J.P. Morgan e Morgan Stanley: acquisti nei ribassi mentre gli utili reggono
Sentiment IA: 72/100 Rialzista
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Compra XLF. L'impostazione centrale dell'articolo è che il selloff è una correzione, non un mercato orso, con la crescita degli utili ancora in aumento (S&P 500 Q1’26 EPS growth estimate 13.9%). Morgan Stanley favorisce esplicitamente i ciclici — inclusi i finanziari — perché il momentum degli utili resta intatto e le valutazioni sono migliorate. I finanziari beneficiano inoltre in modo sproporzionato se la volatilità diminuisce e le aspettative di domanda di credito/prestiti si stabilizzano dopo il riprezzamento del rischio Hormuz.
Rischio chiave: Una nuova escalation che alimenti una narrativa di recessione prolungata e il deterioramento del credito (allargamento degli spread creditizi), schiacciando le attese sugli utili del settore finanziario.
Compra NVDA. La notizia evidenzia i "growth di qualità"/hyperscaler IA come sostenuti dal momentum degli utili nonostante la geopolitica. Effetto di secondo ordine: mentre il premio di valutazione dei Magnificent Seven si comprime (forward P/E premium down to ~1.2x vs 1.7x), il multiplo relativo di NVDA può rivalutarsi più rapidamente del resto del segmento growth una volta che torneranno gli acquisti nei ribassi — perché il mercato ha già de-riskato i leader.
Rischio chiave: Un cedimento della spesa in conto capitale per l'AI o dei margini (rallentamento della domanda dei clienti o pressioni da offerta/competizione), che farebbe fallire la tesi del momentum degli utili anche se la geopolitica si attenua.
- Wall Street considera i ribassi opportunità di acquisto nel contesto delle tensioni in Medio Oriente.
- La forte crescita degli utili sostiene l'indice S&P 500 nonostante i rischi geopolitici.
- I cambiamenti delle valutazioni e la rotazione settoriale ridefiniscono la leadership di mercato.
Le banche d'investimento di Wall Street J.P. Morgan e Morgan Stanley affermano che la recente fase di debolezza del mercato, causata dalle tensioni in Medio Oriente, potrebbe rappresentare un'opportunità per gli investitori a lungo termine, indicando utili societari resilienti e valutazioni in miglioramento come principali elementi di protezione contro ulteriori ribassi.
Le speranze di una riduzione delle tensioni nel conflitto avevano contribuito a far salire l'S&P 500 di quasi l'8% rispetto al minimo di sette mesi toccato a marzo, dopo i timori che una possibile chiusura dello Stretto di Hormuz potesse innescare uno shock al prezzo del petrolio, alimentando l'inflazione e acuendo l'incertezza economica.
Nonostante il rimbalzo, l'indice ha messo a segno solo un leggero guadagno lunedì, poiché i colloqui del fine settimana tra Stati Uniti e Iran non hanno prodotto una svolta.
Gli shock geopolitici considerati temporanei
Gli strategist di J.P. Morgan hanno sostenuto che la reazione del mercato agli sviluppi geopolitici potrebbe non essere duratura.
"Il nostro scenario base rimane che qualsiasi ulteriore escalation è improbabile che si sostenga indefinitamente, e che i ribassi causati da shock geopolitici dovrebbero alla fine rivelarsi opportunità di acquisto", ha scritto J.P. Morgan in una nota guidata dallo strategist Mislav Matejka.
L'indice di riferimento è sceso fino all'8% da quando è iniziata la guerra Stati Uniti-Israele contro l'Iran, evitando di poco la soglia del 10% che definisce una correzione. Pur essendosi ampliata la volatilità, gli analisti ritengono che il mercato non sia entrato in una fase di ribasso prolungato.
In termini comparativi, le azioni statunitensi hanno mostrato una relativa resilienza. L'S&P 500 ha sovraperformato lo STOXX 600 europeo, che è sceso di oltre l'11%, così come l'MSCI Emerging Markets Index, entrato in territorio di correzione.
La solidità degli utili sostiene le prospettive
Secondo gli strategist di Morgan Stanley guidati da Michael Wilson, il recente selloff appare più coerente con una correzione che con l'avvio di un mercato orso prolungato. Essi attribuiscono la resilienza del mercato a una solida crescita degli utili e a valutazioni più attraenti.
Le attese sugli utili hanno continuato a salire nonostante il contesto geopolitico. Dati LSEG I/B/E/S mostrano che il tasso di crescita stimato degli utili per l'S&P 500 è pari al 13.9% per il primo trimestre del Q1’26 al 10 aprile, rispetto al 12.7% prima dell'inizio del conflitto.
Goldman Sachs ha espresso in precedenza una posizione analoga, mettendo in guardia sui rischi di una correzione nel breve termine pur osservando uno spazio limitato per un bear market più profondo.
Morgan Stanley ha dichiarato di continuare a favorire i settori ciclici come finanziari, industriali e consumo discrezionale, insieme a titoli growth di qualità, inclusi gli hyperscaler dell'IA, poiché il momentum degli utili resta intatto.
Le valutazioni si adeguano mentre cambia la leadership
J.P. Morgan ha inoltre evidenziato un cambiamento nella dinamica della leadership di mercato, osservando che il premio di valutazione per i cosiddetti "Magnificent Seven" si è significativamente ristretto.
Il rapporto prezzo/utili prospettico del gruppo è sceso a 1.2 volte quello dell'S&P 500, rispetto a 1.7 volte in precedenza.
Questa compressione delle valutazioni potrebbe segnalare un riequilibrio più ampio all'interno dei mercati azionari, mentre gli investitori ruotano verso settori con prezzi più attraenti ed esposizione ciclica.
Pur mantenendo una visione costruttiva sulle azioni, Morgan Stanley ha declassato le azioni globali alla fine di marzo, riflettendo cautela sui rischi a breve termine. Nel frattempo, J.P. Morgan ha ribadito nella sua ultima nota la preferenza per le azioni internazionali rispetto ai mercati statunitensi.
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