STOXX 600 stabile, FTSE 100 in rialzo mentre petrolio e geopolitica pesano

STOXX 600 stabile, FTSE 100 in rialzo mentre petrolio e geopolitica pesano
Diya Poddar
30 mar 2026, 10:19 AM
  • Il sentiment regionale è rimasto contenuto mentre gli investitori valutavano l'aumento dei prezzi del petrolio.
  • I ministri del G7 terranno una riunione di emergenza che potrebbe influenzare il sentiment.
  • Gli Stati Uniti potrebbero prendere il controllo delle esportazioni di petrolio dell'Iran, inclusa Kharg Island.

I mercati europei hanno aperto poco mossi lunedì, riflettendo il tono cauto osservato tra le azioni globali durante la notte.

Il paneuropeo STOXX 600 risultava stabile a 574,98 punti nelle prime contrattazioni, mentre il FTSE 100 del Regno Unito ha guadagnato lo 0,2%.

Nel resto della regione il sentiment è rimasto contenuto, con gli investitori che hanno continuato a valutare l'impatto dell'aumento dei prezzi del petrolio e del rischio geopolitico.

L'avvio fiacco è seguito ai cali nei mercati Asia-Pacifico, dove i trader hanno reagito all'aumento dell'incertezza geopolitica e al nuovo rialzo dei prezzi del greggio.

Con il conflitto che coinvolge l'Iran entrato nella quinta settimana, gli investitori europei hanno iniziato la nuova settimana in una disposizione difensiva, bilanciando i rischi esterni con importanti dati regionali in arrivo più tardi nella giornata.

I mercati aprono su toni cauti

La prima lettura della sessione cash suggerisce che il sentiment è rimasto fragile piuttosto che chiaramente orientato al rischio all'inizio della settimana.

Lo STOXX 600 è rimasto stabile, mentre Londra ha sovraperformato leggermente con un +0,2%, sostenuta dalla forza di Rio Tinto.

Altrove in Europa, il trading è stato fiacco mentre gli investitori metabolizzavano il più ampio contesto di rischio globale.

Il tono cauto è arrivato dopo che i mercati Asia-Pacifico hanno chiuso in calo durante la notte, rafforzando un atteggiamento di avversione al rischio che è proseguito nelle ore europee.

Gli investitori sembravano riluttanti ad aumentare l'esposizione all'inizio della settimana poiché l'incertezza sugli sviluppi geopolitici continuava a dominare il posizionamento di mercato.

Gli investitori monitorano i segnali di rischio globali

Gli sviluppi del fine settimana in Medio Oriente hanno mantenuto l'appetito per il rischio contenuto nei mercati globali.

Il presidente USA Donald Trump ha detto nel fine settimana che gli Stati Uniti potrebbero sequestrare l'hub di esportazione petrolifera iraniana a Kharg Island, una mossa che ha intensificato i timori sull'impatto del conflitto sui mercati energetici e sulla stabilità regionale.

Allo stesso tempo, il movimento Houthi yemenita ha lanciato ulteriori attacchi contro Israele, ampliando la portata della contesa e aumentando i timori per una più ampia instabilità regionale e per la sicurezza delle principali rotte energetiche.

I prezzi del petrolio sono saliti nelle prime contrattazioni, con il greggio USA sopra i $102 al barile e il Brent oltre i $115.

Per i mercati europei, il rialzo del greggio resta un importante fattore esterno, particolarmente per i settori sensibili all'inflazione come trasporti, industria manifatturiera e beni di consumo.

L'attenzione si sposta sui dati europei

Nonostante il quadro globale fragile, il calendario macro regionale era destinato a influenzare i movimenti intraday.

Gli investitori erano pronti a monitorare gli ultimi dati sull'inflazione della Germania, comprese le letture CPI e HICP, per indizi su come lo shock energetico possa trasferirsi sulle pressioni sui prezzi nella più grande economia europea.

Una lettura dell'inflazione più alta del previsto dalla Germania potrebbe rafforzare la cautela sulle aspettative dei tassi, mentre ogni segnale di pressione inflazionistica persistente potrebbe aggiungere preoccupazioni sul trade-off crescita-inflazione della regione.

Il meeting del G7 aumenta l'attenzione dei mercati

Tra le altre cose, sul radar degli investitori c'era una riunione virtuale d'emergenza dei ministri delle finanze del G7, dei ministri dell'energia e dei governatori delle banche centrali.

I colloqui hanno sottolineato la preoccupazione continua per la sicurezza energetica, le interruzioni delle catene di fornitura e l'aumento dei costi man mano che il conflitto entrava in una nuova fase.

Per l'Europa, qualsiasi messaggio coordinato sulla sicurezza energetica o sulla gestione dell'inflazione potrebbe influenzare la performance dei settori nel corso della sessione.