Riepilogo del mercato di metà giornata USA: le azioni si avvicinano ai massimi record mentre energia e dati macroeconomici moderano un rally ampio

Riepilogo del mercato di metà giornata USA: le azioni si avvicinano ai massimi record mentre energia e dati macroeconomici moderano un rally ampio
Devesh Kumar
07 gen 2026, 20:45 PM
  • Le azioni statunitensi hanno raggiunto nuovi massimi intragiornalieri prima di raffreddarsi a metà giornata grazie a segnali economici contrastanti.
  • Le solide letture dei servizi ISM a dicembre hanno evidenziato la resilienza ma hanno contraddetto i deboli guadagni di posti di lavoro ADP.
  • Le raffinerie energetiche hanno ripreso mentre Valero cresceva grazie all'ottimismo petrolifero venezuelano, anche se i prezzi del greggio sono scesi.

I mercati azionari statunitensi sono saliti a nuovi record intraday mercoledì prima che gli investitori bloccassero i primi guadagni, lasciando il Dow in calo di circa lo 0,5% e il SandP 500 sostanzialmente stabile.

Le operazioni miste della giornata riflettevano una tensione familiare: dati economici solidi del settore dei servizi si scontravano con i dati occupazionali deboli.

Le raffinerie energetiche, guidate dall'aumento del 3% di Valero grazie all'ottimismo sull'offerta petrolifera venezuelana, hanno dato slancio al più ampio rally.

Il Nasdaq ha registrato modesti guadagni, salendo dello 0,13% a 23.578, ma il quadro più ampio ha mostrato che la cautela si è fatta sentire dopo tre giorni consecutivi di rally record.

Il percorso intraday: record e ribaltamenti

La sessione si è aperta con convinzione.

Il Dow è salito a un massimo intraday di 49.368 all'inizio della giornata, mentre il SandP 500 si è spinto verso i 7.000 grazie agli investitori che hanno applaudito il rapporto sui servizi di dicembre dell'Institute for Supply Management, che si è attestato a 54,4.

Quel massimo di 10 mesi per il PMI dei servizi segnalava una resilienza economica sottostante.

Eppure, a mezzogiorno, il rally si è fermato. Il Dow è ritirato di 240 punti chiudendo a 49.221,89, mentre il SandP 500 ha chiuso in calo di 6,9 punti a 6.937,81.

Il volume è rimasto sopra la media, ma l'ampiezza raccontava un'altra storia: i progressi hanno superato di poco i cali mentre i trader ruotavano fuori dai ciclici e passavano a giochi difensivi.

Valero Energy è salita del 3% grazie a segnalazioni secondo cui le forniture di greggio venezuelano potrebbero riprendere sotto la supervisione statunitense, alimentando una rotazione energetica più ampia che non è riuscita a sostenersi.

Tuttavia, i prezzi del greggio sono diminuiti, con il West Texas Intermediate che è sceso di 0,44 dollari a 56,69 dollari al barile, mentre i mercati hanno valutato le preoccupazioni globali per l'eccesso di offerta nonostante il titolo del Venezuela.

Azioni statunitensi a metà giornata: crescita incontra debolezza del mercato del lavoro

L'inversione del giorno dipende da due segnali che si scontrano.

I dati dei servizi ISM hanno mostrato la componente di nuovi ordini più forte (57,9) da mesi, con l'attività aziendale che è salita a 56,0, suggerendo che la spinta della produttività guidata dall'IA sta finalmente arrivando nell'economia più ampia.

Per la Fed, è incoraggiante.

Il problema: l'inflazione dei prezzi per gli input del settore dei servizi è rimasta ostinatamente elevata a 64,3, appena sotto il massimo degli ultimi 13 mesi, segnalando che i costi degli input non stanno calando così rapidamente come speravano i banchieri centrali.

Questa preoccupazione si è accentuata quando il Rapporto Nazionale sull'Occupazione dell'ADP è stato sbagliato: solo 41.000 posti di lavoro nel settore privato sono stati aggiunti a dicembre, ben al di sotto delle 45.000 previsioni.

I trader interpretano la debolezza dell'occupazione come un potenziale segnale che il mercato del lavoro si sta raffreddando più rapidamente del previsto, uno scenario che storicamente apre la strada a tagli dei tassi da parte della Fed.

Eppure l'inflazione dei servizi complicata offusca questa tesi. Se la Fed riduce i tassi mentre persistono le pressioni sui prezzi sul lato dei servizi, rischia di riaccendere un'inflazione diffusa.

La cautela del mercato è giustificata.

I rendimenti dei titoli di Stato sono rimasti stabili mercoledì mentre i trader hanno coperto le loro scommesse.

Seguiranno l'Indice dei Prezzi alla Produzione del 14 gennaio e l'Indice dei Prezzi al Consumo del 15 gennaio, offrendo segnali più chiari sul fatto che la disinflazione sia duratura o in stallo.

Per ora, gli investitori si mantengono vicino ai massimi record ma attendono chiarezza.