurando ricavi e utili migliori del previsto e facendo calare le sue azioni di oltre il 10% nelle operazioni pre-mercato, mentre gli investitori si concentrano sulla crescente pressione dalla Cina e sull'aumento dei costi.

La società ha registrato un fatturato di 12,43 miliardi di dollari per il trimestre terminato il 30 novembre, in aumento leggermente rispetto all'anno precedente e superiore alle aspettative degli analisti di 12,21 miliardi di dollari, secondo FactSet.

Nike ha riportato un utile netto di 792 milioni di dollari, ovvero 53 centesimi per azione, superando comodamente le previsioni di 39 centesimi.

Tuttavia, il profitto è diminuito del 32% rispetto a 1,16 miliardi di dollari, ovvero 78 centesimi per azione, dell'anno fa.

La forte reazione del mercato riflette la preoccupazione che le sfide operative di Nike, in particolare in Cina, si stiano rivelando più persistenti di quanto gli investitori sperassero, anche se i risultati hanno superato le stime.

La debolezza della Cina pesa sul sentimento

Le vendite in Cina sono diminuite del 17% nel trimestre, accelerando rispetto a un calo del 9% nel primo trimestre.

La regione, che rappresenta circa il 15% dei ricavi di Nike, rimane la sfida più urgente dell'azienda.

L'amministratore delegato Elliott Hill ha dichiarato durante la telecronista post-utili che Nike deve "resettare il nostro approccio al mercato cinese", riconoscendo che la ripresa sta durando più del previsto.

Hill ha detto che l'azienda ha sottoinvestito nel rinnovare la rete di negozi in Cina, limitando il traffico pedonale.

Ha inoltre evidenziato i vincoli strutturali nel modello retail monobrand del paese, che riducono la capacità di Nike di replicare il dominio multicanale di cui gode negli Stati Uniti.

Le performance digitali in Cina sono state particolarmente deboli, con le vendite online crollate del 36% in un contesto di concorrenza sempre più intensa da parte di marchi nazionali come Anta e Li-Ning.

Margini compressi da dazi e bonifica delle scorte

Anche la redditività di Nike è stata colpita dalla pressione dei margini. Il margine lordo è diminuito di tre punti percentuali, principalmente a causa dei dazi più alti in Nord America.

Le vendite dirette al consumatore, che solitamente hanno margini più alti, sono diminuite dell'8% con il calo del traffico sia online che nei negozi.

L'azienda ha inoltre adottato misure per svuotare il vecchio inventario e rinnovare la sua gamma di prodotti, comprimendo ulteriormente i margini nel breve termine.

L'analista di Zacks David Bartosiak ha descritto il segmento direct-to-consumer come un "problema infantile", evidenziando i rischi di esecuzione in corso.

Nonostante la pressione, Hill ha detto che la ripresa di Nike sarà irregolare.

"Il nostro ritorno continua a muoversi a ritmi diversi", ha detto agli investitori.

"Non sarà una linea retta, ma stiamo agendo con decisione per accelerare le aree in ritardo, con la Cina in cima a quella lista."

Consenso degli analisti: costruttivamente ottimista, con pazienza

Nike ha registrato una domanda più sana in altre regioni.

I ricavi in Nord America sono aumentati del 9% rispetto all'anno precedente, mentre Europa, Medio Oriente e Africa hanno registrato una crescita del 3%, contribuendo a compensare la debolezza in Asia.

Gli analisti restano divisi sulle prospettive.

Jefferies, che valuta il titolo come acquisto con un prezzo obiettivo di 110 dollari, ha affermato che gli sforzi di Nike per semplificare il mercato e resettare il portafoglio prodotti stanno aiutando a ricostruire la fiducia dei partner e a gettare le basi per una crescita a lungo termine.

KeyBanc, che ha un rating di sovrappeso e un prezzo obiettivo di 90 dollari, ha affermato che le iniziative "Win Now" dell'azienda dovrebbero sostenere una ripresa più sostenibile dei ricavi e un miglioramento graduale dei margini.

Morningstar, che assegna un valore equo di 104 dollari, prevede che Nike tornerà a crescere nel tempo, citando la sua forte posizione nello sport, nell'innovazione di prodotto, nelle capacità di marketing e nelle partnership con il commercio al dettaglio.

BTIG, che valuta il titolo come un acquisto con un obiettivo di prezzo di 100 dollari, ha affermato che il calo dei margini lordi è in linea con le aspettative e dovrebbe essere visto come un passo verso il ripristino della redditività e il raggiungimento di una crescita più duratura.