Azioni Micron: perché margini dell'85% non bastano a fermare la svendita

Azioni Micron: perché margini dell'85% non bastano a fermare la svendita
Devesh Kumar
12 ago 2026, 08:25 AM

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Micron (MU)

Compra MU. I fondamentali sono già a livelli da picco (margine lordo non-GAAP Q3 84.9%, ricavi record, forte flusso di cassa), e il dibattito riguarda il quando della normalizzazione, non un crollo della domanda. Gli accordi strategici con i clienti coprono circa il 20% del volume, il che dovrebbe attenuare il consueto crollo dei margini. Se l'HBM rimane scarsa, il vecchio schema di valutazione ciclica del mercato è errato e MU può rivalutarsi al rialzo.

Rischio chiave: I prezzi di HBM e NAND cedono più rapidamente del previsto, spingendo i margini lordi nuovamente verso la fascia medio-70% il prossimo anno e confermando la tesi del picco ciclico.

Nvidia (NVDA)

Compra NVDA. L'articolo segnala che la modifica delle specifiche di Rubin Ultra di Nvidia potrebbe aumentare il consumo complessivo di HBM, e UBS rileva che i prezzi dell'HBM stanno salendo ancora più delle attese. Se la domanda di HBM rimane strutturalmente più elevata, l'economia della piattaforma AI di NVDA beneficia di una maggiore intensità di memoria sostenuta e di una più forte espansione dei server.

Rischio chiave: La modifica delle specifiche di Rubin Ultra riduce nella pratica la domanda di HBM (o i clienti rallentano il capex per l'AI), causando un indebolimento dei prezzi dell'HBM e privando NVDA del vento in poppa derivante dalla domanda di memoria.

  • Micron registra un margine lordo del 84.9% mentre la guidance per il Q4 indica un'ulteriore crescita.
  • Citi prevede un raffreddamento dei margini mentre Mizuho si aspetta un'offerta di memoria ristretta fino al 2027.
  • I prezzi dell'HBM e gli accordi con i clienti potrebbero decidere se la svendita di Micron perdurerà.

I profitti di Micron Technology cominciano ad assomigliare a quelli di una società software dominante, ma il titolo si comporta ancora come se gli investitori si aspettassero il picco del ciclo della memoria.

Il produttore di chip ha registrato un margine lordo non-GAAP del 84.9% nel terzo trimestre fiscale, in aumento rispetto al 74.9% del trimestre precedente e al 39% dell'anno precedente.

La direzione prevede che questa cifra salga di nuovo a circa 86% nel Q4, insieme a circa $50 billion di ricavi.

Tuttavia, martedì Micron ha chiuso a $868.52, in rialzo dello 0.9% per il suo primo guadagno dal mercoledì precedente ma ancora circa il 31% sotto il massimo di giugno di $1,255.

I numeri di Micron migliorano mentre il titolo si sconta

Nei risultati più recenti di Micron c'è poco che suggerisca che l'azienda si stia già indebolendo.

I ricavi del terzo trimestre fiscale hanno raggiunto un record di $41.46 billion, mentre il margine operativo non-GAAP è salito all'81.2%.

Il flusso di cassa operativo è stato di $25.39 billion e il free cash flow rettificato ha raggiunto $18.3 billion.

Il problema è che i mercati si preoccupano meno di dove sono i margini oggi e più di dove andranno domani.

L'analista di Citi Atif Malik ha recentemente tagliato il suo target su Micron a $1,150 da $1,400 mantenendo però un rating Buy.

Citi prevede che lo slancio dei prezzi di DRAM e NAND si raffredderà nel tempo, riportando i margini lordi verso la fascia medio-70% il prossimo anno.

Questo contribuisce a spiegare perché un margine dell'85% non ha protetto il titolo. Gli investitori non stanno necessariamente dicendo che Micron sia debole oggi, ma si interrogano su quanto dell'odierna redditività straordinaria potrà sopravvivere alla prossima fase del ciclo.

Wall Street è divisa sul fatto che questo ciclo sia diverso

L'analista di Mizuho Vijay Rakesh prende la posizione opposta.

Rakesh ha ribadito un rating Outperform e un target di $1,375, sostenendo che l'offerta di DRAM e NAND potrebbe rimanere scarsa almeno fino al 2027, con una nuova capacità significativa improbabile che influenzi il mercato prima del 2028.

Ritiene che il mantenimento da parte di Micron di margini lordi oltre l'80% sia un fattore importante per ulteriori rialzi.

Anche l'analista di Deutsche Bank Melissa Weathers ha sostenuto che l'AI sta rendendo la carenza odierna più grave rispetto ai precedenti cicli della memoria.

MarketWatch ha riportato che secondo lei il vasto portafoglio di Micron e il suo modello di business in evoluzione le danno margine di crescita senza sacrificare la redditività.

Gli accordi strategici con i clienti di Micron rafforzano questa tesi. L'azienda ha firmato contratti pluriennali progettati per migliorare la visibilità dei ricavi e ridurre la volatilità storicamente associata ai prezzi della memoria, con accordi che coprono circa il 20% del volume di memoria.

Per gli investitori che usano piattaforme di trading per seguire Micron, la questione chiave non è quindi se gli utili correnti siano eccezionali.

È se il mercato stia applicando un vecchio schema di valutazione ciclica a un'attività i cui fondamentali stanno diventando più duraturi.

I prezzi dell'HBM potrebbero decidere se la svendita è stata prematura

La High-bandwidth memory (HBM) potrebbe offrire il test più chiaro.

L'analista di UBS Timothy Arcuri ha detto che i prezzi di HBM4 e HBM4E stavano andando “ancora più forti delle nostre aspettative precedenti”. UBS ora si aspetta che i prezzi medi di vendita dell'HBM aumentino del 79% su base annua.

Arcuri ritiene inoltre che la mossa riportata di Nvidia di ridurre le specifiche di memoria su Rubin Ultra potrebbe aumentare il consumo complessivo di HBM se consentisse la produzione di un maggior numero di acceleratori.

Una domanda più forte per server e SSD sta sostenendo anche i prezzi del NAND.

Questo lascia gli investitori a dibattere sulla durata piuttosto che sulla domanda.

Citi si aspetta che la redditività si normalizzi. Mizuho, Deutsche Bank e UBS ritengono che l'offerta ristretta, la domanda legata all'AI e gli accordi con i clienti a più lungo termine manterranno i margini elevati più a lungo.

Micron non ha bisogno che il margine resti all'85% per sempre affinché la svendita appaia eccessiva. Le basta che la redditività rimanga insolitamente alta per più tempo rispetto a quanto gli investitori si aspettano attualmente.