Il petrolio è sceso troppo mentre Teheran contesta la narrativa di Trump?

Il petrolio è sceso troppo mentre Teheran contesta la narrativa di Trump?
Devesh Kumar
04 ago 2026, 07:26 AM

offerto da

Invezz
WTI (buy)

Esporsi al WTI tramite USO o tramite futures WTI sul contratto più vicino (front-month). Il mercato ha già realizzato forti vendite sulla prospettiva di “colloqui che riaprivano Hormuz”, ma Teheran nega i negoziati e una nave è stata colpita vicino alla regione. Questo disallineamento mantiene vivo il rischio di rialzo estremo: qualsiasi nuovo attacco o fallimento delle trattative può rimodulare rapidamente il premio geopolitico. JPM stima che ogni mese di interruzione aggiunga ~$7–$8/bbl al Brent; una rapida inversione può colpire immediatamente il WTI.

Rischio chiave: Un accordo reale e verificabile che ristabilisca il passaggio sicuro e i colloqui Iran-USA, normalizzando la navigazione e cancellando il premio.

Brent (buy call spread)

Acquistare uno spread di call rialzista su Brent (p.es. opzioni ICE Brent) mirato a un movimento sopra $100 se il rischio Hormuz dovesse riproporsi. L'articolo evidenzia un rischio asimmetrico: il ribasso richiede tempo (le scorte si normalizzano), mentre il rialzo può materializzarsi all'istante in caso di attacchi o di nuovi raid. Lo scenario di Goldman porta il Brent oltre $120 in caso di interruzione; lo spread limita il costo consentendo di catturare una rapida rivalutazione geopolitica.

Rischio chiave: La diplomazia riduce rapidamente il rischio Hormuz e il Brent torna verso ~$80–$75 mentre l'offerta di OPEC+ e la produzione non-OPEC compensano le tensioni residue.

  • Il petrolio rimbalza mentre l'Iran nega i colloqui e i rischi per la navigazione nello Stretto di Hormuz restano elevati.
  • La svendita del greggio di lunedì potrebbe aver eliminato troppo presto il rischio geopolitico.
  • La crescita dell'offerta di OPEC+ limita ancora le ragioni per un rally duraturo del greggio.

I prezzi del petrolio sono saliti martedì, mentre gli operatori si sono chiesti se la svendita di lunedì avesse già scontato una svolta diplomatica che potrebbe non esserci.

Brent è salito dell'1,3% a $84.89 al barile, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato l'1% a $81.11, recuperando parte della flessione della sessione precedente.

Il greggio è precipitato dopo che il presidente USA Donald Trump ha rinviato gli attacchi contro l'Iran e ha detto che erano in corso negoziati.

Teheran ha contestato tale versione, affermando di non essere in trattative con Washington e di non aver fissato incontri.

Un'altra imbarcazione è stata colpita vicino allo Stretto di Hormuz, aumentando i dubbi che i rischi di fornitura stessero scomparendo.

Il petrolio potrebbe scendere se la diplomazia ristabilisse le esportazioni, ma gli operatori sembrano aver rimosso il premio geopolitico prima che pace o sicurezza della navigazione fossero state assicurate.

La smentita di Teheran rivela una falla nella scommessa sulla pace

Il WTI è sceso del 6,9% a $78.85 lunedì, mentre il Brent ha perso il 5,7% a $82.91, dopo che Trump ha cancellato nuove azioni militari e ha suggerito che i colloqui potrebbero riaprire lo Stretto di Hormuz.

Il mercato ha interpretato l'annuncio come indicazione che la probabilità di uno shock di fornitura era diminuita drasticamente.

La risposta dell'Iran ha complicato quella conclusione. Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha detto che non erano in corso negoziati con gli USA e non erano stati fissati incontri.

Teheran ha detto che le sue discussioni con l'Oman riguardavano le rotte per navi commerciali attraverso lo stretto.

Nikos Tzabouras di Tradu ha detto al The Wall Street Journal che le trattative precedenti non erano riuscite a produrre un accordo comprensivo e che un'altra battuta d'arresto diplomatica potrebbe far riaffiorare le ostilità e il premio geopolitico del petrolio.

Lo Stretto di Hormuz lascia il greggio esposto a un rischio di rialzo esplosivo

Lo Stretto di Hormuz continua a essere il punto centrale di tensione mentre il traffico è vincolato, e martedì una nave da carico ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile al largo dell'Oman.

JPM stima che ogni mese di interruzione potrebbe aggiungere circa $7–$8 al barile al Brent. Un'interruzione di tre mesi potrebbe portare la media mensile a circa $114.

Goldman Sachs ha delineato uno scenario in cui un'interruzione nello Stretto di Hormuz porterebbe il Brent oltre $120. Non si tratta del caso base della banca: si aspetta che i prezzi si allentino con l'attenuarsi delle tensioni, con il Brent in media intorno a $80 nel quarto trimestre e $75 nel 2027.

Quelle previsioni spiegano perché i rischi appaiono asimmetrici. La pressione al ribasso dovuta a un accordo di pace potrebbe manifestarsi mentre il traffico marittimo e le scorte si normalizzano.

Il rialzo derivante da un altro attacco, da negoziati falliti o da un rinnovato attacco USA potrebbe manifestarsi immediatamente.

L'offerta a lungo termine limita ancora il caso rialzista

Un rimbalzo tattico non dimostrerebbe che il petrolio sia entrato in un altro mercato rialzista duraturo. OPEC+ sta aumentando gli obiettivi di produzione, la produzione degli UAE è elevata e l'offerta fuori dall'OPEC sta rispondendo ai prezzi più alti.

Anindya Banerjee, responsabile della ricerca sulle commodity di Kotak Securities, ha detto al The Economic Times che la direzione delle sue previsioni è rimasta invariata, sebbene "il percorso e la tempistica siano cambiati".

Si aspetta che il greggio si raffreddi nel 2027 man mano che l'offerta al di fuori della zona di conflitto si espande e le scorte si ricostituiscono una volta normalizzati i flussi.

Quella pressione di lungo termine è importante perché il calo di lunedì non è stato provocato solo dalla diplomazia.

OPEC+ ha approvato un aumento della quota di settembre di circa 188.000 barili al giorno, rafforzando le aspettative che ulteriore offerta possa infine raggiungere il mercato.

Un vero accordo di pace potrebbe spingere nuovamente il greggio al ribasso. Finché non ne esisterà uno, il mercato rimane vulnerabile a un forte rimbalzo ogni volta che gli eventi contraddicono la sua fragile narrativa di pace.