Credo +11% dopo il Buy di Jefferies: difesa della tecnologia in rame nell'AI

Credo +11% dopo il Buy di Jefferies: difesa della tecnologia in rame nell'AI
Ananthu C U
13 apr 2026, 20:19 PM

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Credo Technology (CRDO)

Buy CRDO. Jefferies inquadra la narrativa rame vs ottiche come esagerata e indica un ciclo di crescita più lungo derivante dagli AEC di nuova generazione 800G/1.6T oltre a un ramp ottico credibile (ALCs + ZeroFlap). Il titolo è già in calo YTD, dunque il rapporto rischio/rendimento tende verso una rivalutazione se gli aumenti di capacity dei data center AI anticipano i volumi AEC. Il principale catalizzatore rialzista è che la diversificazione ottica diventi una linea di ricavo significativa (> $300M stimati).

Rischio chiave: Un cambiamento reale e sostenuto verso il networking completamente ottico che riduca la domanda di unità AEC più rapidamente di quanto CRDO possa monetizzare ALC/ZeroFlap.

Astera Labs (ALAB)

Sell ALAB. Se Jefferies ha ragione nel ritenere che gli AEC in rame rimangano dominanti e CRDO mantenga ~70% di quota fino al 2027, la pressione competitiva su ALAB si intensifica mentre il dibattito rame/ottiche si risolve a favore di CRDO. Il multiplo di ALAB è più sensibile alle paure di "displacement ottico"; un esito resiliente per il rame comprimerebbe il divario di valutazione relativo.

Rischio chiave: ALAB conquista quota grazie alla propria roadmap ottica/di cavi attivi e dimostra design win più rapidi del previsto che compensano la forza di quota di CRDO.

  • Credo vola mentre Jefferies segnala crescita AI e divario di valutazione.
  • Domanda di rame considerata forte nonostante la crescente concorrenza delle soluzioni ottiche.
  • I nuovi prodotti ottici aggiungono potenziale rialzista alla storia di crescita di Credo nell'AI.

Le azioni di Credo Technology sono salite dell'11% lunedì dopo che Jefferies ha avviato la copertura con un rating Buy, sottolineando quella che ha definito una discrepanza tra le preoccupazioni degli investitori e le prospettive di crescita a lungo termine della società nell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale.

Il movimento del titolo arriva in un dibattito in corso su se le soluzioni di connettività basate sul rame saranno soppiantate dalle tecnologie ottiche nei data center per l'AI.

Sebbene questa incertezza abbia gravato sulle azioni di Credo — in calo di quasi il 7% da inizio anno — Jefferies sostiene che il mercato potrebbe sottovalutare l'opportunità della società.

Domanda di rame vista resiliente nonostante il dibattito sulle ottiche

L'analista di Jefferies Blayne Curtis, che ha avviato la copertura sul titolo con un rating Buy e un prezzo obiettivo di $175, ha descritto la narrativa di mercato corrente come scollegata dalla realtà.

L'analista ha affermato che esiste «una significativa discrepanza» tra come gli investitori percepiscono l'opportunità legata all'intelligenza artificiale di Credo e il suo reale potenziale di crescita.

Secondo Curtis, la domanda sia da carichi di lavoro AI sia dall'elaborazione a uso generale offre «ampio spazio di crescita per gli AEC». Ha osservato che l'adozione di questi cavi è ancora nelle fasi iniziali, con gli AEC di nuova generazione 800G e 1.6T previsti a guidare un ciclo di crescita più ampio e prolungato rispetto alle attese attuali.

«Le paure della morte del rame o l'impatto potenziale delle CPO sono fortemente esagerate», ha detto Curtis.

Jefferies ha inoltre sottolineato che i cavi elettrici attivi hanno «un chiaro potenziale di crescita continua» man mano che i data center AI aumentano la capacità.

Opportunità di mercato e posizionamento competitivo

Jefferies prevede che il mercato indirizzabile totale per unità AEC raggiungerà 8,6 milioni quest'anno e 12,3 milioni entro il 2027. In uno scenario più ottimistico, tali cifre potrebbero salire rispettivamente a 9,5 milioni e 14,6 milioni.

Nel caso ottimistico, Curtis prevede che Credo manterrà il 70% di quota di mercato entro il 2027, traducendosi in circa $3 miliardi di ricavi AEC. Questa proiezione supera la stima di consenso attuale di $2,3 miliardi.

Curtis ha descritto Credo come «il chiaro leader tecnologico nel settore», aggiungendo che la società è ben posizionata per rimanere dominante nonostante la concorrenza di Astera Labs e Marvell Technology.

Ha anche liquidato le preoccupazioni sull'impatto delle co-packaged optics sul business di Credo, affermando che le CPO nel networking dei data center AI sono «essenzialmente un fattore non rilevante per il business di Credo».

L'espansione nelle soluzioni ottiche offre ulteriore potenziale

Sebbene gran parte del dibattito ruoti attorno al rame contro le ottiche, Credo sta anche ampliando la propria presenza nella connettività ottica. L'azienda sta sviluppando cavi LED attivi (ALCs), posizionati come una soluzione ibrida che offre prestazioni ad alta velocità con una maggiore efficienza energetica.

Curtis ritiene che gli investitori stiano sottovalutando il potenziale di questi prodotti, che potrebbero fungere da ponte tra il rame tradizionale e i sistemi completamente ottici.

Inoltre, Credo sta portando avanti i suoi transceiver ottici ZeroFlap, progettati per migliorare affidabilità e stabilità nei cluster di chip AI. Jefferies stima che questi prodotti potrebbero generare oltre $300 milioni di ricavi annui, rappresentando ciò che Curtis ha definito «un fattore di svolta importante» per la strategia di diversificazione della società.

Presi nel complesso, Jefferies sostiene che Credo offre «un'opportunità significativa di investire in un nome di crescita premium a una valutazione significativamente scontata».

Con l'accelerazione della spesa per l'infrastruttura AI, la società mantiene che sia le tecnologie in rame sia quelle ottiche giocheranno ruoli complementari, con Credo posizionata per beneficiare della domanda in entrambi i segmenti.