L'oro resta vicino a $5,200 mentre svaniscono le scommesse sulla Fed, il WGC vede margini di rialzo
L'oro si è stabilizzato intorno a $5,177 venerdì, consolidandosi all'interno del range settimanale mentre i trader valutavano il progressivo svanire delle speranze di tagli dei tassi a breve termine da parte della Federal Reserve di fronte al persistente rischio geopolitico.
Allo stesso tempo, il World Gold Council (WGC) sostiene che la recente forza del metallo è meno dovuta all'euforia e più alla domanda di copertura in un contesto di basi fragili per le attività rischiose e in un mercato che resta strutturalmente sotto-allocato all'oro.
I prezzi si consolidano, con politica e geopolitica al centro dell'attenzione
XAU/USD è rimasto vicino a $5,177 mentre i venditori difendevano l'area dei $5,200, con il metallo diretto verso il quarto guadagno settimanale consecutivo.
I mercati sono quasi certi che la Fed manterrà i tassi fermi nelle riunioni di marzo e aprile e hanno ridotto le scommesse su un taglio a giugno, poiché i funzionari segnalano che l'inflazione deve attenuarsi in modo più deciso prima di allentare la politica.
Questa riprezzatura ha sostenuto il Dollaro USA e limitato il potenziale di rialzo per il metallo.
Anche le tensioni geopolitiche restano un importante fattore di sostegno.
Il terzo round di colloqui nucleari indiretti tra USA e Iran a Ginevra si è concluso giovedì senza progressi significativi, e Washington ha aumentato la sua presenza militare nella regione.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha descritto i colloqui come "buoni" e "i più seri e lunghi", aggiungendo che ulteriori discussioni tecniche si terranno la prossima settimana a Vienna.
L'incertezza sulla politica commerciale statunitense aggiunge un ulteriore elemento, dopo che questa settimana è entrata in vigore una nuova tariffa globale del 10% a seguito di una sentenza della Corte Suprema contro il precedente ricorso ai poteri d'emergenza per imporre dazi.
Il caso del WGC per l'oro: rischi strutturali e sotto-allocazione
Nel suo rapporto "Why gold in 2026?", il WGC sostiene che nonostante i forti rendimenti delle attività rischiose, le fondamenta appaiono fragili.
Le azioni trattano a multipli prospettici elevati, gli spread creditizi sono compressi e le previsioni di consenso sul PIL implicano una resilienza che contrasta con livelli storicamente elevati di incertezza sulla politica economica.
Il consiglio afferma che questa combinazione di forte convinzione nella crescita insieme a un'incertezza estrema è un ambiente in cui l'oro tende a prosperare.
Aggiunge che le frizioni geopolitiche, gli output gap ridotti e l'inflazione persistente limitano la capacità dei policymaker di rispondere a shock futuri, rafforzando la domanda di copertura.
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Diversificazione obbligazionaria indebolita e rischi di leva in aumento
Secondo il WGC, l'oro è strategicamente sotto-allocato.
L'investimento privato in oro come quota di azioni e obbligazioni globali è di poco superiore al 2%, vicino al limite inferiore di un intervallo di allocazione ottimale del 2%–8%.
Molti portafogli istituzionali restano ancorati a una combinazione azioni-obbligazioni 60/40, lasciando all'oro solo un ruolo modesto.
Il consiglio sostiene inoltre che le obbligazioni sono meno efficaci rispetto al passato nell'attenuare le vendite sui mercati azionari.
Gli shock inflazionistici del 2022 hanno visto obbligazioni e azioni cadere insieme, indebolendo la correlazione negativa tra azioni e obbligazioni che precedentemente sosteneva la diversificazione.
Con l'inflazione core ancora sopra gli obiettivi e i deficit fiscali in espansione, la pressione al rialzo sui rendimenti potrebbe persistere, riducendo ulteriormente il valore difensivo delle obbligazioni.
Il debito è anch'esso un "fattore silenzioso".
Il debito sui margini negli USA è esploso, superando il tasso di crescita dell'S&P 500. Storicamente, aumenti annuali sproporzionati del debito sui margini rispetto ai rendimenti azionari hanno preceduto importanti mercati orso, incluso il crollo delle dot-com e la Grande Recessione.
Le delevereging forzate in tali periodi hanno teso a incrementare la domanda di rifugio sicuro, un rischio che potrebbe essere amplificato da quanto suggerisce un recente sondaggio di Bank of America: la mancanza di protezione al ribasso.
Quadro tecnico e livelli chiave
Sul grafico a 4 ore, il bias di breve termine è lievemente rialzista-neutrale con il prezzo ben al di sopra della Media Mobile Semplice a 100 periodi vicino a $5,039.
Il supporto immediato si trova intorno a $5,140, vicino al ritracciamento di Fibonacci del 61,8% a $5,141 dal minimo di $4,402 al massimo storico di $5,598.
Una rottura al di sotto di $5,038 potrebbe esporre il ritracciamento del 50% a $5,000.
La resistenza è concentrata tra $5,200–$5,250, seguita dal ritracciamento del 78,6% a $5,342. Una mossa decisiva sopra $5,342 indicherebbe la strada verso il picco di $5,598.
Il momentum si è raffreddato ma resta costruttivo, con l'Indice di Forza Relativa vicino a 55 e l'Average Directional Index intorno a 17, indicatori di una tendenza debole che potrebbe necessitare di nuovi catalizzatori.
Flussi e indicatori di performance
Lo scenario di fondo rimane favorevole.
L'oro è in corsa per il settimo guadagno mensile consecutivo, sostenuto da acquisti costanti delle banche centrali, solidi flussi in entrata negli ETF e dall'incertezza geopolitica ed economica in corso.
Da inizio anno, SPDR Gold Shares (NYSE: GLD) è in rialzo del 20.48%.
Guardando a un orizzonte più ampio, l'oro è salito dell'83% da circa $2,800 l'oncia dello scorso febbraio a poco meno di $5,200.
Cosa osservare
A breve termine, l'Indice dei Prezzi alla Produzione USA (Producer Price Index) alle 13:30 GMT potrebbe influenzare il Dollaro e i tassi, dando il tono alla chiusura settimanale.
Si seguiranno inoltre gli sviluppi legati ai colloqui USA-Iran, con discussioni tecniche previste per la prossima settimana a Vienna, per le loro implicazioni sul rifugio sicuro.
Conclusione
Il percorso di breve termine dell'oro potrebbe rimanere in una fascia di oscillazione mentre i mercati rivalutano i tempi della Fed e monitorano le notizie geopolitiche.
Secondo il WGC, tuttavia, la recente forza del metallo riflette una copertura contro rischi strutturali in mercati dove l'oro rimane sotto-allocato, piuttosto che un inseguimento del momentum.
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