Futures FTSE 100 in rialzo, l'Europa apre in positivo tra tensioni con l'Iran

Futures FTSE 100 in rialzo, l'Europa apre in positivo tra tensioni con l'Iran
Devesh Kumar
10 apr 2026, 08:40 AM
  • Le azioni europee sembravano pronte ad aprire in rialzo mentre le speranze per la tregua stabilizzavano i mercati.
  • Gli investitori hanno monitorato petrolio, inflazione e notizie in cerca di nuovi segnali di rischio oggi.
  • I dati sull'inflazione in Germania potrebbero mettere alla prova se i costi del conflitto si stanno riversando sui prezzi.

I mercati azionari europei erano pronti ad aprire in rialzo venerdì, estendendo il rimbalzo cauto osservato in Asia, sebbene il sentimento rimanesse fragile mentre gli investitori monitoravano le tensioni nella tregua tra Stati Uniti e Iran e il rischio di una rinnovata volatilità dei prezzi del petrolio.

I futures sul FTSE 100, CAC 40 e DAX indicavano guadagni di circa 0,2% a 0,6%, suggerendo un avvio positivo dopo una settimana dominata dai titoli geopolitici e dai forti movimenti nei mercati dell'energia.

Tuttavia, l'incremento previsto all'apertura faceva poco per suggerire che fosse tornata la convinzione.

I trader restavano cauti, temendo che qualsiasi nuovo insuccesso militare o diplomatico potesse rapidamente invertire l'umore, soprattutto con un mercato ancora molto sensibile a sviluppi che potrebbero interrompere l'offerta di petrolio o modificare le prospettive d'inflazione in Europa.

La tregua fragile mantiene i trader cauti

La principale fonte di inquietudine restava la tregua fragile dopo segnali che le tensioni nella regione non si erano del tutto attenuate.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che Israele aveva accettato di negoziare con il Libano il prima possibile, a seguito del raid statunitense sull'Iran.

Il presidente del parlamento iraniano ha descritto gli attacchi israeliani in Libano come una violazione della già delicata tregua tra Washington e Teheran.

Questo ha lasciato i mercati europei in quella che gli analisti hanno definito una fase dominata dalle notizie. Gli investitori hanno dimostrato di essere pronti ad acquistare sollievo quando emergono progressi diplomatici, ma sono altrettanto rapidi a ritirarsi quando ritorna il rischio di escalation.

In termini pratici, ciò significa che anche un'apertura più robusta per le azioni potrebbe risultare difficile da sostenere se il flusso di notizie dovesse peggiorare.

Il petrolio resta centrale nella visione del mercato

I prezzi del petrolio sono rimasti al centro dell'attenzione degli investitori, dato il diretto impatto del conflitto sull'offerta e sull'inflazione.

Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha detto che il Giappone rilascerà 20 giorni di scorte petrolifere a partire da maggio nel tentativo di aiutare a contenere i prezzi dopo che il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati energetici.

Quell'annuncio ha offerto qualche rassicurazione sul fatto che i responsabili delle politiche sono pronti ad agire se le preoccupazioni sull'offerta dovessero intensificarsi.

Ma ha anche sottolineato quanto seriamente i governi stiano prendendo il rischio di interruzioni prolungate.

Per le azioni europee, il petrolio è una lama a doppio taglio: un greggio più caro può sostenere i titoli energetici, ma aumenta anche la pressione sui consumi, sui costi aziendali e sulle aspettative verso le banche centrali.

Spreadex ha osservato che le azioni del settore energetico erano state tra le maggiori perdenti giovedì, mentre i titoli dei beni di prima necessità avevano sovraperformato nell'ultimo mese, poiché gli investitori si erano posizionati per un conflitto prolungato.

Se i prezzi dell'energia si stabilizzassero, quella posizione difensiva potrebbe iniziare ad annullarsi, riportando quei settori in linea con il mercato più ampio.

I dati sull'inflazione potrebbero mettere alla prova il rimbalzo

La lettura mensile dell'inflazione in Germania, prevista più tardi venerdì, era un altro elemento chiave nel radar dei trader.

I dati potrebbero offrire un'indicazione precoce se i costi energetici più elevati legati al conflitto stiano iniziando a riversarsi più chiaramente sui prezzi nella più grande economia europea.

Questo è importante perché una lettura più elevata complicherebbe il quadro di politica monetaria proprio mentre gli investitori cercano di valutare quanto rischio geopolitico le banche centrali potrebbero dover assorbire.

Se il petrolio rimane elevato e l'inflazione si dimostra persistente, le speranze di un percorso più lineare dei tassi potrebbero subire una nuova pressione.

I guadagni asiatici offrono solo un supporto modesto

I mercati asiatici sono saliti durante la notte dopo che gli investitori hanno tratto qualche conforto da segnali che il peggio dell'immediato conflitto potrebbe essere passato.

Quella guida più solida ha aiutato a sostenere le aspettative iniziali per l'Europa, ma non ha cancellato la fragilità sottostante del sentiment.

Dan Duggan, analista di mercato senior presso Spreadex, ha detto che l'avanzata notturna suggeriva che gli investitori mantenevano una visione relativamente costruttiva sugli sviluppi nel Medio Oriente.

Tuttavia, ha messo in guardia che la tregua restava fragile e che i titoli di cronaca probabilmente avrebbero continuato a dettare la direzione del mercato.

Per ora, probabilmente definirà anche la sessione europea.

Le azioni potrebbero partire in rialzo, ma con petrolio, inflazione e geopolitica ancora strettamente intrecciati, è improbabile che i trader si allontanino molto da una posizione cauta.