I titoli USA rimbalzano, Dow +300 punti nonostante inflazione persistente

I titoli USA rimbalzano, Dow +300 punti nonostante inflazione persistente
Devesh Kumar
13 mar 2026, 14:42 PM
  • Il Dow sale di 301 punti mentre il calo dei prezzi del petrolio solleva il sentiment di Wall Street.
  • L'inflazione core PCE raggiunge il 3,1%, mantenendo incerte le speranze di tagli ai tassi della Fed.
  • Adobe crolla di oltre l'8% dopo l'annuncio delle dimissioni del CEO Shantanu Narayen.

I titoli statunitensi hanno aperto in rialzo venerdì dopo che i prezzi del petrolio hanno mostrato segnali di attenuazione, e funzionari dell'amministrazione Trump hanno indicato che il blocco dello Stretto di Hormuz non sarà un problema a lungo termine.

Il Dow Jones Industrial Average è salito di 301 punti, ovvero dello 0,7%, mentre l'S&P 500 ha guadagnato lo 0,5%, e anche il Nasdaq Composite si è mosso al rialzo.

Il modesto ottimismo nel sentiment di Wall Street è arrivato mentre i trader esaminavano l'indicatore d'inflazione preferito dalla Fed, un dato chiave che potrebbe influenzare le aspettative sui tassi d'interesse in vista della primavera.

Il test sull'inflazione

Il Bureau of Economic Analysis ha pubblicato venerdì il rapporto PCE (Personal Consumption Expenditures) di gennaio, l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve.

I dati hanno mostrato che l'inflazione è rimasta ostinata, con il core PCE, che esclude alimentari ed energia, in aumento dello 0,4% a gennaio e del 3,1% su base annua, leggermente superiore al 3,0% di dicembre.

Il PCE headline è aumentato dello 0,3% su base mensile e del 2,8% su base annua, leggermente in calo rispetto al 2,9% di dicembre.

Il dato sull'inflazione di venerdì arriva sullo sfondo delle stime del PIL riviste, che indicano che l'economia statunitense ha rallentato bruscamente negli ultimi mesi del 2025.

Il prodotto interno lordo, che misura il valore totale di beni e servizi prodotti nell'economia statunitense, è cresciuto a un tasso annuo destagionalizzato dello 0,7% nel quarto trimestre, hanno mostrato i dati del Bureau of Economic Analysis.

La cifra rivista è risultata significativamente inferiore alla stima iniziale dell'1,4% e al di sotto delle aspettative degli economisti dell'1,5%.

Rappresenta inoltre un forte rallentamento rispetto alla crescita del 4,4% registrata nel trimestre precedente.

Cosa è successo nel pre-market?

Il movimento azionario più forte è arrivato da le azioni Adobe, che sono calate di oltre l'8% nel trading pre-market di venerdì.

Il calo è avvenuto dopo che la società ha annunciato giovedì che l'amministratore delegato Shantanu Narayen si dimetterà dopo 18 anni al timone.

Narayen, che è entrato in Adobe nel 1988 e ne è diventato CEO nel 2007, resterà in carica fino a quando non sarà trovato un successore e continuerà a ricoprire la carica di presidente del consiglio di amministrazione.

Gli investitori non hanno gradito l'incertezza derivante dalla decisione, tanto più che avviene in un momento di forte competitività nel settore dell'intelligenza artificiale.

La seconda società a scendere nettamente nel pre-market è stata Ulta Beauty. Le azioni sono calate di quasi il 9% dopo che le previsioni per il 2026 hanno deluso le attese.

Il rivenditore di prodotti di bellezza affronta una congiunzione di venti contrari, tra cui la pressione sui margini, la crescente concorrenza dei rivali dell'e-commerce e la fine, prevista per quest'anno, del flusso di ricavi da royalty derivante dalla partnership con Target.

Scenario di mercato per venerdì

I titoli della difesa continuano ad attirare attenzione poiché Wall Street prezza sempre più la prospettiva di un conflitto prolungato in Medio Oriente.

Le società energetiche sono state tra i titoli con le performance più forti della settimana.

Con il rapporto d'inflazione preferito dalla Fed e il petrolio che continuano a dominare i titoli, i mercati potrebbero registrare un avvio volatile prima di trovare una direzione, se riusciranno a stabilizzarsi oggi.